Jerome Gence,un fotografo in viaggio

Jerome Gence è un giovane fotografo che vive a Parigi ed è stato notato e incoraggiato dal regista-fotografo Eric Valli che lo incontrò in un locale di Katmandu. Jerome è una persona semplice sensibile e umile; si è adattato a fare viaggi verso paesi che ha sempre sognato di visitare,partendo senza un preciso itinerario e con un budget assai ridotto (anche con meno di dieci dollari al giorno) a piedi,in bicicletta o autostop e zaino verso paesi come Armenia,Iran,Turchia,Georgia,Mongolia,Cina e Himalaya dove mescolandosi tra la gente ha raccolto immagini che emanano sincerità e spontaneità in volti e luoghi  attraverso scatti catturati per le strade,nelle modeste abitazioni e nei monasteri.

Potete trovare alcuni dei suoi scatti e altre informazioni su di lui qui:

https://www.jeromegence.com/

 

 

 

 

 

Ivan Generalic (1914-1992),quando la terra è magia

Ivan Generalic,adamo ed evaSono decisamete ammirevoli e di grande impatto le opere naif di Ivan Generalic (1914-1992) artista croato autodidatta.Iniziò ad esprimere la sua vena artistica con semplici immagini impresse a matita su sacchi di carta,poi nell’estate del 1930 Krsto Hegedusic noto pittore accademico e professore all’Accademia delle belle Arti a Zagabria,mentre passava le vacanze a Hlebine, conobbe per caso il giovane contadino Ivan e si accorse subito del suo talento straordinario.I suoi disegni erano già da allora un dialogo delicato e profondo tra uomo e natura. Appena un anno dopo il giovane Ivan diventò un pittore straordinario apprezzato alla mostra “Terra” a Zagabria del 1931.
Generalic non si è mai allontanato dal suo luogo di nascita vicino a Hlebine,tranne che per una breve trasferta di qualche mese a Parigi. E’ stato sempre questo piccolo paese ad ispirarlo più volte e tramite le opere ad esso ispirate l’artista ha evocato la sacralità della terra.
Varie son state le tecniche pittoriche ,dalla pittura su vetro a quella su tela,con acquerelli su carta, e poi a olio su tela e legno. Ha sempre utilizzato una tavolozza a tinte forti sia per i tramonti che per le albe, i coralli le foglie e le colline innevate. Nel bellissimo dipinto Adamo ed Eva, il concetto di paradiso terrestre è espresso attraverso un semplice contrasto di stagione. La coppia nuda infatti è sulla neve mentre il paesaggio sullo sfondo è estivo.Il suo pensiero è malleabile come la vita che può essere raccontata in una miriade di modi e tonalità, prospettive e sfumature. Fedele al suo stile pittorico non ha mai seguito una tendenza particolare.
Alcuni critici d’arte hanno insistito sul fatto che stava copiando scene contadine di Bruegel. “Ma chi è questo Bruegel?” Quando seppe chi era Bruegel,Generalic rispose loro: “E ‘possibile che il mio mondo sia uguale al suo, ma i nostri modi di rappresentarlo sono completamente differenti. Le forme e le persone non sono le stesse, ma il mondo che viene fuori attraverso loro è molto simile,poichè le loro vite sono simili,nascono ,lavorano,s’innamorano e muoiono.” Per Ivan Generalic, come per il suo grande predecessore olandese del XVI secolo, la Madre Terra che abbraccia le semplici cose della vita è magia in se stessa.

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Ala cristallina

Come un’ala limpida
che il vento ha tornito
ed il cielo dipinto
avvolgi su te stessa
riflessi di rami e foglie
che in volo hai sfiorato
e come per abbracciar natura
in artistica fusione
conservi in te
l’eterno splendore
della celeste volta.

Daniela, Gennaio 2016

Takenouchi  Naoko,scultura in vetro soffiato con foglia di rame

vetro soffiato con foglia rame, sabbiato - Takenouchi, Naoko

Cesare Saccaggi,pittore (1868-1934)

Cesare Saccaggi,nato nel 1868 a Tortona dove morì il 3 gennaio del 1934, ancora adolescente era già conosciuto come pittore di talento e il comune di Tortona gli donò un sussidio per frequentare l’accademia di Torino (1884-1890).
Terminati gli studi all’Accademia Albertina torinese, dove fu allievo di Andrea Gastaldi e di Pier Celestino Gilardi, si dedicò in un primo tempo a soggetti storici e temi biblici e successivamente a scene di genere e al ritratto.
Esordì nel 1893 alla Promotrice di Torino e nel 1895 espose in contemporanea  a Torino, alla Permanente di Milano e alla prima Biennale di Venezia.
Nel 1900 all’Esposizione Universale di Parigi venne premiato con la
medaglia di bronzo.La sua tecnica fu prevalentemente ad acquerello e
pastello.
Dall’inizio del secolo l’attività di Saccaggi gravitò su Parigi, centro della cultura artistica internazionale, dove espose con successo a tre edizioni del Salone e dove lavorò per la Maison Goupil per la quale, secondo la testimonianza del pittore Pietro Dossola, suo seguace e amico, “…eseguì quadri deliziosi, di gusto, permeati di civetteria soprattutto a sfondo decorativo, leziosi come fattura e come intento, e poi molti acquerelli, nell’esecuzione dei quali Saccaggi era bravissimo, pittura reclamistica e persino calendari”.
Pittore eclettico, di grande preparazione tecnica, ha saputo rielaborare con originalità le influenze che gli venivano dal Preraffaellismo inglese, e da altri protagonisti della pittura italiana  come Michetti e Sartorio.
Due sue opere si trovano al Museo Civico di Torino,altre a Trieste,a Venezia e in varie collezioni private.

Cesare Saccaggi ,”Primavera”

Cesare saccaggi primavera

“Nudo femminile”

Cesare saccaggi nudo femminile

“Ritratto di Teodolinda Piolti”

Ritratto di Teodolinda Piolti by Cesare Saccaggi

“Dante e Beatrice in giardino”

Cesare_Saccaggi_-_Dante_e_Beatrice_in_giardino

“Ave Natura”

Saccaggi Cesare Ave Natura 1910

“Semiramide”

Cesare Saccaggi - Semiramis

Lev Tchistovsky (1902-1969) pittore russo

Tra la folta schiera di  artisti russi mi sono imbattuta in questi giorni in un’opera di Lev Tchistovsky che mi ha incuriosita così ho cercato notizie su questo pittore del primo novecento prima a me sconosciuto.
Lev Tchistovsky nacque nel 1902 a Pskov,in Russia. Nel 1924 terminò gli studi all’Accademia di Belle Arti di Leningrado.
Lasciò l’Unione Sovietica nel 1925 e per due anni studiò presso la Reale Accademia di Belle Arti di Roma dove incontrò Irene Klestova, che divenne  sua compagna fino alla morte.
Nel 1926 la coppia si stabilì a Parigi e apri uno studio. Tchistovsky evitò però di lasciarsi coinvolgere dalle tendenze pittoriche che erano comparse negli anni venti tra Montparnasse e Montmartre, concentrandosi invece sulla pittura classica;per questo motivo lo storico dell’arte Lukomskij lo definì “un’autentico resistente”.
Con i suoi nudi sensuali raggiunse una perfezione notevole, ma aveva
anche una predilezione per ritratti di celebrità,nature morte e scene
mitologiche.
Per dipingere i fiori si ispirò al  bellissimo giardino con serra
nella sua residenza estiva di Cenevieres nel sud della Francia dove
coltivò splendide orchidee.
I dipinti di Tchistovsky hanno raccolto una forte richiesta da gallerie francesi, inglesi e americane e il suo talento gli è valso ottimi riconoscimenti : uno dei suoi grandi acquerelli e due dei suoi dipinti sono stati accettati dal Museo russo di Leningrado,e un’altro dalla Galleria Tretiakoff a Mosca.
Un suo acquerello che ritrae Suzy Solidor è esposto nel Castello di
Cagnes sur Mer e alcuni altri dipinti presso il Museo di Villefranche de Rouergue vicino Cenevieres,luogo in cui morì nel 1969.

Lev TCHISTOVSKY ~ flowers

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Lev Tchistovsky

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Konstantinos Maleas (1879-1928)

Proseguendo nella ricerca di artisti a me sconosciuti,nel web ho scovato un pittore che trovo interessante: è Konstantinos Maleas (1879-1928) che è stato uno dei più importanti post impressionisti greci.
Nato a Istambul,non fece parte del circolo artistico ateniese,ma studiò al collegio greco-ortodosso di Fanar prima di partire per Parigi dove si recò per studiare architettura,ma poi i suoi studi si orientarono totalmente verso la pittura sotto la guida di Henri Martin.
Tornato in Grecia nel 1913,divenne membro fondatore del gruppo d’avanguardia, che importò l’arte contemporanea internazionale in Grecia; illustrò il primo libro-alfabeto nella nuova lingua greca moderna Demotiki e scrisse articoli per diverse riviste d’arte.
Le sue opere sono principalmente caratterizzate da paesaggi,nature morte in una rappresentazione della natura influenzata dai lavori di Cezanne,Gauguin,Van Gogh e anche da qualche influenza simbolista e fauvista. La sua tavolozza è composta da toni molto chiari e luminosi con preferenza di colori caldi legati alla terra.
Viaggiò sia nell’Europa dell’ovest che in Egitto e Palestina,da cui trasse spunti per alcune delle sue tele;molti dei suoi lavori si possono ammirare alla Galleria Nazionale di Atene.

Orpheus and Pegasus

Orpheus & Pegasus 1 Maschi

Pantanassis Naxos

Pantanassis Naxos, Konstantinos Maleas

The Port of Rhodes

Konstantinos Maleas (Greek 1879-1928), The Port of Rhodes

Pine trees

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Still life with red snapper,Naxos 1920

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Dance of the stars

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Arbe Berberyan,pittore armeno vivente

Arbe Berberyan - Ara Berberyan_paintings_artodyssey (14)Arbe Berberyan,classe 1958,artista armeno,ha iniziato a dipingere in
tenera età e la sua prima esposizione avvenne a soli 12 anni; in realtà fu un’esposizione itinerante che passò dalla Francia,Italia,e arrivò in Canada e Stati Uniti. Delle 65 opere viaggianti tra il 1970 e il 1972, solo quattro tornarono in Armenia,le altre furono vendute a privati o piazzate in collezioni permanenti.
Nella sua formazione artistica apprezzò in modo particolare
pittori classici come Tiziano e Rembrandt,ma anche i più moderni Picasso e Dalì; inoltre ebbe una forte passione per Klimt.
In molte sue opere infatti si nota uno stile riconducibile a quello
klimtiano sia per il disegno che per l’utilizzo di ori e argenti.
La sua effettiva carriera artistica inizia nel 1981,anno in cui l’Unione Sovietica gli commissiona opere pubbliche negli aereoporti,in teatri, hotels e altri edifici pubblici. Naturalmente gli vengono commissionate opere anche da privati e si presta a dipingere sia in stile classico (ritratti o paesaggi) che in stile cubista o surrealista
Agli inizi i soggetti da lui preferiti erano violini e chitarre e
raramente dipingeva figure umane,poi ha iniziato a concentrarsi sulla
figura femminile divenuta poi soggetto principale dei suoi dipinti.
Nel 1984,a 26 anni decise di stabilirsi negli Stati Uniti,a Los
Angeles. In California è stato apprezzato molto rapidamente e in breve tempo ha trovato un buon numero di acquirenti.
Le prime tele di Arbe erano principalmente a olio, ma successivamente ha iniziato ad incorporare una varietà di tecniche nel suo lavoro, creando ad esempio una struttura metallica astratta in molti dei suoi dipinti. Applica spesso la foglia oro e argento e poi lavora con strumenti o direttamente con le mani,realizzando intricati disegni e texture che danno un’effetto tridimensionale. La sua tavolozza è colma dei toni delle terre, con aggiunta di rossi vibranti, blu, viola e lavanda. Ma solitamente ciò che cattura subito l’attenzione è l’oro ricco e lussuosamente applicato a mano e lavorato in delicate e aggraziate fantasie.
Ottiene in questo modo una miscela di classico e moderno; Klimt è spesso chiaramente visibile negli sfondi dei dipinti più recenti,mentre nelle opere degli anni armeni c’è l’influenza dell’iconografia e dei temi biblici.

Arbe Berberyan artista armeno

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Lin Fengmian (1900-1991) pittore cinese

Lin Fengmian (1900-1991) è stato un’artista cinese precursore della
moderna pittura,una sorta di fusione tra lo stile orientale e
occidentale.Il distacco dalla pittura classica cinese si deve al fatto che studiò pittura in Francia negli anni ’20; apprese le tecniche di disegno e pittura ad olio presso lo studio d’arte Cormon a Parigi e imparò molto dalle collezioni del Louvre e il Museo Guimet.
Intorno al 1923 si stabilì per un breve periodo a Berlino, dove fu
introdotto nei circoli artistici del nord Europa.
Ritornato poi in Cina divenne docente all’Accademia Nazionale d’Arte,ma molte delle sue opere vennero distrutte nel periodo della rivoluzione culturale e lui stesso finì per 4 anni in carcere. Riacquistata la libertà riprese l’attività e negli ultimi anni della sua vita riuscì a rifare alcune delle opere che erano andate distrutte.
Il suo talento e la sua sperimentazione furono illimitati.Ha estrapolato la ricchezza e la forza dei colori dalle meravigliose composizioni dei dipinti occidentali per arricchire la pittura cinese sostenendo che l’arte popolare cinese non avrebbe dovuto essere limitata alle sole tecniche di inchiostro e acquerello.
Posto alcune immagini delle sue opere e in alcune di esse si può notare effettivamente l’influenza della pittura francese.

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LIN FENGMIAN (1900-1991) -Lotus Pond.

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(Lin Fengmian)-www.kaifineart.com-1

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Le sculture di Jacques Le Nantec

Jacques Le Nantec ,(vero nome Jacques Métayer) è uno scultore francese nato a Nantes nel 1940. Quasi come in una fiaba,all’età di tredici anni, ripristinò una statuetta rotta e scoprì la passione per la scultura.
Nell’ottobre del 1957, ad Annecy espose le sue prime quindici opere, tra cui due a grandezza naturale.
Per vivere e finanziare le sue sculture, si è adattato ad esser decoratore, designer e disegnatore di fumetti per la rivista Spirou, e modellatore di statue di cera. Autodidatta, ha persistito e affiancato il suo lavoro e la sua passione per la scultura allo studio dell’anatomia.
Ha eseguito numerosi busti, per clienti privati, che gli hanno permesso una certa tranquillità con l’aiuto e l’appoggio del suocero, Jean-Roger Kauffmann, che fu suo protettore nei primi anni.
Le sue sculture,quasi tutte in bronzo,sono armoniche rappresentazioni di emozioni vive, in un dinamismo che le rende affascinanti e ricche di attrattiva.Jacques_Le_Nantec_sculptures _ artodyssey (1)

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Jacques_Le_Nantec

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Jacques Le Nantec. Busto di Catherine 1959

Netsuke, piccole simpatiche sculture

Il Netsuke (si legge “netske”) etimologicamente significa “radice che fissa”, ed è probabile che in origine questo accessorio fosse soltanto un pezzo di legno sommariamente lavorato, ma accuratamente levigato per non sciupare la seta dell’obi, la fascia avvolta come una cintura sul kimono.
Molto presto però, grazie alla loro innata raffinatezza, i giapponesi trasformarono questo ciondolo in una scultura miniaturizzata. I fabbricanti di articoli religiosi furono, pare, i primi a offrire alla loro clientela delle figurine che servivano come netsuke.
Poi il tema favorito dagli scultori di netsuke divenne il mondo animale. Contrariamente all’opinione occidentale, nell’ottica giapponese non esistono bestie considerate vili e altre nobili. Per questo motivo ci sono netsuke a forma di topo di piovra, questo mollusco pare fosse considerato in Estremo Oriente come il simbolo erotico per eccellenza. Accanto alla fauna aborigena reale, raffigurata con uno stile naturalista, si trovano anche delle specie fantastiche come il “kiriu”, una sorta di dragone derivato dal folclore cinese, oppure il “shishi”, mezzo leone e mezzo cane, che tiene in bocca una sfera che la destrezza degli artigiani ha saputo rendere mobile. Più tardi infine vennero rappresentati anche gli oggetti domestici più comuni e ogni sorta di vegetali. Queste statuette, di 5 o 6 cm in media, sono lavorate per lo più in legno di bosso, cipresso, sandalo, ebano, ciliegio, oppure in avorio,corno,giada e altre pietre dure.
Quest’arte orientale è culminante tra il 1750 e il 1850. Su circa 3.000 firme finora identificate, solo alcune dozzine appartengono ad artisti autentici.
Numerosi scultori tra i più importanti e i più antichi, però, non hanno mai firmato le loro opere, mentre altri si attribuivano la paternità di lavori eseguiti in realtà dai loro stessi allievi. Perciò per i collezionisti è meglio giudicare un’opera di per se stessa e non per la firma.
In giro per il mondo ci sono varie collezioni di netsuke: al Museo Baur di Ginevra, al Musée d’Enner a Parigi,al British Museum e al Victoria and Albert Museum di Londra. In Italia c’è una importante collezione al Museo d’Arte Orientale di Ca’ Pesaro a Venezia,altre collezioni si trovano al Museo d’Arte Orientale di Genova e al Museo Poldi Pezzoli a Milano.

Alcuni esempi di netsuke in avorio

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netsuke a tigre

Altri esempi di netsuke in legno

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