diversi pesi e misure per i diritti umani

Non è certo una novità ma è giusto ribadire e ricordare che l’informazione è sempre e solo di parte e che ipocrisia e cecità sono sempre in agguato quando si tratta di eludere i soprusi e le atrocità compiute sui più deboli del globo terracqueo.

I poteri che contano pronti a soccorrere con tonnellate di armi l’Ucraina a costo di una terza guerra mondiale, di fatto imbastita da tempo, e pochissimo interesse per le tante tribù indigene, soppresse, ridimensionate, sfrattate dalle loro terre per il lucro di affaristi senza scrupoli. Vogliamo parlare ad esempio dei Masai che il governo della Tanzania sta letteralmente massacrando? o non fa notizia? perchè mai non sollevare indignazione e aiuto nei loro confronti? Ci sono popoli di serie z per i quali si può soprassedere e fare spallucce? personalmente trovo vergognoso e ipocrita proseguire maratone televisive in favore del popolo ucraino e non spendere un’ora di programma tv per i popoli umani più deboli e dimenticati del resto del mondo. ( forse non farebbe audience…)

Riporto qui l’articolo di Valeria Casolaro sull’ Indipendente online del 13 giugno scorso che denuncia il vergognoso progetto per un turismo di elite e a una caccia da trofeo (!!!) per miliardari annoiati (!!!)

“Le autorità della Tanzania hanno dato il via ad una violenta repressione ai danni della popolazione Masai, finalizzata allo sfratto degli indigeni in favore dell’istituzione di una game reserve destinata alla caccia e al turismo d’élite. L’8 giugno scorso oltre 700 agenti delle forze dell’ordine tanzaniane si sono presentati nella riserva di Loliondo, dove vivono oltre 70 mila Masai, per intimarli ad abbandonare le terre. Il 10 giugno, a fronte della protesta pacifica messa in atto dalla popolazione, decisa a non abbandonare le proprie terre, gli agenti hanno aperto il fuoco e sparato contro la folla, ferendo oltre 30 individui e causando la morte di almeno una persona. Come spiega Fiore Longo, ricercatrice che si occupa delle aree protette dalle quali gli indigeni vengono sfrattati in nome della conservazione naturale, l’intensificarsi delle azioni repressive del governo di questi giorni potrebbe essere giustificata dall’imminente emissione di una sentenza della Corte di giustizia dell’Africa orientale (EACJ), che potrebbe stabilire che i Masai hanno diritto a rimanere in quelle terre in via definitiva.

«È dall’inizio del 2022 che il governo della Tanzania sta cercando di sfrattare queste popolazioni, a mio parere non è un caso che le azioni repressive si stiano intensificando a poche settimane dall’emissione della sentenza della EACJ» afferma Longo, «Per ora la Corte si è limitata a emettere un’ingiunzione che intima il governo a non sfrattare i Masai». Come spiega la ricercatrice, la Otterlo Business Company, compagnia di proprietà degli Emirati Arabi Uniti, sta esercitando enormi pressioni sul governo della Tanzania affinché costringa i Masai ad abbandonare la zona di Loliondo, un territorio di 1500 km quadrati, per permettere l’istituzione di una game reserve. «Quello che il governo della Tanzania sta cercando di fare è cambiare lo statuto legale della terra, facendola passare da un tipo di terra nella quale i Masai possono vivere a una game reserve, ovvero una zona nella quale non vivono esseri umani e dove non si può praticare la pastorizia – principale fonte di sostentamento dei Masai -, ma solo la caccia sportiva e la protezione della natura. Tuttavia questo non può essere fatto in una terra legalmente registrata dai Masai, cosa che la EACJ dovrebbe appunto stabilire a fine giugno. Dietro a questo tentativo di sfratto vi sono il turismo di massa e gli interessi economici».

Proprio nel nome di questi interessi, il governo ha messo in atto una violenta repressione ai danni delle popolazioni locali. «Il governo della Tanzania non lascia entrare nessuno in quella zona, i media locali sono stati banditi e i Masai sono stati minacciati di morte affinché fossero dissuasi dal pubblicare foto e video di quanto sta accadendo». Nonostante ciò, qualche immagine da Loliondo che mostra gli attacchi delle forze dell’ordine è riuscito comunque a trapelare.

«Le forze dell’ordine hanno anche iniziato ad arrestare i leader politici Maasai: almeno una decina sono stati portati in prigione, mentre altri sono stati detenuti ma non si sa dove siano. Hanno cominciato a cercare chi ha diffuso le foto e i video e a sparare nelle case» spiega Longo. «Proprio oggi mi hanno dato notizia che un migliaio di Masai almeno sono fuggiti dalle loro case e si stanno nascondendo nella boscaglia». Indipendentemente dai piani di reinsediamento -al momento inesistenti- del governo tanzaniano per le popolazioni di Loliondo, un elemento fondamentale da comprendere, spiega Longo, è che «i Masai non possono andare da nessun’altra parte: quella è la loro terra, lì hanno seppellito i loro antenati, hanno i loro siti sacri dove pregano aspettando la pioggia. I popoli indigeni nutrono un legame profondo, assoluto con la terra: queste persone si faranno sparare addosso, ma non la abbandoneranno. Molti Masai mi hanno detto ‘Questa diventerà una fossa comune, ma noi non ce ne andremo da qui». (fine articolo)

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Dovremmo meditare molto di più su come gira il mondo, sintonizzandoci su una informazione meno incanalata e più libera, per me il sorriso di questa ragazza masai ha la stessa bellezza e lo stesso motivo di continuare ad essere vivo nella sua terra tra la sua gente come quello di qualsiasi altro essere umano. Oggi una buona e lunga vita la auguro a lei e alla sua tribù di appartenenza.

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

9 pensieri riguardo “diversi pesi e misure per i diritti umani”

  1. Grazie Daniela per questo post su antiche forme di colonizzazione, i popoli indigeni con le loro resistenze, che in una vera democrazia neanche dovrebbero mettere in atto perché non ce ne sarebbe bisogno ma sappiamo che l’Europa è il luogo delle colonizzazioni imposte ai popoli colonizzati e diventate strumento di questi ultimi, e dici bene dovremmo riflettere sul come “l’informazione” informa, sul cosa dice e sul cosa non dice perché nel non detto ci sono interi mondi.

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    1. esattamente, sappiamo bene quanto alcuni paesi europei colonialisti abbiano iniziato e aggravato col tempo le loro mire espansionistiche sottomettendo prima e annientando poi …

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      1. Si hanno agito e continuano ad agire esattamente come hai scritto, sottomettendo e poi annientando. Ti ricordi lo scandalo sulla foresta amazzonica? passato poco tempo sparita la notizia ma i popoli indigeni continuano a resistere però e nella loro resistenza quali guardiani della terra stanno aiutando tutto il mondo e ogni specie così come lo stanno facendo i Masai, ogni lotta indigena parla a tutto il mondo perché la terra è la nostra casa e non è proprietà di nessuna e nessuno.

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  2. Parole sacrosante che sottoscrivo pure nelle virgole: basta con questa ipocrisia di sostenere gli ucraini, dimenticando decine di popoli che subiscono aggressioni e sono minacciati nella loro esistenza. Basta con questa falsa narrazione della resistenza del popolo ucraino: sono più di 20 anni che la NATO addestra e arma gli ucraini proprio in previsione di questa invasione.

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  3. Per non parlare dei Rohingya in Birmania, e di altri popoli in giro per il mondo che sono sistematicamente oggetto di soprusi e perseguitati per i motivi più vari (religione, etnia, interessi territoriali).

    E’ abbastanza naturale, comunque, preoccuparsi maggiormente dei vicini di casa, piuttosto di chi abita lontano. Ma l’ipocrisia degli organi di informazione è abbastanza palese.

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