era il 1993

I can be so strong
Like a lion on a mission
I can do no wrong
I can fight day and night
That’s my decision
Because the world is:
So bad
Like diet soda
So bad
I’m counting 37 wars
So bad
User friendly
So bad
We lost the singer of the Doors
So bad
The U.F.O. conspiracy
So bad
Starvation and depressy
So bad
Hiroshima Tomsk Tschernobyl
So bad
It’s never gonna heal
I can be so good
Like a Goddess
Plus I’m modest – I
I have no fear
I will go all the way
I can show you how to pray
Because the world is:
So bad, so bad, so bad, so bad
So bad
Deadly chemo-therapy
So bad
The lies about H.I.V.
So bad
We’ve lost our last chance
So bad
And we’re all dancing Shiva’s dance
So bad
Genetic obsession
So bad
Misused atomic energy
So bad
Surprise, surprise, the culture industry
So bad
Helmut Kohl
(Bundeskanzler Kohl befürwortet diese Mission)
You can do no wrong
If you fight on my side
If you make that decision
Because the world is:
So bad
I.R.A. & R.A.F.
So bad
Are we really blind and deaf
So bad
The yugoslavian rape
So bad
And no-one can escape
So bad
The Nazi Lunacy
So bad
Artificial Extasy
So bad
I hate my T.V.
So bad

poesie di Giovanni Sepe

Tutta ti ho pianto
che resta negli occhi un secco sfacelo.
Ad ogni modo il cielo ritrova
le nubi in aprile, ed è bello sentire
il rumore dell’acqua

***

Io non so dove la terra si rompe ai fiori
non so della memoria del seme.
Io non so perché la mia mano trema
quando l’anima si chiude nel moto
silenzioso del dispiacere.
non so se morire salva
dalla morte.
Io non so di queste cose
e non chiedo che un posto
dove la luce possa dirigersi clemente

***

Sono fatto di agitate nostalgie
e lampi contenuti nelle vene
voci che perturbano l’assenza
Sono fatti questi del tutto personali
nessuno mi chieda parola
ho da guardare l’acqua
e riprendere memoria

***

Lettera da un posto accanto


Ti scrivo da un cambiamento, un posto non posto, a cui mi è impossibile sfuggire, dove ogni cosa non è più nel proprio tempo, e il tempo stesso non è che uno spazio occasionale.
Da qui la mia voce non arriva oltre il torace, i rumori si sovrappongono in una armonia non comprensibile, in un moto avvertibile sulle ossa. E dentro i buchi dell’anima.
Non chiedermi perció di ciò che sarà; ho da stare in questo tempo come una latenza di me.
Ti scrivo e non per dirti di ciò che sarà, ti scrivo perché possano questi pochi righi contenere una porzione non definita d’amore, poiché l’amore è il più ampio cammino da dove gli uomini non tornano mai interi, e restano in un posto accanto. Perché l’amore per sempre ci cambia.

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Giovanni Sepe è nato a Napoli nel 1976
Diplomato all’Itis è sposato e padre di quattro figli. Si occupa di impianti elettrici ma la sua passione per la poesia ha origini lontane; già all’età di 16/17 anni scrisse i primi versi, ispirandosi ai grandi autori. Ma il coinvolgimento importante arriva più tardi, nel 2016 e nel 2018 arriva la sua silloge, per ora unica, dal titolo “il peso della luce” – Edizioni Controluna

Nelle sue poesie ritroviamo ombre malinconiche e dolorose dell’ anima, ferite cauterizzate o in via di guarigione, sofferenza da dissolvere con le pioggie di aprile, come narrano i suoi versi che contengono in modo sintetico e nitido “una porzione non definita d’amore”, sentimenti stratificati di un vissuto da metabolizzare. Lo si legge ed è come specchiarsi nel proprio passato, recente o remoto

per chi avesse piacere il brano musicale che consiglio da abbinare alla lettura: “The Great Gig in The Sky” dei Pink Floyd

la pittura di Tyeb Mehta ( 1925-2009)

Tyeb Mehta

Tyeb Mehta è nato il 26 luglio 1925 a Kapadvanj, nello stato Indiano del Gujarat . A 22 anni, durante i moti del 1947 a Mumbai, dove soggiornava , ha assistito alla scena di un uomo lapidato a morte dalla folla; questo episodio non solo fu fissato su disegno nell’immediato, ma ebbe un impatto permanente sul suo lavoro, portandolo a rappresentare la drammaticità in modo anche inquietante. Partì per Londra nel 1959, dove ha lavorato e vissuto fino al 1964. Successivamente, visitò New York, avendo ottenuto una borsa di studio da John D. Rockefeller.
Mehta è stato influenzato dall’espressionismo, dalle opere di Francis Bacon e di Barnett Newman, ma nel periodo newyorkese il suo lavoro ha subito l’influenza minimalista. Ha girato un corto di pochi minuti, “Koodal”, a Bandra, con cui ha vinto il Premio della Critica nel 1970.


In India Mehta è diventato membro di una nuova generazione di artisti definiti Progressive Artists. Morì il 2 luglio 2009 a Mumbai, in India. Le opere di Mehta sono conservate nelle collezioni di Kiran Nadar Museum of Art e nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di New Delhi.
Soggetti piuttosto comuni nelle sue opere sono sagome di tori, conducenti di risciò,fin quando arrivò alla serie “DiagonalI” nel 1970, dopo che casualmente, in un momento di crisi creativa, lanciò una striscia nera per la lunghezza della tela; da qui nacquero una serie di figure immerse nel colore in diagonale dove astratto ed espressionismo si combinano.

Tyeb Mehta ha conservato il record del prezzo più alto di una pittura Indiana, venduto all’asta per 317.500 dollari presso Christie’s nel 2002. Nel Maggio del 2005, la sua tela Kali è stata venduta per 230.000 dollari alla casa d’aste indiana Saffronart ‘s. Nel 2008, un altro dei suoi dipinti è stato aggiudicato per 2 milioni di dollari; insomma ha notevolmente alzato l’interesse per l’arte Indiana dal mercato internazionale.