breve estratto da Gli amori difficili di Calvino

“…La felicità era per Usnelli uno stato sospeso, da vivere trattenendo il fiato. Da quando amava Delia egli vedeva in pericolo il suo cauto, avaro rapporto con il mondo, ma non voleva rinunciare a nulla né di sé né della felicità che gli si apriva. Adesso stava all’erta, come se ogni grado di perfezione che la natura intorno a loro raggiungeva – un decantarsi dell’azzurro dell’acqua, uno smorire del verde della costa in cinerino, il guizzo d’una pinna di pesce proprio al punto dove la distesa del mare era più liscia -, non facesse che precedere un altro grado più alto, e così via, fino al punto in cui l’invisibile linea dell’orizzonte si sarebbe aperta come un’ostrica svelando tutt’a un tratto un pianeta diverso o una nuova parola…”

da Gli amori difficili” di Italo Calvino

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“Non dire notte” di Amos Oz

“Molti anni fa presi qualche dimestichezza con la mappa celeste.
Fu durante il servizio militare, ancor prima, al gruppo giovanile. Nelle notti più limpide riconosco i carri, l’Orsa Maggiore e la Polare. Quanto ai pianeti, li localizzo ancora ma ho dimenticato quale è Giove e quale Venere e quale Marte.
Ora nel silenzio totale sembra che tutto si sia fermato, persino i pianeti che,
stanchi, hanno smesso di ruotare. Sembra che la notte sarà per sempre.
E le stelle minuscole capocchie sul pavimento del piano di sopra, gocciole di luce del firmamento incandescente viste dalla parte opposta. A rivoltarlo, la Terra s’inonderà di splendore e tutto sarà chiaro. O brucerà.”

Da “Non dire notte” di Amos Oz, Feltrinelli

Appartenenza è…

Raramente pubblico citazioni,ma in questa credo ci sia un ottimo spunto per dare una ripassata ai nostri sentimenti calandoci in profondità e pensando a non perdere nè  confondere l’esatto senso di questo termine che spesso viene male interpretato.

“L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme. Non è il conforto di un normale voler bene. L’appartenenza è avere l’altro dentro di sé. ”
Giorgio Gaber
Giorgio Gaber ,Caricatura © Marina Molino, 2012

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Antonio De Curtis- “Io sono un uomo all’antica”

Io sono un uomo all’antica
il mondo moderno, il mondo d’oggi
per me non c’è, non esiste
non lo vedo, non mi piace
detesto tutto di esso
la fretta, il frastuono, l’ossessione,
la volgarità, l’arrivismo, la frenesia,
le brutte maniere, la mancanza di rispetto per le tradizioni, le stupide scoperte
per questo vivo per conto mio
in un mondo mio da isolato
un mondo per bene.

— Antonio De Curtis (Totò)

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