ritrovarsi

Un bacio domandava
l’altro rispondeva…
Quesiti nati risolti,
la bella estate
aprì le braccia
scombinando i capelli,
gustò latte materno
si ubriacò di sguardi.
Ondulando a risacca
l’anima nuda,
il corpo sommerso
in un po’ d’indecenza.

Daniela Cerrato

© Eric G. Rose photo

© Eric G. Rose photo

 

serale

Non potrei amare il profumo delle rose
non tollerando le spine
Ci sono cieli senza tramonto
che recano ugualmente  notte,
soffocano caldo e impotenza
a evadere distanza.
Un vento infido inveisce
sui petali più esposti
alle perfidie umane.
Da gettare due vuoti a perdere,
nessun messaggio in bottiglia.

-Daniela Cerrato

“Wedding of heaven and hell”, dipinto di Roberto Ferri

Wedding of heaven and hell, Roberto Ferri

 

Come da un’altra terra, di Maria Allo

Come da un’altra terra

Non c’è riparo ai colpi
se nuda la vita con i piedi
nell’erba la senti slittare
tra le nebbie…
Se con occhi arrossati
annoti di silenzio la pelle
mentre sotto le dita
il pantano umano
ti inchioda spine sul petto.
Solo lo sguardo di rondine
in volo col fiato di un dio
oltre la notte
avanza con più calda luce
fino a saperti terra
come da un’altra terra
per troppo ardore.

di Maria Allo. Per Sua gentile concessione

Poesie di Flavio Almerighi

Primo Giugno 2007

alcune cornici
sono fondi di lanterna magica
le cui valli stringono forte
monti innevati
che un tempo ero anch’io,
schiacciati tra turbolenza e nulla.

Fui poi acqua, seme
idea caduta dai ginocchi,
ma sempre ho pensato gli anni
un tiepido fondovalle
che ride e attende
dopo molti passi.

 

Quattro Febbraio 2007

credo al capolinea,
che in linea d’aria saranno pochi metri
da qui al nostro letto intimo e prezioso,
pura entità in viaggio a briglia sciolta
verso sud,
si chiama nostalgia furente d’utero materno,

la penso amore, forse sì,
è apparenza robusta il temporale
su cuori disboscati, magnifico idroscalo,
dove è posa stare male
cercando un altro incesto.


Trenta Dicembre 1845

I mendicanti mostrano
carrelli tutti uguali,
trafficanti di pioggia
smacchiano griffe agli ombrelli,
il frastuono dilegua
ogni capacità d’opposizione.
E la ragazza corre,
incontra mangiafuoco e panciavuota
senza sapere chi sono,
ma non cambia niente,
ha perduto sua madre da settimane.
Adesso è un po’ tardi
e il fornelletto spento,
ma m’imbarazza il volto
in cui mi hanno sepolto.


Ventiquattro Aprile 1983

invece un orto
segreto e confitto
di matite in cemento,
dove aver nome
è lusso tra l’erba
incognita e gatta.

Limbo segreto
di preti atterriti
coi profili autunnali
deformi e finiti
al pensiero
di piccoli che
non sono mai nati.

Odio senz’acqua
a quel luogo appartato,
piazzetta d’infamia,
come dire – la morte
non è più una livella,
ma interlinea staccata.

Selezione tratta da “Durante il dopocristo” di Flavio Almerighi, Ed. Tempo al Libro, 2008

Nell’immagine frammenti dell’affresco ( 1532/34) “La Vergine in trono col Bambino che tiene una rondinella nella mano sinistra” attribuito a Girolamo da Treviso il Giovane, sito sulla parete del presbiterio della Chiesa di San Sebastiano, a Castel Bolognese (Ra)

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gelè rosa

Si spaccarono indugi,
dal duro quarzo
sbocciò rodocrosite
tenera come lampone gelè,
nel palato divenne caramella.
Zuccherino assaggio
che divenne poi pasto,
pane sacro quotidiano
promessa vellutata tinta
di ametista. Bellezza
si rinnova in ogni istante
nei passaggi di sospiri,
fra le dita intrecciate
che saldano il presente
inanellando il futuro.

– Daniela Cerrato

Nota: La rodocrosite fa parte del gruppo della calcite, è un carbonato color lampone che si forma all’interno dei giacimenti di solfuri. In cristalloterapia  la sua energia è tenera, conforta e lenisce l’animo scosso, le sue vibrazioni sono di pace e guarigione.

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Guarda

Nell’accordo di silenzio
guardami
e poi guardati,
stupisciti di noi,
di questa stagione fertile
del tuo sorriso riflesso,
del papavero nato tra stoppe
e canne cresciute spontanee.
Hai petali delicati
timidi e fragili come le dita
quando mi sfiorano tremanti,
la vampa del sole torrido
sulla meridiana del mezzodì.
Guarda le nuvole, titubano
sul da farsi, forse pioverà,
ritiro le viole, sono delicate,
sospiro che non trattengo.

-Daniela Cerrato

muta agonìa

Ristagna tristezza
su muri d’ortiche
nessuna margherita cresce libera.
Piaghe di tristezza, affondate
nelle dune aride e sterili
che precedono altre dune,
non sentire il dolore
per assuefazione.
Si perde contatto
col proprio battito,
si pensa alla fine
ma il purgatorio non è eterno.
Ci sarà pure l’inferno
o sublime paradiso.

– Daniela Cerrato

dipinto di Shelby McQuilkin.

Shelby McQuilkin.

vecchio film

Fotogrammi in celluloide
virarono ossidandosi,
non raccolsi contenuti
tra subdole parentesi.
Il nastro non lo riavvolsi
mi bastò la prima visione
per liberare il posto,
gettate le chiavi
restò un cinema vuoto.

– Daniela Cerrato

Photo by Elliott Kaufman “Rewind”

Elliott Kaufman Rewind