Carl Czerny- 2° Rondeau Brillante a 4 op. 23

opera per pianoforte a quattro mani a tempo variabile, esecuzione di Isabel Beyer e Harvey Dagul

Carl Czerny ( 1791 –  1857) è stato un pianista, compositore austriaco.

Figlio di un pianista che lo introdusse nel mondo della musica si specializzò anche in pedagogia e all’età di quindici anni era già un insegnante molto apprezzato. Visse a Vienna insegnando pianoforte (tra i suoi allievi figura Franz Liszt) e fu allievo di Antonio Salieri, Johann Georg Albrechtsberger e di Beethoven, dal 1801 al 1803, che, dopo averlo sentito suonare, propose di dargli lezioni private. All’età di dieci anni nel suo repertorio erano presenti la maggior parte delle opere per pianoforte di Mozart, Clementi e di altri compositori dell’epoca. Fu un musicista dotato di una memoria stupefacente, che gli consentì di suonare l’opera integrale delle sonate di Beethoven. Si dedicò con interesse alla didattica pianistica, per la quale scrisse numerosi studi che, da allora, vengono considerati alla base dell’insegnamento del pianoforte.

reblog: Un metaverso di deficienti —

dal blog Parola Aperta, Aldo Maria Cupello fa un’interessante riflessione sull’impiego disumanizzante della tecnologia con cui i paperoni del progresso fanno affari d’oro. Se non limitiamo l’uso sconsiderato di questo strumento peraltro indispensabile in campo medico strumentale le conseguenze a mio avviso potranno essere nocive e creare devianze mentali soprattutto in bambini e adolescenti che non riusciranno più a scindere tra reale e virtuale. Restiamo umani, coi nostri piccoli grandi problemi quotidiani, e non robotizziamoci.

Quattro chiacchiere (non tanto) comiche sul metaverso Questo siamo, dei deficienti. E no caro lettore, non fare quella faccia; è così. E ti dico anche il perché.Mi sono accorto di esserlo quando, qualche giorno fa, ho parlato con una ragazza. E no, non ho detto nulla di compromettente o perverso, qualora te lo stessi chiedendo. […]

Un metaverso di deficienti —

strappi

Certi strappi non si rammendano
si lasciano così a onor di memoria
a beatificare leggerezze di cuori
fibrillati in libertà vigilata.
Lacerati da ogni lato
sfrangiati in disordine naturale
messi a dimora ma in bella vista
a ricordare quanto facciano male.

Daniela Cerrato