Le tentazioni di Sant’Antonio

Diversi sono i pittori che si sono cimentati nel  raffigurare la Tentazione di Sant’Antonio, il richiamo demoniaco alla lussuria, alla ricerca del piacere carnale. Rappresentazioni classiche o surreali, è comunque interessante vedere come nei diversi periodi storici e attraverso le diverse correnti artistiche si è interpretato questo tema. Naturalmente per questione di spazio non posso inserirle tutte, la mia selezione segue il criterio del gusto personale.

Matheus Van Helmont
La tentazione di Sant Antonio di Matheus Van Helmont (1623-1674, Belgium).JPG

Pieter Huys, dettaglio
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Hieronymus Bosh, dettaglio
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Giambattista Tiepolo
Giambattista Tiepolo Tentazione di Sant’Antonio.jpg

Giovanni Girolamo Savoldo
Giovanni Girolamo Savoldo il tormento di sant antonio.jpg

Bernardo Parentino
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Giulio Cesare Procaccini
Giulio Cesare Procaccini Tentazione di Sant'Antonio olio su tela.jpg

Cezanne
Cezanne, La tentazione di Sant'Antonio [1].jpg

Salvador Dali
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Diego Rivera
The Temptations of Saint Anthony, 1947, Diego Rivera.jpg

Domenico Morelli
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Giorgio Dante
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L’arte di Joshua Burbank

Ho scoperto nelle mie scorribande per il web Joshua Burbank, un artista californiano nato nel 1968 che utilizza una tecnica mista collage + acrilici + gommalacca per creare le sue composizioni accattivanti, dai colori caldi e variegati; alcuni ritratti sembrano ispirati a dei classici rinascimentali, anche se lui dice di ispirarsi molto alle moderne pubblicità di shampoo o altri prodotti per poi rivoluzionarle in qualcosa di più classico. Il risultato mi pare comunque interessante.

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Ethel Leontine Gabain (1883-1950)

Dedico questo spazio ad alcune opere dell’artista franco inglese Ethel Leontine Gabain, vissuta tra il 1883 e il 1950, moglie del pittore John Copley, sinora a me rimasta sconosciuta. Come spesso avviene, mi è capitato sotto gli occhi un dipinto che mi ha invitata ad iniziare la ricerca di altri lavori. Oltre ai ritratti ha dipinto anche paesaggi e nature morte, ma nel caso specifico ho scelto di proporre questi che seguono in quanto accomunati da un filo conduttore particolare: sono tutti ritratti di donne dai volti malinconici, dai colori romantici, tenui, mai chiassosi anche quando c’è qualche nota di colore più vivo. Per queste sue rappresentazioni si è avvalsa prevalentemente della stessa modella, Carmen Watson, che ha posato per lei più di sessanta volte.

La prima immagine è la foto dell’artista.

Portrait of Ethel Gabain - Private Collection

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(c) Peter Copley; Supplied by The Public Catalogue Foundation

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Ethel Léontine Gabain (1883-1950) la ninfaEthel Léontine Gabain (1883-1950)7957dc09b247e7323d0fe4db3be56048c

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Giacomo Grosso alla Pinacoteca Albertina

Giacomo Grosso

Giacomo Grosso ( 1860 –  1938) “La Ninfea”, 1907

Giacomo Grosso fu un artista purtroppo già dimenticato nell’immediato dopoguerra sia dai collezionisti che dalla critica che per un certo periodo lo snobbò, tuttavia resta uno dei rappresentanti di maggiore  importanza nella pittura italiana nel passaggio tra ‘800 e ‘900, quando maturò successi a Parigi e Vienna e nelle varie esposizioni internazionali. Fu rivalutato per fortuna  dopo la mostra alla Promotrice di Torino nel 1990 ; la pittura di Grosso mette in risalto  il suo senso assoluto per il colore, la sua abilità ritrattistica nel definire con gusto anche i dettagli scenografici ed è un inno alla bellezza della natura osservata e dipinta in tutte le sue espressioni. Lo portarono al successo internazionale queste innate doti pittoriche con cui diede un’impronta personale ai volti, ai corpi fasciati dai vestiti sontuosi , ed anche ai  nudi sensuali e voluttuosi, ai paesaggi come ai fiori e alle nature morte. Questa occasione  che si presenta nelle prossime settimane  a Torino credo sia da non perdere per riscoprire questo artista dal carattere complesso e provocatorio che ricoprì anche la carica di senatore del Regno.

http://www.pinacotecalbertina.it/dal-28-settembre-la-grande-mostra-di-giacomo-grosso/

La natura misteriosa di Alice Brasser

Alcune opere dell’artista olandese Alice Brasser, nata nel 1965 ad Alkmaar.
Mi sono particolarmente piaciute per la tavolozza con cui dà vita a una natura misteriosa, a scenari campestri e notturni illuminati da una luce irreale a tratti quasi fluorescente. Coraggiosi accostamenti di blu e neri, rosso e indaco, trasformano la realtà in una rappresentazione surreale, quasi in uno sconvolgimento dei codici dei colori primari, che offre un risultato accattivante e originale, dal colpo d’occhio immediato e di grande effetto anche a distanza.

Per chi ha piacere di  approfondire, qui il suo sito: http://www.alicebrasser.com/

 

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Igor Morski

Eccoci giunti  al fine settimana: voglia di immersione nella natura, di vagare con la mente per luoghi di pace ove la fantasia ha grande spazio e si riesce a staccare con la routine del quotidiano. Certamente qualche bella passeggiata ristoratrice nella frescura di un bosco è l’ideale; per chi ha la fortuna di risiedere o raggiungere una città di mare non ci sono problemi per immergersi tra le rilassanti onde estive.
Anche le pagine del blog hanno bisogno di respiro, dunque nulla di meglio delle opere di Igor Morski, nato in Polonia nel 1960, illustratore di riviste , designer, pittore surrealista, i cui lavori sono in parte frutto di una personalissima visione della natura ispirata alla composizione-collage dell’Arcimboldo, in parte intrise di inquietudine e paura secondo una visione più vicina a quella di Magritte.
Tra gli anni ’80 e primi anni ’90 ha creato scenografie per il teatro e televisione per la pubblica tv polacca.
Lavora su supporti in grafica mista, basata principalmente sulla manipolazione di foto o disegno, anche in 3D. Non so a voi ma questo mix tra realtà e fantasia a me piace molto.  Per chi è interessato ad altri suoi lavori lascio il link del sito:

http://www.igor.morski.pl/work/
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La Sicilia vista da John Picking

Condivido l’interessante articolo de l’ Inchiestasicilia sulla pittura di John Picking, artista britannico il cui sito personale è a quest’altro indirizzo: http://www.johnpicking.com/versione%20italiana/Introduzione.htm

http://www.inchiestasicilia.com/2017/05/05/la-sicilia-di-john-picking-dallalto-visioni-e-mito/

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Goxwa Borg e il fascino degli antichi affreschi

Goxwa Borg è nata a La Valletta, Malta, nel 1961. Ha iniziato a dipingere in giovanissima età e le sue opere sfidano ogni classificazione.
Nell’isola del Mediterraneo a poche miglia dalla Sicilia, la vita della bambina è scorsa come quella di tante sue coetanee ma anche negli ambienti di un teatro cabaret situato vicino al porto di La Valletta e gestito dai suoi genitori. Nella sua famiglia non mancano gli artisti, tra questi, un violinista, un poeta, un conduttore e un prozio che ama disegnare sui muri, cui la bimba spesso si ispira affascinata.
Viene punita più volte alla scuola d’arte che frequenta una volta alla settimana; a lei piace disegnare ritratti e figure fantastiche, cose che il suo insegnante le ha vietato, alla sua età dovrebbe limitarsi alle nature morte; anche un giorno quando tenta di disegnare il volto della madre viene ripresa. Un giorno sfidando il divieto del padre, Goxwa si intrufola nella cantina della taverna, e nella semioscurità le pareti della cantina d’incanto si animano come sotto l’influenza di una lanterna magica, lei immagina volti e figure varie, visioni che nascono dietro una fertile mente ed in questo è molto diversa dal resto dei suoi fratelli. Ha una fantasia smisurata e un desiderio di libertà; da quando ha visto Oliver Twist al cinema sogna i viaggi, la neve, la luce che non conosce, e nell’adolescenza accresce questo suo desiderio tanto da esser quasi terrorizzata dall’idea di uno scontato banale futuro nell’isola maltese. A 19 anni aiutata da un amico che gli offre un’opportunità per raggiungere la capitale britannica lascia la sua isola per le rive del Tamigi.
Per mantenersi in autonomia fa lavori saltuari e per i suoi lavori artistici opta solo per carta e penna, perchè non può permettersi i colori, troppo costosi.
L’ottenimento di una borsa di studio la porta a trascorrere un periodo in Virginia. E lì fa una scoperta che cambierà per sempre il suo stile: la cera. Impara a mescolare la cera con pittura ad olio e lavorare tutto su carta, poi con aggiunta di medium inizia a creare sulle pareti i sogni della sua infanzia, volti figure ed oggetti volutamente sfocati. Nel 1995, ottiene un altra borsa di studio che le permette di trascorrere otto mesi a Parigi dove spera in incontri con altri artisti e in un luogo per mostrare i suoi lavori; quando incontra lo scrittore Robert Wernick, che non solo diventa un amico leale, ma le affitta una bottega nel quartiere XIV inizia ad avere concrete soddisfazioni e successo.
Goxwa si ispira all’affresco antico pur se i suoi dipinti hanno un aspetto molto contemporaneo; esplora tutti i generi, ma tutti i suoi dipinti hanno lo stesso elemento di mistero e di intrigo mescolato alla vivacità di colori che richiamano l’antica arte mediterranea. La sua tecnica si affina, crea splendidi effetti con la miscela a base di cera e olio di non facile utilizzo poichè richiede velocità di esecuzione in quanto la vernice si asciuga rapidamente. La fortuna inizia alla galleria Felli a Parigi, in seguito; nel 2003 un collezionista e mercante americano, Bertrand Delacroix porta con sé quattordici dei suoi quadri da mostrare ai propri clienti di New York; li vende e le organizza pochi mesi dopo una “mostra personale” nella sua galleria di Soho.
Il 2003 è un’anno importante per Goxwa anche per l’ incontro con Melissia, una bimba di 9 anni che vive nel suo palazzo, che diviene sua modella per otto anni, alla cui bellezza dedica una serie di ritratti in una gamma infinita di espressioni. E da qui in poi parlano le sue opere.

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