Ludovico Einaudi (Torino 23 -11- 1955)

Diplomato in composizione al Conservatorio G. Verdi di Milano, si perfeziona sotto la guida di Luciano Berio. Verso la fine degli anni Ottanta attraversa un periodo di sperimentazione e ricerca, durante il quale inizia a collaborare con il teatro e la danza. Nel 1990 pubblica STANZE, composizioni interpretate insieme all’arpa elettrica di Cecilia Chailly. Ma è l’album LE ONDE del 1996 che rappresenta il punto di svolta nella sua carriera; sono ballate per pianoforte ispirate all’omonimo romanzo di Virginia Woolf. Il disco, concentrato su un suono circolare avvolgente e minimalista diverrà impronta del suo stile.

L’album successivo è EDEN ROC (1999) con l’aggiunta di un quintetto d’archi e della collaborazione con il grande musicista armeno Djivan Gasparijan. Sul finire del 2001 è tempo de I GIORNI, altra raccolta di brani per piano solo, sulla scia di un viaggio in Mali. Il 2003 è caratterizzato dall’uscita di ECHOES, una raccolta dei suoi successi, che supererà le 100 mila copie vendute. Nello stesso anno è nel cartellone della Scala di Milano, dove registra il doppio live LASCALA:CONCERT 03 03 03, che contiene tutti i brani più noti dell’autore e anche un omaggio al rock con una versione di “Lady Jane” dei Rolling Stones.

Quando esce UNA MATTINA, il primo album firmato con la Decca, nell’autunno del 2004, il disco sale immediatamente al primo posto delle classifiche britanniche di musica classica. Nel 2006 esce DIVENIRE, due anni più tardi è la volta di NIGHTBOOK. Seguono THE ROYAL ALBERT HALL CONCERT, ISLANDS,  IN A TIME LAPSE, ELEMENTS, 12 SONGS FROM HOME, EINAUDI UNDISCOVERED, CINEMA e l’ultimo UNDERWATER.

recite disgustose

Disgustose, dure da digerire
le solite recite  mediatiche 
che giocano a sputare sulla gente
due gocce di ottimismo ipocrita
nei giorni prefestivi 
a far brillare abiti e abeti.
Ognuno messo in piccionaia
distaccato quanto basta
per non cogliere appieno
ciò che avviene dietro quinta.
Il costo dei biglietti è da prime file
ma lo staff rinuncia agli applausi
per evitare sassaiole.
Si alimenta certezza che sia stagione
di rasare urne anzi che aiuole.

Daniela Cerrato

Félix Vallotton, 1909