disgregazione

Amore a morsi fuggevoli,
scomposta tela di Klee
in frammenti disgiunti,
lampi di colore guizzano
tra le fessure di spazi
corrosi dalla voracità
di tetri ingranaggi letali,
febbrili passioni soffocano
nelle mancanze di libertà
che sono cancrena. È pena
sapere di pulsioni svanite
nascendo, spegnere l’istinto
per crono impedimento,
ferirsi col bacio non dato
lasciato appeso al caso,
rinviare un fissato incontro
per una priorità che chiama.
Sempre questa lama del tempo
spada di damocle incombente,
fetente quanto inopportuna,
che fortuna quando spensierato
l’amore era a lento rilascio,
senza picchi senza ammanchi
farlo finchè non si era stanchi.

  • Daniela Cerrato
Annunci

orizzonti

avremmo comunque ali sfatte
dall’indolenza, rattrappite
da cadaverica apatìa, un urlo
disperato ricacciato in gola
merita liberazione, alziamo teste
e dorsi curvi, solleviamo braccia
il volo di Icaro sia spinta
irragionevole verso un rosso
acceso sdoganato dal tramonto,
meno letale di questa palude
in cui non tornerà mai il sole,
dove l’anima pian piano muore
senza aver marcato sua presenza

– Daniela Cerrato

Icarus, Odilon RedonIcarus, Odilon Redon.jpg

favola non è


nessuno si ama più di loro
che fingono distanze abissali,
si legge nei tatuaggi di parole
affiorate a pelo d’acqua, nelle
risposte senza domande, sottintesi
che riprendono omissioni. Sorrido
di tenerezza, ogni vuoto è carezza,
per quanto si autoconvinca morta
un’erculea forza li mantiene uniti.
cosmica legge pure io te lo chiedo
certi cuori infranti vanno ricostruiti.

  • Daniela Cerrato

punti di sospensione

Volgi la schiena al sole
per le ultime carezze
l’oro calato a terra umida
appassirà per suprema legge
nessuna ribellione ma un canto
di lode all’autunno si eleva
dai tuoi margini ritorti.
clorofilla azzerata in manciate
di settimane, spartane le regole
esistenziali dure e indiscutibili,
noi creature mortali ci somigliamo
punti di sospensione senza virgole.
– Daniela Cerrato

“Yellow among rust” foto di Paul Militaru (https://photopaulm.com/2019/10/11/yellow-among-rust/)

yellow-among-rust.jpg

still life

Sfiorite chiome stinte di ottuagenarie rugose
siedono sulle panchine al sole a raccontare ricordi
profumati di seduzioni e innamoramenti, d’acciacchi
e malcontenti su nipoti e figli ingrati, di gelati
che non hanno più il sapore di una volta, di mani
doloranti e dita ossute, allibite dai tempi moderni
“…chè quand’ero giovane certe cose…”, vecchie spose
vedove rassegnate alla solitudine, condivise nel fare
spesa quando il mercato chiude e si svende. S’arrende
dinanzi a loro il tempo, meravigliato da quel sorriso
senza età da fare invidia alla mia più giovane tristezza.
– Daniela Cerrato

Still life with roses, Giovanni BoldiniStill Life with Rose, Giovanni Boldini.jpg

visioni

Visioni penetrano dalle pupille
dilatate e allucinate dal colore
plasmato, cera liquida che cola
sulle pareti della monotonia.
divampa il flusso sanguigno
al pari di un falò tribale
ove tamburi assordano il battito
del cuore che fibrilla in gabbia.
– Daniela Cerrato

Oriental Poppies II, Georgia O’Keeffe
Oriental Poppies II, Georgia O'Keeffe.jpg

inquina-menti

Si inquinano i pensieri mettendoli a contatto,
l’aria malsana annerisce le trasparenze
mutando il senso dell’esistenza. I veri peccati
non sono da assolvere, devono restare visibili
sulla carne straziata messa a nudo a esempio.
Manigoldo l’abisso di silenzio che sotterra
le colpe, indegno il vivere di falso, si scava
la fossa a chi lancia un sasso nell’acqua
mentre umanità impunita avvelena le specie.

– Daniela Cerrato

Lei…

Anima indurita, cristallo temperato
fragile nei sogni schiva realtà,
la saturazione non lascia spazio
neppure al tormento. L’imperfezione
del creato ha sfiancato docili reni,
l’umanità ha colpe ormai impunite.
Ora regge il silenzio quando è buono
e scavalca la parola sconsiderata,

così l’ho trovata, così l’ho lasciata
mentre un abbraccio non dato  mi usciva …
– Daniela Cerrato

Un chimico, Fabrizio De André

Solo la morte m’ha portato in collina
Un corpo fra i tanti a dar fosforo all’aria
Per bivacchi di fuochi che dicono fatui
Che non lasciano cenere, non sciolgon la brina
Solo la morte m’ha portato in collina
Da chimico un giorno avevo il potere
Di sposar gli elementi e farli reagire
Ma gli uomini mai mi riuscì di capire
Perché si combinassero attraverso l’amore
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore
Guardate il sorriso guardate il colore
Come giocan sul viso di chi cerca l’amore
Ma lo stesso sorriso lo stesso colore
Dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore
Dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore
È strano andarsene senza soffrire
Senza un volto di donna da dover ricordare
Ma è forse diverso il vostro morire
Voi che uscite all’amore che cedete all’aprile
Cosa c’è di diverso nel vostro morire
Primavera non bussa, lei entra sicura
Come il fumo lei penetra in ogni fessura
Ha le labbra di carne, i capelli di grano
Che paura, che voglia che ti prenda per mano
Che paura, che voglia che ti porti lontano
Ma guardate l’idrogeno tacere nel mare
Guardate l’ossigeno al suo fianco dormire
Soltanto una legge che io riesco a capire
Ha potuto sposarli senza farli scoppiare
Soltanto la legge che io riesco a capire
Fui chimico e, no, non mi volli sposare
Non sapevo con chi e chi avrei generato
Son morto in un esperimento sbagliato
Proprio come gli idioti che muoion d’amore
E qualcuno dirà che c’è un modo migliore

di Fabrizio de Andre / Nicola Piovani
da “Non al denaro non all’amore né al cielo”

NOTA:
«Avrò avuto diciott’anni quando ho letto Spoon River. Mi era piaciuto, forse perché in quei personaggi trovavo qualcosa di me. Nel disco si parla di vizi e virtù: è chiaro che la virtù mi interessa di meno, perché non va migliorata. Invece il vizio lo si può migliorare: solo così un discorso può essere produttivo.»
Fabrizio De André intervistato da Fernanda Pivano, parole riportate sul retro di copertina dell’album)