Negli occhi di George Rodenbach, traduzione di Marcello Comitini

marcellocomitini

occhi

traduzione dedicata a Daniela Cerrato

I

Alcuni occhi sono climi nudi in paesi di ghiaccio,
dove si cammina senza sentieri nell’ignoto;
Altri, come sere di periferia piene di fumi
dove passano gli uccelli dalle ali implumi
che danno loro sguardi languidi e palpitanti;
Altri vuoti, ma sotto l’influenza del tempo
dove il mare della loro anima s’infrange in onde mute,
sono freschi, profondi, mobili come un’acqua,
flussi e riflussi del lento sguardo che rotea la sua perla!
Ma tutto vi traspare in un riflesso doppio e gemello:
alcuni custodiscono l’antico rosa di un tramonto rosato
che fu per loro un momento essenziale d’amore
e si sfogliava in essi come una grande rosa;
altri sono blu per aver guardato tanto il cielo,
e, se altri sono ancora blu, è perché rimane dell’incenso.
Poi in alcuni – nascondigli difficili – vi sono
degli antichi gioielli, degli alberi alti, un campanile triste,
dei…

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Mart Sander and The Swing Swindlers e altre versioni di Ma l’amore no

Compositore Giovanni D’Anzi, testo di Michele Galdieri

di seguito la versione più conosciuta di Lina Termini…

 

… e la versione jazz con Rossana D’Auria ( voce) Gabriele Bolcato -(tromba e flicorno)  Nico Menci ( pianoforte)  Marco Marzola (contrabbasso) Andrea Oboe (batteria)

l’illusione del possesso

Pensare all’amore è richiamo al magone,
per quello tramontato e per quello che
s’è impigliato nella rete del mistero,
l’amore è allegro solo se è pulsante
se i sangui scorrono in corpi allacciati
e in parole che non si prestano a dubbi
d’appartenenza. Il resto è piacevole melodia,
romanzo primaverile, nascita di boccioli
profumati fruibili a tutti i cuori
che camminano nel parco delle rimembranze
e s’accodano per l’illusione del possesso.

– Daniela Cerrato

la mente è libero aliante

Accolgo e ospito l’infinito nei pensieri
senza interpetarlo, spaziare immaginando
la sua immensità inimmaginabile
è consolatorio per l’effettiva inabilità
di non potermi affiancare a un fruscio d’ali
in movimento, contemplare ciò che è smisurato
non crea disagio d’impotente finitudine
ma effetto di miracolosa appartenenza,
è l’anima che si estende nella conquista
di ciò ch’è impercettibile a corpo e vista.

.- Daniela Cerrato

fratellanza di elianti

Quanti giri di boa ieri il sole,
uscite di scena improvvise
da etoile in cerca di applausi
ad ogni rientro, bucando il fronte
di nuvole basse e opprimenti calura.
Noi insofferenti  fuggendo dal nulla
siamo stati nomadi senza meta
raccogliendo paesaggi lungo la strada
tra distese di stoppie ustionate
campi inselvatichiti dismessi
o invasi da trattori ruggenti,
poi d’improvviso il gaudio
d’una fratellanza di elianti,
teste sollevate estatiche al loro dio,
una festa vederli copiosi e allineati
sentinelle dei campi in caschi dorati.
Tra asfalto rovente e temperatura africana
giunti a sera pure il cielo era paonazzo,
rosso rosso in viso ma non da avvinazzo
.
– Daniela Cerrato

Esodo, poesia di José Emilio Pacheco

Nell’alto del giorno sei colui che ritorna
a cancellare dalla sabbia la cavità del proprio passo;
l’eroe imperdonabile che scappò dal combattimento
e appoggiato al suo scudo guarda ardere la sconfitta;
il naufrago senza nome che si afferra ad altro corpo
perché il mare non vomiti il suo cadavere solo;
il perpetuo esiliato che nel deserto guarda
bruciare fonde città quando il sole retrocede;
colui che conficcò le sue armi nella pelle di un dio morto
ed ora ascolta cantare nell’alba un gallo e un altro,
perché le profezie si devono compiere, attonito
e ciò nonostante certo di aver negato tutto;
colui che apre la mano
e riceve la notte.
— José Emilio Pacheco

traduzione a cura di Tomaso Pieragnolo, da Horas altas, 2009, Fundación Casa de Poesía, San José, Costa Rica

notte indigesta

L’impossibilità della notte
allunga il tempo
passi scalzi sulla ceramica
conservano il silenzio doveroso
e cercano alternative al sonno,
chissà se sei là, dall’altro lato
della notte inquieta
anche tu sveglio e insofferente
a scandagliare una possibilità.
D’estate è facile svegliarsi
con palpepre gonfie e occhi stanchi
senza aver pianto una lacrima.
– Daniela Cerrato

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