poesie di Charles Simic

Domando al piombo

Domando al piombo
perché ti sei lasciato
fondere in pallottola?
Ti sei forse scordato degli alchimisti?
Hai perso qualsiasi speranza
di diventare oro?

Nessuno mi risponde.
Pallottola. Piombo. Con nomi
del genere
il sonno è lungo e profondo.

***

Parlavano di guerra
davanti alla tavola ancora apparecchiata.
Sul lato opposto della via la prima finestra
della sera era già accesa.
Lui si sedette, curvo, calmo,
mentre la vecchia paura lo assaliva.
Imbruniva. Lei si alzò per portare in cucina
il piatto sgradevolmente bianco.
Fuori, nei campi nel bosco,
un uccello parlava per proverbi,
un Papa usciva incontro ad Attila,
il fosso era in attesa del plotone.

***

Destino cieco

Sono nato – non so a che ora –
mi hanno dato una pacca sul sedere
e mi hanno passato in lacrime
a un morto da parecchi anni, in una nazione
che non è più sulle carte geografiche,
dove come una foglia su un albero,
la bella stagione finita,
ho vorticato cadendo a terra
quasi senza far rumore
perché il vento mi portasse lontano
benedetto o maledetto-chi può dirlo?
Non me ne preoccupo più
dato che ho sentito parlare
di una signora cieca chiamata Giustizia
disposta ad ascoltare i problemi di chiunque,
ma non so dove trovarla
per chiederle il motivo
per cui il mondo certi giorni mi tratta bene
altri giorni male. Comunque mai e poi mai
sarei il primo a darle contro.
Cieca com’è, poveretta,
se la cava meglio che può.

***

Specchi & Miracoli

Pesante specchio trasportato
sull’alto lato della strada,
mi inchino a te
e a ogni cosa che in te appare
per un attimo
e mai più allo stesso modo:

questa strada con il suo cielo rosa,
i grigi casamenti in fila,
un cane solitario,
ragazzini sui pattini a rotelle,
una donna che compra dei fiori,
qualcuno dall’aria smarrita.

In te, specchio incorniciato d’oro
trasportato sull’altro lato della strada
da qualcuno che nemmeno riesco a vedere
e a cui pure, m’inchino.

***

Sarà sul niente .
Non sull’amore né su Dio
ma sul niente .
Sarai come un bimbo nuovo a scuola
che ha paura di guardare la Maestra
mentre si sforza di capire
cosa stanno dicendo
di tutto questo niente.

__________________

Charles Simic nato a Belgrado nel 1938 si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti nel 1954.
Nel 1968 ha pubblicato il suo primo libro, Quello che dice l’erba. Ha insegnato letteratura all’Università della California e poi all’Università del New Hampshire dove continua a lavorare ancora oggi. Ha pubblicato più di sessanta libri, tra cui uno in prosa, La vita delle immagini ed è considerato uno dei più grandi poeti e saggisti contemporanei di lingua inglese. Nel 1990 è stato insignito del Premio Pulitzer per la poesia per l’opera The World Doesn’t End. Nel 1999 per l’opera Jackstraws fu insignito dal New York Times del titolo di Notable Book of the Year.

Edizioni italiane:

Il mondo non finisce, Donzelli editore, 2001
Zoo, Ass. Edizioni L'Obliquo, 2002 
Hotel Insonnia, Adelphi, 2002 
Il cacciatore di immagini. L'arte di Joseph Cornell, Adelphi, 2005
Club Midnight, Adelphi, 2008 
Il titolo, a cura di Damiano Abeni e Massimo Gezzi, Ass. Edizioni L'Obliquo, 2007 
Il mostro ama il suo labirinto, Adelphi, 2012 
La vita delle immagini, Adelphi, 2017 

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

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