vetrina fotografica: Alain Rivière-Lecœur e la forza delle fotosculture

Alain Rivière-Lecœur vive e lavora attualmente a Parigi. Ha iniziato la sua carriera a New York nel 1990 lavorando con il ritrattista Hans Namuth per apprendere le tecniche e i trucchi della luce e con lo stilista Dono Sagramoso per comprendere le texture e le caratteristiche dei materiali.
Ha fatto tesoro dei molteplici incontri con artisti di esperienze diverse, reporters, ceramisti, rappresentanti della dinamicità, del movimento, che gli hanno permesso di sperimentare e di esplorare la fotografia attraverso varie tematiche.

Il suo interesse si è concentrato sulle sostanze organiche, terra, argilla, pietra, tutto quelli che sono i componenti che legano, compongono e si combinano nell’universo. Così è arrivato alle fotosculture, fotografie in cui i corpi sono fissati nell’istante ottimale della loro bellezza plastica e dinamica, in momenti di intenso abbandono e forza emotiva; ripresi nella mobilità di una torsione, rivelati nell’apparizione attraverso l’argilla in una rappresentazione personale della Genesi, facendo della terra il legante che li accomuna e li vincola.

Attraverso l’obiettivo riesce a impastare, modellare scolpire corpi fusi fra loro, volti a palpebre serrate, placati dopo la lotta, dopo l’amore, nel dolore e dopo la tragedia, ispirandosi alla mitologia e al classicismo; attraverso una perfetta simbiosi con la materia, da cui sembrano essere inghiottiti o espulsi, rende i corpi indistinguibili in una sorta di mimetismo e fossilizzazione, creando un forte impatto visivo nell’eterno ciclo di vita e morte.
Ha esposto a Parigi, New York, Milano, Arles, Shanghai ecc… il suo sito ufficiale è: http://www.alainrivierelecoeur.com/