Oradea, la piccola Parigi rumena

Nella zona nordovest della Romania, vicino al confine con l’Ungheria, si trova Oradea, una città della valle del fiume Crisu Repede,considerata una “piccola Parigi” . Deve la nomea agli spettacolari edifici eretti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo,in stile Secessione. Allora tollerante e cosmopolita per la strategica posizione all’incrocio delle arterie commerciali tracciate tra Est e Ovest, sprigiona un’architettura nouveau ricca di decorazioni in stucco, in maiolica e in ferro battuto molto scenografica.
I suoi artefici provennero dalla scuola politecnica di Budapest e furono influenzati sia dallo stile romantico-ungherese di Odon Lechner (Komor Marcell, Dezso Jakab, Sztarill Ferenc) sia dal geometrismo spigoloso della scuola viennese (i fratelli Vago, Valer Mende) sia dal “Coup de fouet” dalle curve ondulate di chiare origini francesi.
Oradea è davvero unica tra le città cresciute nel periodo Belle Epoque e fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu un abbagliante parco-giochi per architetti potenti e abitanti facoltosi. La cittadina che oggi conta all’incirca 200.000 abitanti è stata distrutta nel 1836 da un’incendio e il suo aspetto, classico dell’Art Nouveau e dello stile architettonico austriaco con le facciate decorate di toni pastello, è dovuto all’accurata ricostruzione.Oggi ospita 77 edifici inseriti negli elenchi della Commissione Nazionale per i Monumenti Storici.
Oradea è stata per lungo tempo  residenza del Re di Ungheria Mattia Corvino e solamente nel dopoguerra è tornata a far parte della Romania; vanta un centro storico incantevole, uno dei primi edifici decorati e colorati nello spirito dell’Art Nouveau è il Palazzo Fuchsl, progettato dagli architetti di Budapest Bálint Zoltán Lajos e Jámbor negli anni 1902-1903. Gli stucchi, così come i ferri battuti dei balconi e delle porte richiamano sinuosi tralci di vite.
Il Black Hawk (1907-1908) è il più celebre edificio costruito da Marcell Komor e Dezso Jakob,è su quattro piani, due blocchi e un passaggio in vetro colorato che lo connette a tre strade distinte e la vetrata con l’aquila nera che aleggia nella galleria è diventata uno dei simboli della città. Di notevole interesse anche la  I e II, la casa Poynar, l’hotel Astoria, il Transylvania Hotel, il Palazzo Ulman, il Palazzo Stern, il Palazzo Moskovits e il Palazzo Apollo.
Da non perdere La Chiesa della Luna, o Biserica cu Luna, dotata di un orologio astronomico con le fasi della luna. Bellissimo è anche il Palazzo del Vescovo,completato nel 1770, a forma di U presenta 3 piani, 100 camere affrescate, 365 finestre e una facciata con capitelli ionici. Il palazzo è oggi sede del Museo della Regione Crisana.
La spettacolare fortezza di Oradea, la Cetatea Stelara, con i suoi 5 bastioni è un’altra attrazione storica della città,costruita con pianta a forma di stella da architetti italiani a cavallo tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600 sul sito di un’antica fortificazione,attualmente ospita numerose mostre d’arte e fiere dell’artigianato. Infine da visitare assolutamente è la Cattedrale Romano Gotica il più grande edificio sacro barocco di tutta la  Romania, con una cupola di 24 m e torri laterali alte 61 m, costruito su progetto di Giovanni Battista Ricca (1691 -1757 ).

Palatul Fuchsl

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Palatul Apollo

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Palatul Poynar

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Casa Adorjan

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Vetrata del Black Hawk a Oradea (foto Battaglini)

Vetrata del Black Hawk a Oradea (foto Battaglini) @LaStampa.it

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Vetrata in stile Liberty a Oradea (foto Battaglini)

Vetrata in stile Liberty Secessione a Oradea (foto Battaglini) @LaStampa.it

Veduta aerea della città

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(Tutte le fonti sono attinte dal web)

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L’edificio Liberty delle Terme Corallo a Livorno

Il complesso termale “Stabilimento delle Acque della Salute” è stato edificato nei primi anni del ‘900 su progetto dall’architetto Angiolo Badaloni (Livorno 1848 – 1920) e inaugurato nel 1905;l’edificio comprensivo di albergo costituisce un tipico e raffinato esempio di architettura in stile liberty, caratterizzato dalla presenza di piastrelle in maiolica e ferri battuti, sia sulle facciate esterne che sulle murature interne dei padiglioni.Fu uno dei primi stabilimenti termali d’Italia che fece meritare a Livorno l’appellativo di “Montecatini al mare”.
Ai tempi del suo splendore era così descritto: “Questo stabilimento per la magnificenza, la ricchezza, l’eleganza ed il comfort è ritenuto uno dei più belli non soltanto d’Italia ma d’Europa”.
Si presenta a forma di anfiteatro con un fabbricato centrale e due padiglioni laterali uniti da un elegante porticato in uno stile di fusione tra quello pompejano e il liberty floreale.
Il fabbricato centrale, con antistante un’ampia terrazza chiusa da balaustra monumentale, ospitava un grande salone per riunioni e concerti caratterizzato da un raffinato lucernario a vetri colorati.
Nel padiglione destro si trovava il pozzo della Sorgente Sovrana, una sala di conversazione e la sala di mescita in cui tre raffinati archi immettevano in una stanza semicircolare dove, da cinque teste di leone in ceramica adornate da maioliche della fiorentina fabbrica Cantagalli, sgorgava l’acqua delle cinque diverse sorgenti che, qui, attraverso condutture, veniva raccolta. Dietro questo padiglione vi era il pozzo della Sorgente Vittoria.Il padiglione sinistro conteneva il pozzo della Sorgente Preziosa, le sale per i medici e il laboratorio chimico-farmacologico. Dietro il padiglione si trovava il pozzo della Sorgente Corallo.
Gli ambienti erano arricchiti da tappezzerie, specchi e mobilia pregiati, da pitture decorative di Mazzanti e Fontana e decorazioni in cemento di Gaetano Sammoggia.
All’esterno un ombreggiato parco era strutturato per le passeggiate di coloro che, per vari tipi di disturbi, dovevano fare la cura delle acque.
Acquistato dopo il 1919 dai ricchi livornesi Chayes, industriali livornesi del corallo, lo stabilimento delle Acque della Salute cessò l’attività termale nel 1940, a causa dell’affievolirsi dell’acqua delle sorgenti.
Una lapide posta sul padiglione diceva:

Scorrendo per tramite occulto
quest’acqua sorgiva
bagnò per secoli inutilmente sotterra
limo vile e infecondo
Curiosità industre commise oggi alla scienza
rilevarne i principî e l’uso benefico
onde meritamente si noma
Acqua della Salute.

Ad oggi purtroppo l’edificio è in totale abbandono.

Attraverso queste immagini dell’epoca trovate sul web si può immaginare lo splendore della costruzione.

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in quest’ultima immagine lo stato d’abbandono

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Infine ,un video trovato su youtube ,che ne testimonia la bellezza passata, con una ricostruzione grafica in 3d.