Piero Guccione (1953-2018)

Nato a Scicli in provincia di Ragusa, terzogenito di una famiglia della piccola borghesia abbandona gli studi classici per dedicarsi a tempo pieno al disegno e alla pittura col benestare della sensibiltà paterna per l’arte. Per un anno frequenta la Scuola d’arte di Comiso, quindi l’Istituto d’arte di Catania. Nell’autunno del 1954, si trasferisce a Roma per iscriversi all’Accademia di Belle Arti. Si mantiene lavorando come grafico in uno studio romano dove può cimentarsi in nuove forme espressive, dai manifesti pubblicitari alle caricature per giornali fino ai disegni di mobili. Nella Capitale incontra Renato Guttuso nello studio di Villa Massimo: gli mostra i propri disegni e inizia a frequentare i pittori neorealisti della Galleria Il Pincio, in Piazza del Popolo. Stringe amicizia con Astrologo, Attardi, Tornabuoni e Vespignani. Alla Galleria Nazionale di Valle Giulia ammira le opere di Scipione, Mafai e Pirandello. Nel 1960 inaugura la sua prima personale alla Galleria Elmo di Roma. Nel 1970 dipinge Le linee del mare e della terra, un dipinto di formato ridotto che dà l’avvio all’omonimo ciclo, tra i più esemplari e apprezzati della sua pittura.

Guccion, Nuove forme nella campagna di San Giovanni Valdarno

A Parigi, dove espone per la prima volta nel 1976, visita una mostra sulla pittura del Romanticismo e viene “folgorato” dalla sala dedicata a Caspar David Friedrich, «dal suo occhio freddo ed incandescente, insieme», che tanto influenzerà la sua produzione degli anni seguenti. È il caso dei due dipinti Sul far della luna e Il grido della luna, che alle soglie del terzo millennio aprono l’ultimo ciclo dedicato al mare, non più superficie ma profondità assoluta e armonia dell’invisibile. Nel 2004 riceve da Carlo Azeglio Ciampi la Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica Italiana come benemerito dell’arte e della cultura. Al Festival Internazionale del film di Roma e alla Biennale di Venezia del 2011 viene presentato il film documentario Piero Guccione, verso l’infinito, del regista Nunzio Massimo Nifosì. Si spegne il 6 ottobre 2018, all’età di 83 anni, nella sua amata casa di Quartarella (Modica), in Sicilia. Ha esposto alla Biennale di Venezia nel 1966, 1972, 1978, 1982, 1988, 2011. Di lui hanno scritto, alcuni tra i maggiori letterati e critici d’arte del Novecento: Bufalino, Moravia, Sciascia, Siciliano, Jean Clair, Sgarbi, Crispolti, Tassi, Testori, Susan Sontag, Calvesi.

Piero Guccione, Sulla spiaggia di Sampieri, 1967. Collezione privata
Guccione, Paesaggio con macchina, 1993
Piero Guccione, Albero del siparietto,1989, pastelli

La sua è una pittura in cui nella piena libertà del gesto creativo tutto accade in modo naturale e progressivo, sia sotto l’aspetto contenutistico che tecnico con cromie leggere e delicate nei suoi pastelli, fresche e immediate negli acquerelli, morbide nelle opere grafiche e suggestive nei dipinti ad olio.
Molto particolare è la dimensione della luce e l’interazione tra cielo e mare caratteristica delle opere di Piero Guccione, pittore siciliano, esponente di spicco del Gruppo di Scicli .Ha realizzato opere di aspetto singolare, dipinti a olio realizzati dal 1970, con il ciclo Le linee del mare e della terra, cui si affiancano i suoi pastelli, tecnica che scopre tra il 1973 e il 1974.
Per oltre quarant’anni osservando il mare ne ha espresso le variazioni, convinto di trovarci l’anima dell’uomo. Diceva: «Mi attira l’assoluta immobilità del mare, che però è costantemente in movimento». È sempre stato questo il suo pensiero, giorno dopo giorno: guardare il mare con il desiderio di fissare qualcosa in continuo movimento, come la ciclicità del tempo e il suo inesorabile trascorre. «La mia pittura oggi va verso un’idea di piattezza che contenga l’assoluto, tra il mare e il cielo, dove quasi il colore è abolito, lo spazio pure. Insomma, una sorta di piattezza, che però, in qualche modo, contenga un dato di assolutezza, di una cosa che assomiglia a niente e che assomiglia a tutto», diceva l’artista.

Piero Guccione, il volo del pettirosso
Piero Guccione Cielo e nuvole a Punta Corvo, 2006, pastello

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

4 pensieri riguardo “Piero Guccione (1953-2018)”

  1. Adesso mi commuovo. Che era persona di bellezza insuperabile. Come erano di profondità assoluta i suoi mari di Sampieri. Ce n’è uno che campeggia su una parete del grande salone che introduce all’emiciclo di palazzo Madama che toglie il fiato. Grandioso sentirlo parlare che era persona capace di trasmettere la stessa serenità dei suoi dipinti. Superò il maestro ma mantenne il profilo basso di chi ha visione del mondo.

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