le illustrazioni di Isabella Mazzanti

Isabella Mazzanti, alias Isa Bancewicz, di origini polacche nata a Roma nel 1982 è un’illustratrice freelance residente a Frascati dove ha il suo studio. Dopo diversi anni di esperienza in campo artistico, ha iniziato a lavorare come Art Director per Idea Academy (di cui è co-fondatrice), e come illustratrice e fumettista in Italia, USA e in Francia.


Laureata in Lingua e cultura cinese, ha vissuto in Cina per un anno, nel corso del quale ha frequentato numerosi istituti d’arte ed accademie. Ha inoltre partecipato a corsi specializzati in illustrazione editoriale a Milano, Firenze e Macerata, grazie ai quali ha perfezionato le sue conoscenze ed ha ampliato la sua rete professionale di contatti.
Fra i suoi clienti ci sono Mondadori, Disney, Feltrinelli, Simon & Shustler, Soleil, Random House, Penguin, Bonelli Editore ecc.
Adora fare schizzi sulla sua moleskine e leggere storie di fantasmi con la sua gatta Petronilla.

La caratteristica dei suoi disegni sono le atmosfere gotiche e personaggi eterei in tecniche miste dove spesso prevale la tessitura della grafite. In lei le esperienze multiculturali sono riuscite a fondersi con le passioni creando uno stile riconoscibile che sa di classico ma che allo stesso tempo moderno e di facile impatto.

qui un articolo dove è riportata anche un’intervista con l’artista:

https://www.picamemag.com/isabella-mazzanti/

incoscienza espansa

Agglomerati urbani
scaraventati da furia e fango 
dove il cemento si espanse
sfottendo di natura i divieti.
L'uomo, atavicamente abusivo,
regge fiero le sue prepotenze
mai  si fa critico e accorto
del suo vivere sconsiderato.
Gli occhi chiusi a comando
pin e telecomando per uso personale
un madornale rutto sul resto del mondo,
tanto è tondo, magari qualcuno lo salverà.
Ma se anche  un solo bimbo muore
per  l'incoscienza di comunità latenti
non s'incolpino le calamità naturali
i delinquenti hanno gambe e braccia
e un'abilità a sfuggire i propri ruoli.

Daniela Cerrato

Art by Ralf Winkler

lèggere nel proprio respiro

“In fondo, l’unica ragione perché si pensa sempre al proprio io è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che non chiunque altro.” Cesare Pavese

Dopo amniotica incoscienza
il battesimo sul mondo
e pasque in labirinti senza fili.
Scindere il netto dal lordo
tra spazi consentiti e divieti,
fragili le identità nei sensi unici
confondono le orme individuali.
Infiniti gli angoli nascosti
dove il respiro scandisce
nel forte silenzio intero plesso.
Terreno sconnesso brucia fiato,
dubbi e urgenze di consigli
fanno risvegliare anime dal cielo
perchè in terra troppe son di parte.
Dietro curve a gomito della vita
perse spalle amiche dietro i marmi
l’animo ammutolisce nelle sue memorie
e capita di tastare il polso per conferma
di sopravvivere al mestiere di vivere.

Daniela Cerrato

donna sconosciuta attraversa un villaggio francese , Autochrome, c.1910 – immagine da http://www.zsazsabellagio.com/

aria o guscio

Il cuore arriva prima
è un gallo mattiniero
urla e raspa impaziente.
La mente una tartaruga,
medita, si muove lenta
saggia tituba. Prende tempo
poi decide se aria o guscio.

Daniela Cerrato

Basilica di Aquileia, mosaico gallo e tartaruga IV d.C.

le foglie solfeggiano

Macchie scure  indelebili
su guance rivolte alla luce
grate al protrarsi gentile
d'un tepore che rallenta morte.
Da materne radici il nutrimento
su paterni tronchi l'appiglio,
le foglie solfeggiano vita
fino a pigmento esaurito.
Sempre intonato il loro canto
un coro muto ai quattro venti.

Daniela Cerrato

fotografia di Paul Militaru

titoli di coda

L'ultimo fotogramma a sfumare
titoli di coda senza ringraziamenti
nessun riferimento a persone reali.
Una storia bella ma improbabile
per protagonisti annichiliti
e troppo cielo da immaginare.
Silenziata la colonna sonora
nel silenzio di nessuna replica
nemmeno il volo di una mosca.
E finalmente qualcuno può fumare

Daniela Cerrato

dall’album Zen Breakfast, 2001

Bruno Reuter, conosciuto come Karunesh  è nato a Colonia nel 1956, ed è un musicista  di musica new age /ambient. La sua musica è eseguita prevalentemente con strumenti etnici indiani, e racchiude influenze da diverse parti del mondo, principalmente dall’India; questo orientamento nacque dal fatto che dopo aver iniziato il lavoro di designer subì un grave incidente motociclistico che gli fece cambiare il modo di vedere la propria vita. Si trasferì in India nel 1979, dove conobbe Osho a Poona, dove fu iniziato e cambiò il suo nome in Karunesh (“divinità della compassione” in sanscrito) Ritornato in Germania, visse per cinque anni nella comune Rajneesh di Amburgo; entrò in contatto con musicisti di tutto il mondo e sviluppò un proprio stile musicale. Il primo disco è datato 1984 , Sounds of the Heart. Dal 1992 vive sull’isola di Maui nelle Hawaii.

Qui il suo sito ufficiale: http://www.karuneshmusic.com/