Rapimento ed estasi (Rapture and ecstasy)

La mente s’estrania dalle prime note
nei chiaro scuri d’effetti sonori
passando per suoni puliti, distorsioni modulate,
vividi accenti acuti, taglienti come puri diamanti,
incalzanti accordi, ascendenti sino a deflagrazione sottopelle,
nasce il sogno nebuloso su psichedeliche frequenze
indirizzate verso vibrazioni  di cosmico orgasmo,
un volo su ali piumate trasparenti, impalpabili
in traiettorie fluorescenti, un vortice che s’espande
come occhio di ciclone la cui forza m’inghiotte
nel virtuosismo strumentale, subliminale…
quando l’assolo si smorza come climax che s’acquieta
mi muovo nel trabecolato grigioazzurro dei tuoi occhi
e  mentre delle ultime note odo la raggiunta meta
mi sento pizzicar dalle tue dita, come corda che tu tocchi.

– Daniela Cerrato

RAPTURE AND ECSTASY

The mind is estranged from the first notes
in the light and dark of sound effects
passing through clean sounds, modulated distortions,
vivid, sharp accents like pure hard diamonds,
pressing ascending agreements, deflagration under the skin,
the nebulous dream is born about psychedelic frequencies
directed towards unknown passages of cosmic orgasm,
a flight on transparent feathered wings
in fluorescent trajectories, an expanding vortex
like  a storm eye whose force swallows me
with instrumental  subliminal virtuosity
and when the solo subsides like a climax that  gets dampened
I move in the blue-gray trajectory of your eyes
and while I hear the last notes of  the goal you’re reaching
I feel a pinch from your fingers, like a string that you touch.

– Daniela Cerrato

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Haiga 19.4

Vive onde blu
mi fanno da cappello.
Marea s’alza,
copre corpo intero
di flutti prigioniero.

-Daniela Cerrato

© Peter Basch  Photo,Femme portant une vague”

À partir d’une photo de Peter Basch - jacques dor Femme portant une vague.jpg

Frammenti

Padre tempo e madre storia
hanno sottratto tasselli
all’interezza del mio corpo,
nei asportati dalla materia
trasformata in cromatico mosaico
e il disegno ancora non torna;
pur se provo più volte a ricomporre
mischiando le tessere con pazienza
per celare di mancanze l’eccedenza,
in questa danza di poveri frammenti
odo solo degli antichi Dei i lamenti.

– Daniela Cerrato

mosaico greco.jpg

Inganno

C’è un codice d’accesso per entrare
nell’orto in cui si coltivano i sogni,
preparami un solco per semi di sorrisi
altri per poi cogliere baci e carezze,
ma anche delusioni tra scrosci di silenzi
neri umori tra un grandinare d’indifferenza,
certo di sicuro arriverà poi un nuovo sole
che aprirà finestre di sereno in apparenza;
perchè quando i miei occhi ritrovano i tuoi,
le mani si incollano a combaciare palmi e dita
e le labbra si protendono per sublime contatto,
col fiato caldo dei nostri sospiri presto s’appanna
la trasparenza del cristallo che sempre inganna,
infido confine che tra noi mai s’infrange, e si tange
la sensazione che il sogno non sia sempre diletto
ma del destino talvolta uno spregevole dispetto.

– Daniela Cerrato

Guerra

Cieli scuri, giorni uguali a notti
la ferocia non si placa sulla Terra
sventrate le città di cui resta
null’altro che polvere e brandelli
di vite spente da morte senza falce.
Crimini annunciati, insaziabile ferocia,
quanto sangue ancora spargerà la follia,
la forza annulla ogni briciola d’umanità
del vicino le armi nessuno tollera
ma ognuno si vanta di averne in quantità.
Quanti bambini orfani di futuri sorrisi
quanti corpi dilaniati senza un nome,
– sui civili si fa strage ad occhi chiusi –
quante Guernica ancora da dipingere
per quantità d’orrori la tela più non basterà.

– Daniela Cerrato
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Pablo Picasso, Guernica, 1937. Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía

Chi nacque prima…

Uomo e donna, poli opposti
energia a completare
se invertiti i posti
c’è sempre contatto bipolare
ma quanta fatica far accettare
che tutto funziona nei due versi
senza preconcetti che a dirsi
sono preistorico argomentare.

– Daniela Cerrato

Man and woman”, 1927, Pablo Picasso

Man and woman, 1927, Pablo Picasso.jpg

Divagando

L’animo fluttuante come  farfalla
raccoglie estreme delicatezze
nella più dolce delle penombre,
capta microscopiche pagliuzze
che volano tra spifferi di luce,
sofficità spesso dimenticate
catturate con la rete d’un istante
nel tondo pieno delle pupille
prima di posarsi con altro accento
su altre realtà che han passo greve.

-Daniela Cerrato

Photo by © Jaroslav Rössler

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