Jaques-Dalcroze: Suite De Danses, Poeme Alpestre “La Suisse Est Belle” Variations – Suite de Ballet

Emile Jaques-Dalcroze (Vienna 1865 – Ginevra 1950) è uno dei padri della didattica musicale del Novecento. I suoi principi e la sua metodologia, basati principalmente sulla percezione della musica attraverso il movimento, appaiono ancora rivoluzionari se confrontati con i tanti modi sterili e improduttivi di insegnare musica oggi. Per Jaques-Dalcroze c’è sempre un’interazione tra il corpo e il pensiero, tra la sensazione e l’emozione, e la ritmica non ha come unico scopo lo sviluppo della musicalità, ma è un’educazione globale che coinvolge tutte le sfere del sapere.”

la medicina del mondo in rovina

dopo le ultime notizie dal mondo meglio buttarla in caciara…

Trinca, trinca, trinca,
buttalo giù con una spinta
e vedrai che bella festa
la medicina del mondo in rovina
stai tranquillo è questa qua.

Galbusera quando beve barbera
fa lo slalom fra i lampioni
a schivarli tutti quanti son buoni
lui invece li butta giù.

Sua cugina beve solo benzina
e poi parte come un razzo
ora a Monza sta girando da un pezzo
chi sa quando si fermerà.

Trinca, trinca, trinca,
buttalo giù con una spinta
e vedrai che bella festa
la medicina del mondo in rovina
stai tranquillo è questa qua.

Beatrice usa la lavatrice
suo marito gliel’ha comprata
e quando beve ha la sbronza frenata
fatto il pieno si ferma lì.

Il cognato che beveva moscato
si è inciuccato insieme al Marco
li han trovati seduti nel parco
a progettar la rivoluzion.

Trinca, trinca, trinca,
buttalo giù con una spinta
e vedrai che bella festa
la medicina del mondo in rovina
stai tranquillo è questa qua.

Maria Rosa ha la sbronza amorosa
ogni fiasco un fidanzato
se cambia vino l’ha già bell’e scordato
e mai nessuno la sposerà.

Se il nonnino beve un buon grignolino
sente il suono delle campane (din don)
quindi sogna le sbronze serene
che verranno nell’aldilà.

Trinca, trinca, trinca,
buttalo giù con una spinta
poi vedrai che bella festa
la medicina del mondo in rovina
stai tranquillo è questa qua.

Nota:

L’originale di questa canzone, nota per le versioni italiane dei Gufi (la prima), di Antoine e dei Four Kents, era un grande successo degli Scaffold (numero 1 in UK nel 1969). Gli Scaffold erano un trio a cavallo tra la musica e il cabaret, dove militava anche il fratello di Paul McCartney, Michael. Non era un brano originale, si trattava dell’adattamento di una canzone tradizionale di fine ‘800, dedicata a Lydia Pinkham, inventrice di un rimedio per i dolori mestruali basato su erbe e alcool, diventato in breve un grande successo commerciale, probabilmente grazie anche alla presenza di questo secondo ingrediente. Ovviamente nulla rimane di ciò, in quanto a noi sconosciuto e incomprensibile, nell’adattamento italiano curato dai Gufi (Patruno e Brivio) e proposto da questo non dimenticato ensemble a cavallo tra il cabaret, il jazz e la canzone d’autore, dove suonavano e cantavano Lino Patruno, Nanni Svampa, Gianni Magni e Roberto Brivio.
In seguito è stato ripreso anche da Antoine ancora ben presente in televisione e in radio, ed è sicuramente la versione più nota e ricordata.

il violoncello di ghiaccio

Ho scoperto per caso che nel 2018 l’artista americano Tim Lihart ha realizzato sul ghiacciaio del Presena, in Trentino,uno strumento musicale molto particolare: un violoncello di ghiaccio. Non un’opera d’arte fine a se stessa ma un vero strumento da suonare in giro per l’Italia.

Non è una bufala ma realtà. La storia del magico violoncello, affidato da Linhart al musicista di fama mondiale Giovanni Sollima per affrontare un viaggio di 1500 km dalle Alpi al Mar Mediterraneo, dal Trentino alla Sicilia, trasportato in una cella frigorifera a temperature sotto zero con molte difficoltà, è raccontata in un docu-film prodotto da Wasabi filmakers e NaturalMente ArtEventi per la regia di Corrado Bungaro con la collaborazione del Muse di Trento. “N-ICE CELLO – Storia del violoncello di ghiaccio” è stato presentato in anteprima nazionale nel corso del 69° Trento Film Festival, e dopo le tappe in concerto con Sollima, presso il MUSE di Trento, Venezia e Roma, ha raggiunto Palermo, dove lo strumento è stato sciolto in mare.

L’idea di realizzare un violoncello di ghiaccio e portarlo a spasso per la Penisola è nata per disegnare un percorso artistico su scala nazionale, dal Presena al Mediterraneo che richiama in senso opposto il viaggio dei migranti, che dalle terre senza acqua, attraverso il Mediterraneo, si spostano verso i Paesi del Nord.

Una fuga legata a molteplici ragioni tra cui va citato il cambiamento climatico. L’acqua del violoncello, sciolto nel mare di Palermo, ritorna così simbolicamente verso quei paesi ove la crisi idrica si fa insostenibile.

Non è un caso che il tour cinematografico si è svolto in parallelo alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre 2021, di cui il documentario ha interpretato e anticipato in chiave artistica alcune tematiche. Ho visto il trailer e mi incuriosisce molto vederlo interamente per cui lo cercherò. Intanto lascio qui il trailer del documentario e di seguito, visto che si è parlato di Sollima, un video molto bello col brano”Terra Aria” da lui eseguito

buona serata con uno dei brani preferiti del 1989

Yes you keep me in motion
Circling planets will never stop
I’m in the canalización and now
I’m coming to the top

There’s a train that goes backwards
And a will to survive
I feel like walking on razorblades
Black spots (they) cover my life

Feel the move
Start to groove
As I fade
You should know that I never wait
For somebody
Somebody
Somebody
Somebody

I fell in love with my killer
This is hijacked emotion
Throwing kisses with a machine gun
In the name of devotion
And you feel good in your prison
How long is that going fine
Out in the critical distance… I
Can make the rules of the game

Feel the move
Start to groove
As I fade
You should know that I never wait
For somebody
Somebody
Somebody
Somebody

Feel the groove
Start to move
As I fade
You should know that I never wait
For somebody
Somebody…

World Apart, Bruce, the boss


I hold you in my arms, that’s when it starts
I seek faith in you kiss, and comfort in your heart
I taste the seed upon your lips, lay my tongue upon your scars
But when I look into your eyes, we stand worlds apart

Where the distant oceans sing, and rise to the plain
In this dry and troubled country your beauty remains
Down from the mountain roads where the highway rolls to dark
‘Neath Allah’s blessed rain, we remain worlds apart

Sometimes the truth ain’t enough
Or it’s too much in times like this
Let’s throw the truth away, we’ll find it in this kiss
In your skin upon my skin, in the beating of our hearts
May the living let us in, before the dead tear us apart

We’ll let blood build a bridge, over mountains draped in stars
I’ll meet you on the bridge, between these worlds apart
We’ve got this moment now to live, then it’s all dust dust and dark
Let love give what it gives
Let’s let love give what it gives

Scherza coi fanti e lascia stare i santi…

Recondita armonia è la prima romanza dell’opera lirica Tosca di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Qui interpretata in modo eccellente dal tenore tedesco Jonas Kaufmann, eletto nel febbraio 2017 nuovo Accademico Onorario di Santa Cecilia.

Recondita armonia
Di bellezze diverse
È bruna Floria, l’ardente amante mia

Scherza coi fanti
E lascia stare i santi!

E te, beltade ignota,
Cinta di chiome bionde!
Tu azzurro hai l’occhio,
Tosca ha l’occhio nero!

Scherza coi fanti
E lascia stare i santi!

L’arte nel suo mistero
Le diverse bellezze insiem confonde
Ma nel ritrar costei
Il mio solo pensiero,
Il mio solo pensiero, sei tu
Tosca, sei tu!