è pieno giorno ma si può sognare

L’immaginazione può colorare una giornata spenta
sugli sfondi chiaroscuri del cielo,
prestidigitiamo con la complicità della luna
fattasi sfera fosforescente, in passaggi lenti,
aggraziati, formando parabole ampie.
Lanci e rilanci creano scie luminose iridescenti
simili a code di comete rilucenti, si lo so
è pieno giorno, ma si può sognare ad occhi aperti
senza assunzione di alcool o stupefacenti,
solo con la fantasia ch’è mai assopita
si vivacizza un noioso grigiore di giornata.

– Daniela Cerrato

Immagine by © Mari Feni photography
Mari Feni.jpg

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breve e senza titolo

L’amore ha i suoi tempi
necessita di senso unico,
non ammette ombre ed equivoci,
se non lo si può cullare
con simultanee voci
sfugge all’intento comune
e si oscura per i corridoi
di un altrove sconosciuto,
raramente viene recuperato
senza perdere il vivo smalto.

-Daniela Cerrato

il tuo ricordo ha il gusto di limone e salvia (dedicata a mia nonna)

Raccontavi senza nostalgie dei tristi tempi,
degli anni quaranta tu poco più che ventenne,
le iridi azzurre nel collo rialzato del paltò
la morbidezza della lanuggine di un copricapo
abbassato al limite d’una minima visuale,
camminavi altera affondando spesso nella neve
degli inverni che il lupo non si mangiava.
la sirena della fabbrica allertava il passo,
le patate lesse in ampie tasche distribuivano calore
alle tue mani sottili nascoste al gelo e tastavi
quel cibo di tempi in cui si faticava anche a dormire,
eppure la tempra giovane si doveva sfruttare.
Dicevi con piglio e sguardo severo di ciglio
– mica come adesso che il benessere fa lamentare
chi neppure immagina le veglie ai chiari di luna
nella paura d’un coprifuoco da guizzare veloci
lasciando tutto e niente e nel letto spente le braci.-
La magrezza e il tuo biondo capello ondulato
mi ritornano in mente con la tua voce un po’ roca
a tratti dolce o decisa come una limone e salvia,
caramella dura che succhiavi coi tuoi rari denti.
tu non lo sai ma qualche volta ne scarto ancora,
sempre uguale il sapore, identica carta le avvolge,
e sorrido quando penso a come sarebbe terribile e dura
la tua opinione sui tempi attuali e le disorientate bolge
per te che andavi fiera di un ideale e lo urlavi ai venti.

– Daniela Cerrato

le pale del vecchio mulino

In un rigore statico le pale del vecchio mulino
ferme in posizione della croce segnano la fronte
del cielo che riflette le sue tinte al tramonto,
altre energie hanno fermato il moto innocente
dei semplici ingranaggi che mai sparsero veleni
ma alle sue eliche la tecnologia ha messo i freni
e pare di sentire il suo nostalgico mesto pianto
accanto all’abbandono che gli si è creato vicino
.
– Daniela Cerrato

dipinto di Piet Mondrian
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quelle falene sempre presenti

Appena cacciate son già alle spalle
quelle falene che chiamiamo ossessioni,
ti inseguono ovunque nei circoli più soavi
della mente, si appostano dietro un anello
di quel labirinto intricato di sinapsi,
sanno che ti possono sorprendere in un attimo
di vuoto mentale, e si insinuano bastarde
a spezzare quel percorso abbozzato di pace,
così quel giardino virtuale di amenità barocche
architettato con paziente ricerca del bello
crolla e si disperde in una scia di fumo
con la rapidità di una cicca che si smorza,
tu rimani con le appiccicose idee persistenti
che distruggeresti ma non sai come. ed imprechi.

.Daniela Cerrato

dagli scranni sempre il solito bailamme

Non cerchiamo colpe fuori dalla storia,
siamo noi che conserviamo dei resti
d’ideologie a risvolti tragici,
anche se non si è nostalgici
abbiamo tarli che si riproducono,
pronipoti di folle facili al delirio.
Ora non c’è iperbole per lo scontento
si esponenzia da sè senza superlativi
evidenziato ogni giorno da qualche titolo
di giornale che dimezza verità e bugie,
da giornalisti servi e schiavi di un regime
che cambia volti ma conserva stesse radici.
E dagli scranni eletti  è identico bailamme
nel pensare tronfi di potere Veni vidi e vici.

  • Daniela Cerrato

Candore

Che c’è di perfetto e immacolato? anche il bianco
è spurio, ingrigito, ingiallito, anche la neve
quando cade è insozzata dal tragitto in discesa.
Il candore è solo nell’anima di un infante
che un adulto non ha ancora infettato col tocco
di chi in superbia crede di possedere la verità.

– Daniela Cerrato

tiepide visioni tra sbuffi di primi freddi

D’inverno una particolare luce compare
nei passaggi rapidi di strisciate di sole,
i toni caldi si ravvivano in parte e si crea
un gioco di riflessi dorati tra cupi colori.

sono scampoli ritagliati dall’autunno mite,
tiepide visioni tra sbuffi di primi freddi,
magie di un mezzodì quando la nebbia
libera i campi da umidore liberando i filari

di vite scarna e spoglia che tremando spera
ancora in qualche carezza del timido sole,
pur se non scalda  ha tocco gentile di fratello
che saluta la terra in un familiare incontro.

  • Daniela Cerrato

 

“Rolling Landscape in Winter”, Camille Pissarro
pissarro

natura viva, natura morta. sempre natura è…

Si autocelebra la natura nel suo essere armoniosa
maternalmente avvolgente per l’occhio che l’ammira
anche le pose casuali sembrano studiate con cura,
sicura di sè vanitosa e a ragione un po’ narcisa
con eleganza innata cuce originali vesti su misura
su ogni modello e per ogni stagione, e con un tocco
d’imperfezione rende perfetta ogni singola verzura
sì che non passi inosservata. Per ciò viene copiata.

  • Daniela Cerrato

dipinto di Chen Huimin

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