e quel profumo di terra…

Corolle di un rosa spavaldo
mostrano la piena veste di colore
sbocciate tra raggi e pioggia
tra il sentore dell’umida terra
che la mano afferra e odora,
s’accende il bizzarro desiderio
di assaggiarla, saziandosi
di sua fertilità, di sua forza,
appropriarsi di sua scorza
infinitamente generosa, sposa
sorella e madre sempre gravida
di vita ciclica che morte interseca.

– Daniela Cerrato

“Wild roses” foto di Paul Militaru  (https://photopaulm.com/2018/07/16/wild-roses-23/ )

wild-roses1.jpg

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Contatto muto

Hai mai udito la voce delle stelle?
hanno un linguaggio muto, universale,
un alfabeto astrale senza consonanti
nè vocali, si espande nel fitto cosmo
come eco melodiosa, ognuna il suo suono
e nel loro brillare è impresso un sorriso
così che tu sappia, che se non hai colto
il loro fiato, le puoi ammirare con occhi
disposti a loro meraviglia, col tuo silenzio
coglierne l’incanto, chè tutto ciò che s’ama
non sempre ha una facile decodifica d’intesa.

  • Daniela Cerrato

Teste rosse

Incandescente la pietra del davanzale
su cui la pioggia diviene vapore istantaneo
le teste rosse dei gerani rinvigoriscono,
quasi impercettibile il loro profumo,
le nubi si aprono e più non minacciano.
Peccato, la mia mente rimane orfana
di uno scroscio vigoroso, getto allegro
battente sulla polverosa tristezza
che resiste come questo caldo africano.
La sera va, la notte ha già tesa la sua mano.
– Daniela Cerrato

Haiga (La Speranza)

La Speranza è cieca come l’amore
non si sente mai vinta, non dispera,
s’affida all’ultima corda della lira
e chiede al vento di amplificar la nota,
la medesima ripetuta come una tiritera
incessante, suonata da tempra tenace,
chè nel sentirsi arresa non si darebbe pace.

– Daniela Cerrato

dipinto di George Frederic Watts, “Hope”, 1866

George Frederic Watts, Hope, 1866.jpg

Vita consumata

Quattro centimetri di lapis, mina azzurro medio,
la marca più non si legge, mangiata dal temperino,
mingherlino ti ritrovo solitario mozzicone
parte d’una serie disfatta di fiammanti colori
rimasto solo in una scatola  a  grandi fiori .
D’arte primigenia rechi ancora il profumo
quando il disegno era anche scacciapensieri
di una bimba dai mille desideri che coi segni
creava vastità di cielo e mare tratteggiati.
Quante volte le labbra socchiuse avrai solleticato
per sfizio, in frammenti di tempo pensierosi
persi per viaggi fantasiosi in realtà astratte,
prima di sfogare l’impeto sul foglio pronto
a raccogliere idee, ora normali ora bislacche.
Chissà da quanto attendi il tuo ritrovamento
per sorprendere i miei ricordi secretati,
polverizzata è la tua mina come gli anni miei
fuggiti per incanto, sei simpatico moncone
di fanciullezza corsa via in quei disegni
che sporcavano di vita le dita e anche i panni.

Daniela Cerrato

Mondo straniero

Navigare controvoglia in un mondo straniero
ove tutto è contrario ai propri ideali
rende fiacco e timido anche il pensiero
travolto da ben altri venti di maestrali.
Non si fa più tagliente, non morde il dente
nella coriacea pelle del non senso
l’animo si fa cupo, di tristezza denso
e cede il passo a una temporanea letargìa
con aperta speranza a che s’apra nuova via.
– Daniela Cerrato

Desiderio

La sera risucchia il giorno
e il suo rorido incarnato,
desiderio avrei di un vento
che scapigli e sferzi il viso
che serri le palpebre e sollevi
il corpo dalla gravità pesante,
una violenza gentile che trasporti
come ala di velivolo su in alto,
dove i pensieri faticano ad uscire
perchè tutto è diretto al guardo.
E in quota dove gli uccelli non arrivano
attenderei la notte nella sua veste scura
fluttuando tra le stelle come corpo perso
che galleggia nell’universo senza premura.

-Daniela Cerrato

Sovraccarico

Il fastidio incombe, ronza la mente
che alacremente lavora a sbafo
neppur su richiesta s’arresta, crumira
senza compenso, è continuo brusìo
come serraglio di brulicanti favi,
non dà pace ai nervi lesi
mai distesi, neppur la notte,
e giù a tirare botte al cuscino
sballottato intruso, scaraventato
come patata bollente, irriverente
l’alba si desta in rosea tenue cromìa,
per alcuni è magia pur la sfera giottesca
che si leva imperiale in dorata veste,
per me è bubbonica peste e la penombra pìa
difende sin che può la natura vampiresca.

Daniela Cerrato