Yves Klein e Lalique

un video che in pochi minuti sintetizza il meraviglioso lavoro della creazione della Nike di Samotracia in edizione limitata realizzata nel 2011 in 83 pezzi di cristallo Lalique per rendere omaggio a Yves Klein che in quell’anno avrebbe compiuto proprio 83 anni . Un fantastico incontro di due realtà artistiche, un connubio di meraviglie.

le sculture fantasiose di Niki de Saint Phalle (1930-2002)

Niki de Saint Phalle alias Catherine Marie-Agnès Fal de Saint Phalle nacque il 29 ottobre 1930 a Neuilly-sur-Seine, in Francia; l’artista autodidatta ha iniziato a creare come forma di terapia e ha continuato fino a diventare parte del movimento Nouveau Réalisme che comprendeva Christo, Yves Klein e Jean Tinguely. All’inizio della sua carriera, si ispirò all’architettura di Antoni Gaudì mentre era in vacanza in Spagna, e pianificò di fare un pezzo alla pari con il suo famoso progetto di parco pubblico, Parc Gàell. Realizzato nel corso di due decenni, Il Giardino dei Tarocchi ( qui il link del sito : http://ilgiardinodeitarocchi.it/resources/public-works/ ) è stato abbellito con 22 dei suoi monumenti e si trova in Toscana a Capalbio in provincia di Grosseto. In tutto il Giardino dominano le curve e la dinamica: i profili della vasca dove scorre l’acqua sono ondeggianti; altrettanto sinuose sono le sculture sparse in collina tra alberi, cespugli ed erbe alte. Maioliche e specchi rimandano e scompongono la luce del sole. I colori accesi sono proposti secondo un codice simbolico: il rosso è connesso alla forza creatrice, il verde alla vitalità primigenia; il blu è il segno «della profondità del pensiero, del desiderio ardente e della volontà», il bianco rappresenta la purezza; il nero indica «la vanità e i dolori del mondo», mentre l’oro è simbolo dell’intelligenza e della spiritualità. Sulle stradine del parco Niki incide appunti di pensiero, memorie, numeri, citazioni, disegni, messaggi di speranza e di fede, snodando un percorso materiale e soprattutto spirituale. “Il mio destino è quello di creare un luogo dove le persone possano venire ed essere felici: un giardino di gioia”, disse in proposito. L’artista è morta il 21 maggio 2002 a La Jolla, CA all’età di 71 anni. Oggi, le sue opere si trovano nelle collezioni del Courtauld Institute of Art di Londra, del Museum of Modern Art di New York, del Walker Art Center di Minneapolis e del Musée d’Art Moderne d’Art Contemporain di Nizza.Le sue sculture sono caratterizzate dal colore vivace, modellate in una varietà fantasiosa di forme e dimensioni, le sue figure femminili sono conosciute come Nanas.

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Maria Sibylla Merian, una vita tra scienza e arte

In un documentario di pochi giorni fa  hanno mostrato alcuni disegni affascinanti di una illustratrice tedesca del ‘600, che per bellezza e minuzia di dettagli li ho immediatamente considerati  come lontani parenti delle attuali macro fotografiche; mi ha incuriosita al punto tale da condurmi a una ricerca in rete.

Maria Sibylla Merian (1647 – 1717) nacque a Francoforte da una famiglia di origini svizzere; il padre Matthaus Merian era incisore ed editore ma morì nel 1650  quando Mary aveva solo tre anni. La madre si risposò col pittore Jacob Marrel, rinomato per le sue opere di fiori e nature morte  che incoraggiò la piccola  a dipingere.
La grande curiosità la spinse a raccogliere insetti e piccoli animaletti, ad allevare bachi da seta che osservò studiò e catalogò illustrandoli con estrema meticolosità. Come lei stessa disse:
“Ho trascorso il tempo a indagare sugli insetti. All’inizio ho iniziato con i bachi da seta nella mia città natale di Francoforte. Mi sono resa conto che altri bruchi producevano bellissime farfalle o falene e che i bachi da seta hanno fatto lo stesso. Questo mi ha portato a raccogliere tutti i bruchi che ho trovato per vedere come mutavano.”
(Maria Sibylla Merian – in primo piano a Metamorphosis)

Fu una delle prime donne a essere naturalista, entomologa e una dei più grandi artisti botanici mai esistiti, conosciuta per le sue illustrazioni di piante e insetti fatte a seguito dei suoi viaggi nel Suriname, sulla costa nord-orientale del Sud America; catalogò 186 specie di insetti registrando e illustrando i loro cicli vitali.
Le sue prove documentarono la natura della metamorfosi e contraddissero le idee assurde di quel tempo, che ritenevano gli insetti creature demoniache; la sua classificazione di farfalle e falene è ancora oggi utilizzata.
Pubblicò diverse raccolte di incisioni;  le sue opere sono diventate estremamente popolari e sono conservate in molte prestigiose collezioni, inclusa la Royal Collection.

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a chi potessero interessare ulteriori informazioni e illustrazioni rimando all’articolo: https://www.nhm.ac.uk/discover/maria-sibylla-merian-metamorphosis-art-and-science.html

Reblog :Torna la grande arte al cinema

Finalmente sta per tornare la grande arte al cinema a partire dalla seconda metà di Settembre. La nota casa di produzione Nexo Digital ha appena reso noto che il 21 di Settembre verrà proiettato sui grandi schermi il primo appuntamento dei sei previsti nei mesi che seguiranno. La stagione verrà inaugurata il 21, 22 e […]

Torna la grande arte al cinema

La scultura di Damiano Taurino

Ieri sera girovagando in rete ho avuto modo di conoscere la scultura di Damiano Taurino che mi ha particolarmente colpita per eleganza, dinamicità e grazia; le sue figure finemente modellate e curate nei dettagli sia anatomici che posturali realizzate in creta e bronzo hanno un fascino indiscutibile e nel loro realismo riescono perfettamente a rappresentare lo sforzo e la tensione muscolare dei danzatori nei momenti di maggiore spettacolarità. Gli sguardi dolci e le curve asciutte ma allo stesso tempo morbide mostrano un gusto per la classicità che i corpi nudi evocano.
Oltre alla sua pagina facebook  ( https://www.facebook.com/damiano.taurino.3 )  si può trovare la sua galleria e biografia all’indirizzo http://www.damianotaurino.it
Per condividere la bellezza da poco scoperta lascio qui un altro link che è un tributo alla sua arte.
http://touchofcolorr.blogspot.com/2016/07/damiano-taurino.html

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Il volo

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L’arte umoristica di Koji Katasani

Nulla a che fare con la banana incerottata al muro di Maurizio Cattelan.  C’è una complessa lavorazione ispirata ai colori e alle scene della vita quotidiana nelle opere dell’artista e scultore giapponese koji kasatani che crea ceramiche originali con incredibile abilità artigianale, spinge il materiale ai suoi limiti, concentrandosi sui minimi dettagli  per creare raffigurazioni realistiche di oggetti di uso quotidiano
Kasatani ricicla tutto, da tubi di ferro arrugginito, immondizia, scarpe logore, libri usati e scatole di cartone, ma i suoi pezzi più iconici sono le sue sculture ispirate alla banana, una serie di busti e composizioni fantasiose composte da “banane” in vari strati.
Si è diplomato all’Accademia d’arte di Firenze nel 2007, dove ha sviluppato l’amore per i materiali classici, naturali e duraturi. Ispirato alla pop art del Andy Warhol anni ’60 le sculture riflettono la convinzione di Kasatani secondo cui l’umorismo è l’essenza dell’arte, fungendo da ponte tra il mondo dell’arte e i non iniziati.

 

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il surreale di Vladimir Kush

Vladimir Kush è un pittore e scultore nato nel 1965 in Russia vicino al parco forestale di Mosca Sokolniki. All’età di sette anni iniziò a frequentare la scuola d’arte, dove conobbe le opere di grandi artisti del Rinascimento, famosi impressionisti e artisti moderni. Dopo il servizio militare e la laurea presso l’Istituto di Belle Arti, dipinse ritratti su Arbat Street per sostenere la sua famiglia durante i periodi difficili in Russia. Nel 1987 iniziò a prendere parte a mostre organizzate dall’Unione degli artisti. In una mostra a Coburgo, in Germania, nel 1990, quasi tutti i suoi quadri esposti furono venduti e dopo aver chiuso la mostra, volò a Los Angeles dove furono esposti 20 dei suoi lavori e iniziò la sua “Odissea americana”.
A Los Angeles, Kush lavorava in un piccolo garage di casa in affitto, ma non riusciva a trovare un posto per esporre i suoi quadri. Ha guadagnato soldi disegnando ritratti sul molo di Santa Monica e alla fine è stato in grado di acquistare un biglietto per la sua “Terra Promessa”, alle Hawaii.
Nel 1993, un gallerista francese notò l’originalità del lavoro di Kush e organizzò una mostra a Hong Kong; il successo superò tutte le aspettative e nel 1995, una nuova mostra sempre Hong Kong presso la Mandarin Fine Art Gallery bissò il successo
Nel 1997 negli Stati Uniti espose nelle gallerie di Lahaina, nelle Hawaii e a Seattle. Nel 2001 Kush ha aperto la sua prima galleria, Kush Fine Art a Lahaina, nelle Hawaii; ora ha 4 sedi di gallerie negli Stati Uniti con progetti futuri per aprire altre gallerie in tutto il mondo.
Nel 2011, Vladimir Kush ha vinto il premio “Artistes du Monde” in Francia che gli è stato consegnato dalla nipote di Pablo Picasso, Marina Picasso.
Vladimir Kush è un surrealista,fondatore del realismo metaforico, inverte le forze distruttive dell’astrattismo riportando una sana percezione del mondo che ci circonda e celebra la vita affermando i principi di fede, speranza e amore. La sua visione positiva del mondo contiene immagini che incoraggiano gli osservatori, in particolare i bambini, a prosperare nei loro dintorni.
Le sue opere sono ampiamente utilizzate da scuole, college e università per sviluppare le capacità cognitive degli studenti; il Centro Lou Ruvo per la salute del cervello della Cleveland Clinic Neurological Institute utilizza i dipinti intellettuali di Vladimir Kush con demenza e malati di Alzheimer.
L’artista è un filantropo che crea eventi durante tutto l’anno mettendo all’asta alcuni dei suoi dipinti originali devolvendo tutto il ricavato in beneficenza.

L’artista 800px-VK_painting_To_Our_Time_Together

 

Tre sue sculture: in ordine dall’alto: Box with secret,  Contes erotiques, First step.

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e alcuni suoi dipinti

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Demétre H. Chiparus, una ventata di art decò

Demétre H. Chiparus, alias Dumitru Chiparus, (16 settembre 1886 – 22 gennaio 1947)
nacque a Dorohoi in Romania . Nel 1909  in Italia  frequentò le lezioni dello scultore italiano Raffaello Romanelli poi nel 1912 si spostò a Parigi dove frequentò l’Ecole des Beaux Arts nelle classi di Antonin Mercie e Jean Boucher.
Impiegò con successo la combinazione di bronzo e avorio, chiamata criselephantine, tecnica che rende le sue sculture notevoli per il loro effetto decorativo luminoso ed eccezionale. la maggior parte delle sue famose opere furono realizzate tra il 1914 e il 1933.
I ballerini del balletto russo, il teatro francese e i primi film furono tra le sue principali ispirazioni e caratterizzarono le sue figure sottili e stilizzate. Il suo lavoro è stato influenzato anche da un interesse per l’Egitto, in special modo per la tomba del faraone Tutankhamon; diverse sculture di Dimitri  rappresentano la regina Cleopatra e ballerine egiziane. Provenienti dalla più antica tradizione francese di arti decorative le sculture di  Chiparus combinano eleganza e lusso, incarnando lo spirito dell’epoca Art Déco.
Creò uno dei bronzi più iconici nel 1928 chiamato ‘Danseuse au cerceau’ ispirato alla famosa e prodigiosa ballerina Zoula de Boncza delle ‘Folies Bergere’, lavorò  con Edmond Etling a Parigi e  con la fonderia di J. Lehmann . Ha basato molte delle sue opere sui balletti Russi da cui furono ispirate le opere ‘Danza persiana’ che rivela le somiglianze di Vaslav Nijinsky e Ida Rubenstein nelle vesti di Schéhérazade e poi ‘Starfish Girl’  che riproduce esattamente il disegno dell’abito di Goldfish dal balletto ‘Regno sottomarino’ di Lev Annensky.
Durante il periodo della persecuzione nazista e della seconda guerra mondiale, le fonderie hanno interrotto la produzione delle sue opere. La situazione economica di quel tempo non fu favorevole allo sviluppo delle arti decorative e le circostanze per molti scultori peggiorarono.
Per un certo periodo nei primi anni ’40 quasi nessuna opera di Chiparus fu venduta, ma continuò a scolpire per il proprio piacere, raffigurando animali in stile Art Deco. Al Salon di Parigi del 1942 furono esposte le sculture in gesso “Orso polare” e “Bisonte americano” e nel 1943 espose un “Orso polare” in marmo e un “Pelican” in gesso.
L’interesse dei collezionisti per Chiparus iniziò negli anni ’70 raggiungendo il culmine negli anni ’90. Una grande collezione di opere è esposta nella collezione permanente di Casa Lis, il museo in stile liberty e art deco a Salamanca, in Spagna.
Demétre Chiparus morì nel 1947, per un ictus al ritorno dallo studio degli animali allo zoo di Vincennes. Fu sepolto nel cimitero di Bagneux, a sud di Parigi.

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Agostino Arrivabene ” I sette giorni di Orfeo”

Tanti i riferimenti che si riscontrano nella pittura dell’artista lombardo Agostino Arrivabene, classe 1967:  da Leonardo Da Vinci, ai maestri rinascimentali, a Dürer,  Rembrandt,  Gustave Moreau e i preraffaelliti. Personalissimo il risultato,  tra onirico  surreale e simbolismo, che si osserva nei dipinti di Arrivabene. Qui il suo sito per approfondirne la conoscenza: http://www.agostinoarrivabene.it/

Ho inserito anche un suo personale intervento, nel video di Daverio, dove spiega i particolari della sua opera I sette giorni di Orfeo, un notevole esempio di come ogni dettaglio di una tela sia importante per comprendere l’insieme.

“Agostino Arrivabene “I sette giorni di Orfeo”
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lampade e sculture in carta di Mouton-Perrat e Guibrunet

da circa dieci anni, Sophie Mouton-Perrat e Frédéric Guibrunet combinano luci soffuse con delicati oggetti di carta per creare sculture eteree. Lavorando con il nome di Papier à êtres, il duo utilizza la tecnica della cartapesta per costruire donne a grandezza naturale vestite con eleganti abiti che diventano anche lampade.
Per queste creazioni, che sono state esposte anche al Teatro dell’Opera di Parigi, Mouton-Perrat e Guibrunet lavorano in stretta collaborazione. Ognuno è responsabile di metà di ogni scultura, Mouton-Perrat modella le figure e si concentra sui dettagli del viso, dei capelli, di vestiti e posture del corpo, mentre Guibrunet sviluppa la base e l’illuminazione.
Una volta assemblato, il risultato è una piacevole fusione di arte e tecnologia. Quando le luci sono spente, sono visibili i bellissimi dettagli di Mouton-Perrat, se accese un bagliore raffinato diventa altamente scenografico.
Qui il loro sito: https://www.papieraetres.com/creations/