In the Death Car, Iggy Pop

Il brano “In the death car”  fa parte della colonna sonora di Goran Bregovic per il film Arizona dream di Emir Kusturica, un film drammatico-surrealista del 1993 scritto e diretto da Kusturica e interpretato da Johnny Depp, Jerry Lewis, Faye Dunaway, Lili Taylor e Vincent Gallo. Pellicola che ha vinto l’Orso d’argento del Premio speciale della giuria al 43 ° Festival Internazionale del Cinema di Berlino.
Non ho ancora visto il film, ma questo pezzo ha sonorità etniche in dissolvenza molto gradevoli, e il testo non è da meno.  Se tanto mi dà tanto anche la visione non dovrebbe deludere

A bowling wind is whistling in the night
My dog is growling in the dark
Something’s pulling me outside
To ride around in circles
I know that you have got the time
Coz anything I want, you do
You’ll take a ride through the strangers
Who don’t understand how to feel
In the deathcar, we’re alive
In the deathcar, we’re alive
I’ll let some air come in the window
Kind of wakes me up a little
I don’t turn on the radio
Coz they play shit, like… You know
When your hand was down on my dick
It felt quite amazing
And now that, that is all over
All we’ve got is the silence
In the deathcar, we’re alive
In the deathcar, we’re alive
So come on mandolins, play
When I touched you
I felt that you still had your baby fat
And a little taste of baby’s breath
Makes me forget about death
At your age you’re still joking
It ain’t time yet for the choking
So now we can own the movie and see each other truly
In the deathcar, we’re alive
In the deathcar, we’re alive
I want to ear some mandolins

ninnananna, Leonard Cohen

Lullaby(Leonard Cohen)

Sleep baby sleep
The day’s on the run
The wind in the trees
Is talking in tongues
If your heart is torn
I don’t wonder why
If the night is long
Here’s my lullaby
Here’s my lullaby
Well the mouse ate the crumb
Then the cat ate the crust
Now they’ve fallen in love
They’re talking in tongues
If your heart is torn
I don’t wonder why
If the night is long
Here’s my lullaby
Here’s my lullaby
Sleep baby sleep
There’s a morning to come
The wind in the trees
They’re talking in tongues
If your heart is torn
I don’t wonder why
If the night is long
Here’s my lullaby
Here’s my lullaby

Baker Sreet

Baker street è una strada londinese ed è anche un brano ad essa dedicato del cantautore inglese Gerry Rafferty, una canzone indimenticabile anche per l’assolo di Raphael Ravenscroft al sax. È datata 1978 ma non ha mai smesso di essere trasmessa dalle radio di tutto il mondo. Ancora oggi capita di riascoltarla allertando i ricordi…

come dice Ray Davies: dov’è la poesia?

 

I just got back from a walk
Down the square
To the local Kentucky
To see what was cooking down there

I looked around at the stores
And the signs
And the queues lining up
For that 21st Century fare

I kneel down and say grace for the comforts the world bestows on me
And the great corporations providing our every need
And those big neon signs telling us what to eat
And every shop window goods are designed to please
Oh but I ask
Where is the poetry?

The day we met we were both down and broke
But we laughed and found comfort
In old books and walks in the rain
Reading poetry out loud
Watching old black and white films together
In the days before Blockbuster came

I hear you ran off and found yourself a rich handsome fella
To supply you with all you require in material needs
I hope your fairytale doesn’t end tragically
And in a shopping mall somewhere you’ll be down on your knees
Crying out loud
Where is the poetry?

I’m looking at a sign that says “Have A Good Day”
But I got too much on my mind
So many questions that get in the way

Everybody’s looking for perfection
But once I heard a wise man say
To get sometimes you have to give away
Where is the poetry, what is the rhyme?
What is the meaning?
Give us a sign

I have read in the news
Someone said that the great the population
Is better off than yesterday
Better health, better food, better sex
Better higher education
But with credit card bills always on the way

And I just saw my gal with a guy in a fast food outlet
They seemed happy together
But I saw the tragedy

Maybe I’m missing something
Was too blind to see
She settled for someone who isn’t so hard to please
Without all the fire and desire and the mystery

Oh But I ask
Where is the poetry?

 

Sono appena tornato da una passeggiata
In fondo alla piazza
Nel locale Kentucky 
Per vedere cosa si cucinava laggiù

Mi sono guardato intorno nei negozi
Le insegne
E le code in fila
Per quell'acquisto del XXI secolo

Mi inginocchio e ringrazio per le comodità che il mondo mi concede
E le grandi aziende che soddisfano ogni nostro bisogno
E quelle grandi insegne al neon che ci dicono cosa mangiare
E tutte le merci della vetrina sono progettate per soddisfare
Oh, ma chiedo
Dov'è la poesia?

Il giorno in cui ci siamo incontrati eravamo entrambi a terra e al verde
Ma abbiamo riso e trovato conforto
In vecchi libri e passeggiate sotto la pioggia
Leggere poesie ad alta voce
Guardare vecchi film in bianco e nero insieme
Nei giorni precedenti l'arrivo di Blockbuster

Ho sentito che sei scappata e ti sei trovato un bel tipo ricco
Per fornirti tutto ciò di cui hai bisogno per le esigenze materiali
Spero che la tua fiaba non finisca tragicamente
E in un centro commerciale da qualche parte sarai in ginocchio
A gridare forte
Dov'è la poesia?

Sto guardando un cartello che dice "Buona giornata"
Ma ho pensato troppo
Così tante domande che si frappongono

Tutti cercano la perfezione
Ma una volta ho sentito dire un saggio
Per ottenere a volte devi dare 
Dov'è la poesia, qual è la rima?
Qual è il significato?
Dacci un segno

Ho letto nelle notizie
Qualcuno dice che la maggior parte della popolazione
Sta meglio di ieri
Migliore salute, cibo migliore, sesso migliore
Migliore istruzione superiore
Ma con gli estratti delle carte di credito sempre in arrivo

E ho appena visto la mia ragazza con un ragazzo in un fast food
Sembravano felici insieme
Ma ho visto la tragedia

Forse mi manca qualcosa
Ero troppo cieco per vedere
Lei ha scelto qualcuno che non è così difficile da accontentare
Senza tutto il fuoco, il desiderio e il mistero

Oh, ma chiedo
Dov'è la poesia?

Aguaplano, Paolo Conte

Un aeroplano
nell’aria bionda e calda
vola piano
lascia un bel mondo dal colore baio,
dove c’è il fiume di gennaio

Scendi, pilota,
fammi vedere, scendi
a bassa quota,
che guardi meglio
e riesca a raccontare
cos’è che luccica sul grande mare.

Strano ma vero,
è proprio un pianoforte da concerto,
dal suono avuto dal mistero,
un pianoforte a coda lunga, nero

Certo c’è stata
laggiù una storia molto complicata
ah, ci va una bella forza per lanciare
un pianoforte a coda in alto mare

E dove c’è un piano
d’intorno c’è sempre gente
che fa baccano
ci sono occhi che si cercano,
ci sono labbra che si guardano

Non mi fido,
in certi casi un pianoforte è un grido,
ci sono gambe che si sfiorano
e tentazioni che si parlano

Gira pilota,
recuperiamo il cielo ad alta quota,
torna nel mondo dal bel colore baio,
trovami il fiume di gennaio.

it’s all over now, baby blue

un brano composto da Bob Dylan nel 1965 qui nella versione (per me la migliore) di Brian Ferry

You must leave now, take what you need, you think will last
But whatever you wish to keep, you better grab it fast
Yonder stands your orphan with his gun
Crying like a fire in the sun
Look out, all the saints are comin’ through
And it’s all over now, baby blue
The highway is for gamblers, better use your sense
Take what you have gathered from coincidence
The empty-handed painter from your streets
Is drawing crazy patterns on your sheets
The sky, too, is folding under you
And it’s all over now, baby blue
All your seasick sailors, they are rowing home
Your empty-handed army is all going home
You lover who just walked out your door
Has taken all his blankets from the floor
The carpet, too, is moving under you
And it’s all over now, baby blue
Leave your stepping stones behind now, something calls for you
Forget the dead you’ve left, they will not follow you
The vagabond who’s rapping at your door
Is standing in the clothes that you once wore
Strike another match, go start anew
And it’s all over now, baby blue

let’s get carried away by sound and vision

“Mi siederò proprio in attesa del dono del suono e della visione
E canterò, aspettando il dono del suono e della visione
Alla deriva nella mia solitudine, sopra la mia testa
Non ti domandi a volte su suono e visione?”

-David Bowie, da Sound and vision, dall’album “Low” del 1977, il primo della trilogia berlinese cui seguirono “Heroes” e “Lodger”

splendida versione con Mike Garson al pianoforte