Un chimico, Fabrizio De André

Solo la morte m’ha portato in collina
Un corpo fra i tanti a dar fosforo all’aria
Per bivacchi di fuochi che dicono fatui
Che non lasciano cenere, non sciolgon la brina
Solo la morte m’ha portato in collina
Da chimico un giorno avevo il potere
Di sposar gli elementi e farli reagire
Ma gli uomini mai mi riuscì di capire
Perché si combinassero attraverso l’amore
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore
Guardate il sorriso guardate il colore
Come giocan sul viso di chi cerca l’amore
Ma lo stesso sorriso lo stesso colore
Dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore
Dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore
È strano andarsene senza soffrire
Senza un volto di donna da dover ricordare
Ma è forse diverso il vostro morire
Voi che uscite all’amore che cedete all’aprile
Cosa c’è di diverso nel vostro morire
Primavera non bussa, lei entra sicura
Come il fumo lei penetra in ogni fessura
Ha le labbra di carne, i capelli di grano
Che paura, che voglia che ti prenda per mano
Che paura, che voglia che ti porti lontano
Ma guardate l’idrogeno tacere nel mare
Guardate l’ossigeno al suo fianco dormire
Soltanto una legge che io riesco a capire
Ha potuto sposarli senza farli scoppiare
Soltanto la legge che io riesco a capire
Fui chimico e, no, non mi volli sposare
Non sapevo con chi e chi avrei generato
Son morto in un esperimento sbagliato
Proprio come gli idioti che muoion d’amore
E qualcuno dirà che c’è un modo migliore

di Fabrizio de Andre / Nicola Piovani
da “Non al denaro non all’amore né al cielo”

NOTA:
«Avrò avuto diciott’anni quando ho letto Spoon River. Mi era piaciuto, forse perché in quei personaggi trovavo qualcosa di me. Nel disco si parla di vizi e virtù: è chiaro che la virtù mi interessa di meno, perché non va migliorata. Invece il vizio lo si può migliorare: solo così un discorso può essere produttivo.»
Fabrizio De André intervistato da Fernanda Pivano, parole riportate sul retro di copertina dell’album)

Vangelis & Montserrat Caballe – Like A Dream

Let me feel once more
The moments
Of music with you
Music and feelings
Within it are the moments
That can call my heart
A life full of fantasy
Full of joy, like a dream
My shining star is born
Let me sing, let me sigh with you
And find the heart
My love
My love of life
My love of my dream

By Evangelos Papathanassiou / Montserrat Caballe
For Like a Dream © Sony/ATV Music Publishing LLC

Giuseppe Ferlendis (1755-1802) Oboe Concerto in F-major

FERLENDIS, Giuseppe. – Secondo G. Donati Petteni il cognome in origine sarebbe stato Berlendis. Nacque a Bergamo nel 1755, probabilmente figlio di un musicista di cui non si hanno altre notizie. Virtuoso di oboe e corno inglese, non si hanno a tutt’oggi notizie riguardanti la sua formazione musicale, e scarsi sono, inoltre, i dati biografici, soprattutto quelli inerenti al periodo giovanile. Di certo il F. ancora giovane riuscì a conquistarsi una certa fama come musicista, attestata dai concerti che tenne in teatri e città di una certa importanza. Sappiamo con certezza che con un suo fratello (si tratta, forse, di Antonio suonatore di flauto e corno inglese) si esibì in un concerto per mandolino, flauto ed oboe al teatro Carignano di Torino il 31 maggio 1776. Il successo non deve essere mancato visto che essi vennero richiamati per un altro concerto tre anni dopo (23 luglio 1779).

Successivamente, il F. fu a Firenze in un concerto che lo vide interprete di musiche sia per oboe sia per corno inglese. In quella occasione riscosse gran successo e molti consensi soprattutto come esecutore di quest’ultimo strumento, tanto che il concerto fu replicato qualche giorno dopo (Barblan, p. 269).

Il 1º apr. 1777 fu nominato dall’arcivescovo di Salisburgo Girolamo Colloredo oboista della cappella musicale, con lo stipendio di ben 540 fiorini (Mozart allora ne percepiva solamente 500). Durante il periodo trascorso a Salisburgo il F. si conquistò la stima di Mozart, che per lui compose allora un concerto per oboe e orchestra purtroppo andato perduto.

Alcuni studiosi come L. Koechel e B. Paumgartner, ritengono che il concerto sia stato successivamente trascritto da Mozart che lo avrebbe trasformato in un concerto per flauto (K 314). Al padre Leopold, Mozart fece sapere (lettera del 14 febbr. 1778; cfr. Bauer-Deutsch) che il flautista H. de Jean gli aveva commissionato due concerti e tre quartetti; secondo gli studiosi sopra citati, il musicista si sarebbe ad un certo momento trovato in difficoltà per il tempo di consegna, e, vistosi alle strette, sarebbe ricorso al concerto composto per il Ferlendis. Questo sarebbe, quindi, da lui stato trasportato da do maggiore a re maggiore, e naturalmente anche modificato in alcune parti per essere adattato al nuovo strumento.

Durante il periodo trascorso a Salisburgo il F. si dedicò anche al perfezionamento del corno inglese, strumento a cui aveva rivolto il proprio interesse ancor prima di arrivare in questa città, e che gli aveva, inoltre, permesso di riscuotere un buon successo nel già citato concerto tenuto a Firenze. Non sappiamo se il perfezionamento riguardò la fattura o la tecnica dello strumento. Certo è che oltre ad aver brillato come virtuoso di oboe, il F. riuscì altrettanto bene anche in questo Strumento, all’epoca poco conosciuto. Successivamente con il corno inglese farà presa anche sul pubblico veneziano durante l’esecuzione del Demofoonte di A. Prati, rappresentato nel carnevale 1787 al teatro S. Benedetto. Michael Haydn fu un ammiratore delle sue qualità di virtuoso del corno inglese, tanto che per lui nel 1785 compose un quartetto in cui a questo strumento è affidata la parte principale (Saint-Foix). Sempre secondo il Saint-Foix il F. sarebbe stato l’ispiratore di una composizione mozartiana, l’Adagioin do per corno inglese, due violini e violoncello KV suppl. 94.

Temperamento irrequieto, il F. preferì sempre una vita errabonda piuttosto che la tranquillità di un posto fisso: neanche un anno dopo il suo arrivo a Salisburgo, chiese all’arcivescovo il permesso di recarsi a Vienna per poter guadagnare qualcosa di più, visto che riteneva il suo stipendio non sufficiente per sopravvivere (lettera scritta da Leopold Mozàrt al figlio il 1º nov. 1777; cfr. Bauer-Deutsch). Tale richiesta, azzardata per l’ambiente musicale salisburghese, non venne accolta vista la severità della corte nel concedere questi permessi. In quello stesso periodo fu, fra l’altro, anche vittima di un grave incidente di caccia che lo costrinse all’immobilità per vario tempo.

Alla fine di giugno del 1778 si dimise dal suo incarico alla corte di SaliSburgo, adducendo come motivo il fatto che l’aria del posto non era adatta alla salute della moglie. La decisione sorprese molto Leopold Mozart (lettera scritta al figlio Wolfgang A. il 3 ag. 1778) che aveva notato il favore di cui il F. godeva a corte, soprattutto presso lo stesso arcivescovo il quale gli elargiva un compenso particolare ogni qualvolta si esibiva come solista. S. Martinotti è, invece, dell’avviso che la causa della improvvisa partenza fosse l’antagonismo che sarebbe nato con il famoso e bravissimo oboista Carlo Besozzi, che, di passaggio in questa città aveva riscosso grande successo con due suoi concerti e da cui sembra lo stesso F. avesse imparato molto.

Il F. partì quindi alla volta di Brescia, e poi di Venezia dove dal 1780 al 1781 fu primo oboe dell’orchestra del teatro S. Samuele ed in seguito (1787) del teatro S. Benedetto. Forse dietro invito del contrabassista D. Dragonetti si recò nel 1793 a Londra; qui, il 4 maggio 1795, partecipò al concerto organizzato in onore di F. J. Haydn che in quell’anno abbandonava definitivamente l’Inghilterra. Il F., che in quella occasione interpretò un concerto di sua composizione, non riuscì a fare buona impressione su Haydn, Ciò era, forse, da addurre all’età ed al logorio provocato dalla vita errabonda e movimentata che il musicista andava conducendo da vari anni.

Nel 1802 si stabilì, insieme col figlio Alessandro, a Lisbona, città in cui mori molto probabilmente nello stesso anno. (Fonte:Treccani)

notturno

Sulle note pacate di un notturno
scivolano in leggerezza fantasie,
rincorro visioni che si affacciano
da un orizzonte immaginario, vedo
la luna che scende a valle, s’immerge
in acque lacustri placide, galleggia,
dondola fosforescenza su cui piovono
stelline tremule come lucciole danzanti,
oscillanti come sfere incandescenti
tra le mani d’un invisibile giocoliere.
il suono rapisce, diventa magia e potere
di scorgere un bagliore da un pianoforte,
forse è il sole che all’interno sbadiglia
in attesa di addormentarsi per qualche ora
o può esser fiamma fatale che innamora
che spinge a sognare in dolce dormiveglia.

-Daniela Cerrato

Sinfonie dai Drammi per Musica di Vivaldi, dirette da Federico Maria Sardelli (modo antiquo)

gli occhi sono stanchi, meglio l’ascolto in cuffia di questa meraviglia. Buona serata.

Sinfonie dai Drammi per Musica:
1. La Fida Ninfa RV 714 [Allegro molto – Presto] 0:15
2. Arsilda, regina di Ponto RV 700 [Allegro – Andante – Allegro] 1:30
3. Giustino RV717 [[Allegro] – [Andante] – Allegro] 6:42
4. Bajazet RV703 [Allegro – Andante molto – Allegro] 12:50
5. L’ Olimpiade RV 725 [Allegro – Andante – Allegro] 19:16
6. La Senna festeggiante RV 693 [Sinfonia: Allegro – Andante molto – Allegro molto] 25:05
7. La Senna festeggiante RV 693 [Ouvertur: Adagio – Presto – [Adagio] – Allegro molto] 31:42
8. Griselda RV 718 [Allegro – Andante – Allegro] 35:25
9. Teuzzone RV 736 [Allegro – Andante – Allegro] 41:30
10. Ottone in Villa RV 729 (Allegro – Larghetto – [Allegro]] 47:02
11. Farnace RV 711 [[Allegro] – Andante – [Presto]] 51:38
12. L’ Incoronazione di Dario RV 719 [Allegro – [Andante] – Presto] 56:48
13. Armida al camp d’Egitto RV 699 A/D [Allegro – [Andante] – Allegro] 1:02:00
14. Dorilla in Tempe RV 709 [3. Allegro] 1:06:53

aria dal primo atto delle Nozze di Figaro di Mozart- librettista Lorenzo Da Ponte

Non più andrai, farfallone amoroso,
notte e giorno d’intorno girando;
delle belle turbando il riposo
Narcisetto, Adoncino d’amor.

Non più avrai questi bei pennacchini,
quel cappello leggero e galante,
quella chioma, quell’aria brillante,
quel vermiglio donnesco color.

Tra guerrieri, poffar Bacco!
Gran mustacchi, stretto sacco.
Schioppo in spalla, sciabla al fianco,
collo dritto, muso franco,
un gran casco, o un gran turbante,
molto onor, poco contante!

Ed invece del fandango,
una marcia per il fango.
Per montagne, per valloni,
con le nevi ed i sollioni.
Al concerto di tromboni,
di bombarde, di cannoni,
che le palle in tutti i tuoni
all’orecchio fan fischiar.
Cherubino alla vittoria:
alla gloria militar!

curiosità:  nella versione praghese il recitativo di Figaro che precede immediatamente quest’aria era più lungo ed elaborato:

“Ehi, sor paggio!
Oh, perdoni: sbagliai. Sor capitano!
Ora si cangia la sua paggeria
in uffiziale di cavalleria.
Oh, che bel militar!
Gran figura vuol fare,
sbarbato, profumato e disinvolto.
Ma a quel leggiadro volto
or convien cera brusca ed occhio fiero:
non sei più ganimede, or sei guerriero!”

” ‘A vucchella”, G.D’Annunzio – F.P. Tosti – dalla voce di Franco Corelli

Sì, comm’a nu sciorillo
tu tiene na vucchella
nu poco pocorillo appassuliatella.
Meh, dammillo, dammillo,
– è comm’a na rusella –
dammillo nu vasillo,
dammillo, Cannetella!
Dammillo e pigliatillo,
nu vaso piccerillo
comm’a chesta vucchella,
che pare na rusella
nu poco pocorillo appassuliatella.

Compositori: FRANCESCO PAOLO TOSTI / LORIN MAAZEL / GABRIELE D’ANNUNZIO

“Le crépuscule” aria da camera – Gaetano Donizetti (1797 – 1848)

dalla voce indimenticabile di Giuny Russo

L’aube naît et ta porte est close
Oh ma belle, pourquoi sommeiller?
À l’heure où s’éveille la rose
Ne vas-tu pas te réveiller?
Oh ma charmante
Écoute ici
L’amant qui chante
Et pleure aussi
Oh ma charmante écoute ici
L’amant qui chante et pleure aussi
L’amant qui chante et pleure aussi
Toute frappe à ta porte bénie
L’aurore dit: je suis le jour
L’oiseau dit: je suis l’armonie
Et mon coeur dit: je suis l’amour
Oh ma charmante écoute ici
L’amant qui chante et pleure aussi
Oh ma charmante écoute ici
L’amant qui chante et pleure aussi
L’amant qui chante et pleure aussi
Je t’adore ange, ange, je t’aime femme
Dieu qui pour toi m’a complété
A fait mon amour pour ton âme
Et mon regard pour ta beauté
Oh ma charmante écoute ici
L’amant qui chante et pleure aussi
Oh ma charmante écoute ici
L’amant qui chante et pleure aussi
L’amant qui chante et pleure aussi

dall’album di Giuni Russo “A Casa Di Ida Rubinstein” album pubblicato nel novembre del 1988 dall’etichetta “L’Ottava” (distribuzione EMI), di proprietà di Franco Battiato.