lei canta

Lei canta ed io, ancora immersa nel tepore
della notte, l’ascolto. A braccio di ferro
vince la pigrizia, anche sui pensieri
che al mattino sfornano qualche spunto
di scrittura.  Lei canta e la sua voce
cadenza una quasi cantilena, che sia
una tardiva ninna nanna lo spiegano
le palpebre che rispondono mantenendo
chiusura, rifiutando del giorno le molestie.
Lei canta e io ascolto la sua voce chiara
che fa da controcanto al mio pacato respiro,
vorrei poter ignorare i richiami che arrestano
questo stato di grazia, ben pochi ne restano…
Lei canta, diverrà monotono il suo vocalizzo
quando si ridurrà a stilla battente da grondaia.

– Daniela Cerrato

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mani disgiunte

ipocrisia in ogni preghiera che si forgia
su morte, beviamo da calici diversi,
la comunione è per chi di sangui e culti
non vede distinzione, incensano altari
su passioni costruite mentre il mondo
piange quotidiani morti senza motivo.
non m’inginocchio sulle rotule ma col cuore
senza cori e strette di mano a esortazione.
-Daniela Cerrato

assaggi di paradiso

Nei roseti ci sono assaggi di paradiso,
a uno a uno i boccioli si schiudono
ubriacando di profumo l’aria, insetti
richiamati posano le ali su sete rosa
e purpurei velluti, il tempo si arresta,
consente una tregua in armonia di forme
toni e fragranze, prendono le distanze
i quotidiani intralci all’estasi di vita,
visibilio certo cosciente di uno sfiorire
che avverrà, ma nel frattempo è sbornia
di contemplazione in una pace che astrae.

-Daniela Cerrato

“Pink Beauty” by Paul Militaru  from https://photopaulm.com/2019/04/20/pink-beauty-9/

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stoffa scarsa


Nessun sarto può imbastire amore
mancando la stoffa, il cartamodello
è disegno complesso, la velina logora
è ormai inservibile. Ciò che cestino
è un progetto neppure mio, lasciato
su ipotetico tavolino infiocchettato
come dono del cielo a cercare mano.
Il cuore artigiano ci ha messo filo
e tempo, s’è accorto dell’impossibile
rinunciando. Forse è stoffa scarsa
anche per l’amicizia, tracce di nulla
restano sospese tra qualche parola gonfia
di adulazione e presunzione di unicità.
Buona fortuna, che il tuo ago
possa trovare sua ideale cruna.

– Daniela Cerrato

emozioni liquide

Fontane danzanti,  getti  slanciati e trionfali
espressioni liquide su tempi musicali
diafane etoiles di balletti notturni
scrosci illuminati colorati a turni,
dal blu all’indaco, dal rosso al giallo
con qualche pausa asciutta in intervallo
per poi sprigionare nuova forza in spinta.
Una folla attratta segue lo spettacolo, vinta
da magie d’acqua che come il fuoco ipnotizza
l’attenzione umana. La seduce e la paralizza.

– Daniela Cerrato

Foto di Paul Militaru, da https://photopaulm.com/2019/03/31/blue-light/

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parole, solo parole

A rileggere il detto e il taciuto
poco resta di ciò che non è stato
un tempo scorso tra l’illusione
che il testo diventasse canzone.
Parole rimbalzate su cuori di lattice
che non si lasciano più permeare
tornano libere, singolarmente,
in un dizionario da consultare.
Prima di farne ogni altro uso
meglio evitarne destino in abuso.

– Daniela Cerrato

Vincenzo Agnetti, Libro dimenticato a memoria, 1970

Vincenzo Agnetti, Libro dimenticato a memoria, 1970

la carne da sola non sazia

Non si fa predica, non c’è morale
è solo provata e privata convinzione
che è tarocco la luna venduta al mercato
e non è amore il sesso privato di condivisioni
di sole e fuori porta, di frizioni tra pelle e repiro.
Nel ritiro di un’oscura clandestinità ristagna
la volgarità del tempo ristretto,
frustrante, è coito interrotto a metà,
caffè riuscito slavato da una moka
caricata d’acqua ma irrisoria miscela.
L’analisi logica avviene soltanto
dopo aver ritentato la trasgressione,
un toccata e fuga dove neppure un nome
si pronuncia fra le risa e il pianto.
Indispensabile non il dove ma il come
la carne da sola non sazia, manca l’incanto.
(punto)

-Daniela Cerrato

vuoti di memoria

Vuoti di memoria, pagine rimosse
per pochi istanti o per sempre,
tenti di ripescarli e finisci
in un oceano di date e volti
sciupati dal tempo. Resta un nome
solitario, senza agganci precisi,
tutto si confonde nella palestra
delle onde cerebrali, difficile
orientarsi in quel galleggiare
di ritagli di fotografie sbiadite.
Se desisti, al primo rimescolìo
encefalico d’un non si sa quando
tutto si farà nitido. Forse.

– Daniela Cerrato

Pavel Filonov “Self portrait”, 1911
Self-portrait, 1911, Pavel Filonov.jpg

ècfrasis spazio-temporale

Millenarie colonne slanciate
frecce superstiti pronte a scoccare in cielo
evocano gloria ormai relegata a libri di storia.
A sdraiarsi supini fra le due file parallele
mozza il fiato sentirsi parte dell’infinito,
un luminoso corridoio  di via lattea
abbrevia le vie del tempo, la luna
mostra la gota adolescente, suoni di lire e sistri
s’odono in sonorità accompagnate da cori muti,
che sia ninna nanna o inno propiziatorio
è una magia cui la mente s’abbandona.
Appare una figura dalla testa felina nel deserto…
che sia Bastet, dea fra gli dei, non mi stupirei.

– Daniela Cerrato

(immagine da pinterest)

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laica vocazione

L’amore è laica vocazione
libertà dentro una gabbia
gioco ardito di passione
dialogo aperto, doppio binario
su cui corrono sacrificio e comprensione
è presenza che non disturba
assenza che non turba
è dolcezza che si scarta dopo un litigio,
gioco adulto, carne che s’accende
e si spegne in unisono calmo respiro.
Finchè il sogno non si spezza.
– Daniela Cerrato

Dipinto di Roberto Ferri – ‘Sigillum’

Roberto Ferri - ‘Sigillum’