un pezzo mitico da Zuma, 1975

He came dancing across the water
With his galleons and guns
Looking for the new world
And that palace in the sun

On the shore lay Montezuma
With his coca leaves and pearls
In his halls he often wandered
With the secrets of the worlds

And his subjects gathered ‘round him
Like the leaves around a tree
In their clothes of many colors
For the angry gods to see

And the women all were beautiful
And the men stood straight and strong
They offered life in sacrifice
So that others could go on

Hate was just a legend
War was never known
The people worked together
And they lifted many stones

And they carried them to the flatlands
But they died along the way
And they built up with their bare hands
What we still can’t do today

And I know she’s living there
And she loves me to this day
I still can’t remember when
Or how I lost my way

He came dancing across the water
Cortez, Cortez
What a killer

poesie di Guido Catalano

Mi voglio comprare una strada in montagna

mi voglio comprare
una strada in montagna
una casa no
una strada
li ci andrò
tutte le domeniche
con la corriera,
tutte le domeniche andrò
nella mia strada in montagna
farò amicizia con gli scoiattoli
porterò loro delle paste secche
andrò su e giù per la mia strada
su e giù, su e giù, su e giù
su e
giù
finchè non mi faran male i piedi
poi mi siederò in mezzo
sicuro di non essere messo sotto dalle auto
poiché la strada è mia
e le macchine non possono.
darò alla mia strada un nome
tipo strada villanzona
o strada pannocchia
o strada dei gatti pezzenti
o strada montana catalana
o strada buiosa
e ci porterò la mia fidanzata
per baciarci
e farci all’amore
le mostrerò la vista sulle valli
e se lei vorrà
potrà pattinare sulla mia strada
coi pattini a rotelle
di notte accenderò le torce
per fare un po’ di luce
e canterò a squarciagola
le canzoni che so
e se gli scoiattoli vorranno
potranno unirsi a me
cantare
non berrò vino né mi drogherò
poiché voglio essere lucido
semmai danzerò fino allo stremo
per poi cadere esausto e contento
non ci saran dazi da pagare
per passare sulla mia strada
basterà sapere la parola d’ordine
e la parola sarà: “posso passare?”
mi comprerò una strada in montagna
non mi servono muri, soffitti o cessi
pisciare, piscerò nell’erba
mi piace pensare che voi mi capiate
sennò non è lo stesso
quindi sforzatevi

*

Per il tuo compleanno

ti ho comprato l’estate, un sommergibile e un motel

un gatto volante, un annaffiatoio di cristallo, un fischietto

ti ho comprato una zucca, un albero di giuggiole, nove

tipi di pane, ti ho comprato un pesciolino d’oro e un tamburello,

ti ho comprato un cappotto verde e delle scarpe di corallo, un letto a cinque piazze e mezzo, una casetta dalle finestrelle che sorridono.

Ti ho comprato una spada di liquirizia, un topo infrangibile, una banana parlante e ti ho comprato un misuratore di sciocchezze, ti ho comprato diecimila biglie, delle nacchere fosforescenti, un’ora di tuoni e fulmini, una falce di zucchero, ti ho comprato una scala coi pioli di cioccolato e uno scoiattolo di lapislazzuli vivo.

Ti ho comprato dodicimilia paia di calze a righe colorate, una gonna svolazzina e una collezione completa di pozzanghere, ti ho comprato una canna da pesca di pongo.

Ti ho comprato una mina anticretino, un abbonamento per fare colazione con me per cent’anni, uno zombi a molla, una scatola di fiammiferi, un cestino di lamponi.

Ti ho comprato un piccolo specchio nel quale potrai vedere quanto sei bella.

Non sono mai stato un granché bravo a fare i regali.

Però questa volta

secondo me

qualcosa che ti piace

*

Tu sei una

Che devi essere sempre quella forte
Ogni tanto piangi, ma di nascosto
Tipo ieri eri triste ma non me l’hai detto
Ma quando ridi muovi le montagne e scateni le maree
E certo, avrei dovuto accorgermene
Tu sei una che ti porterei a fare a palle di neve con Calvin e Hobbes
Una che i treni ti aspettano se sei in ritardo perché gli stai simpatica
Tu sei una che domani ti porterei con me nella battaglia.

*

Mi ricordo


mi ricordo un lago enorme
e montagne strapiombanti
nell’acque
e piccoli paesi di case antiche
e turchi, italiani, francesi e
greci
e slavi vestiti a festa
sempre
per apparire meno slavi
e mi ricordo
latte bianco pannoso surgivo
di vacche grasse
e di cioccolati, le mille qualità
e biciclette lasciate libere
senza catene
che i ladri lì sono tutti ricchi
e non han bisogno di rubare
e ancora mi ricordo
boschi d’alberi
e chiese gotiche, paurose
e mi ricordo che le automobili
stavano immobili
al mio passare
sempre
manco che fossi un re
e mi ricordo così la svizzera
me la ricordo d’occhi verdi
e di pelle candida
profonditrice di baci, carezze
e d’amor sessuale
“carinuccio” mi chiamava
chè la sua lingua non ha diminutivi
e le piaceva
giocare le parole
e le parole son fatte per giocare

e infine mi ricordo
la svizzera di notte
che mi parlava
mentre che dormiva
e mentre che dormiva
la parlavo
le raccontavo le favole più strane e misteriose
le più meravigliose
quelle di gnomi, fate e maghi con la barba lunga
e lei mi rispondeva
e facevamo insieme
dei viaggi nei suoi sogni
che poi, mattina
ce li raccontavamo
facendo colazione
piano…piano…

*

Guido Catalano è un poeta e scrittore torinese nato il 6 febbraio 1971. Testi di poesie pubblicati:

Ti amo ma posso spiegarti – Miraggi edizioni, 2011
Piuttosto che morire m’ammazzo – Miraggi edizioni, 2013
La donna che si baciava con i lupi – Miraggi edizioni, 2014
D’amore si muore ma io no – Rizzoli 2016
Ogni volta che mi baci muore un nazista – Rizzoli 2017
Tu che non sei romantica – Rizzoli 2019
Poesie al Megafono, 2019 (libro parlante)

14/11

Cadere e rialzarsi, esercizio doveroso
in quest’era d’improvvisazioni a ostacoli,
invertire la marcia quando ci si ritrova
in deserti camuffati da oasi, credibili
finchè il vento crea nuove dune.
Lo scorpione resiste nonostante.

Daniela Cerrato