Mani di ninfa

Bianche mani di ninfa
emergono dall’acqua,
galleggiano aperte
a salutare il Sole.
Per amor suo
la bellezza immolata
venne inghiottita
dalle profondità lacustri
custodi di un tesoro
mai mostrato,
zavorra d’amore
da cui sbocciò
il candido fiore
che unicamente si apre
all’astro del giorno.
Daniela,ottobre 2015

Dipinto di Willard LeRoy Metcalf (1858-1925), “Ninfee” , 1905

Willard LeRoy Metcalf (1858-1925); Pond Lilies; 1905; Oil on canvas; Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas; 2010.12
Willard LeRoy Metcalf (1858-1925); Pond Lilies; 1905; Oil on canvas; Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas; 2010.12

Sfera imperfetta

Verde o paglierina
screziata o rossa come il sangue,
sei cristiano emblema del peccato
sfera imperfetta come il mondo
succosa e zuccherina
come sussurro d’innamorato.
Anima dal delicato profumo
sfoggi un corpo avvolto in toni
caldi ed accesi,tipici autunnali
risaltati da stanche foglie
ormai virate al giallo,
brillante ricordo di sole
di cui appari sazia.
Sovrana fra i frutti
troneggi su ogni desco
sia umile che sfarzoso,
sicuro e sano alimento
simbolo di buona salute;
bellezza mai sfiorita
semmai motivo di discordia,
quando di Paride fosti dono
ad Afrodite in dorato involucro
tra l’ira di  furibonde dee.
Ma gli albori della storia
già ti videro prediletta
Greci Celti e Bizantini
ti estimarono senza peccati
nella tua metamorfosi più fluida,
quel trasparente aureo sidro
caro al Cesare del romano impero.
Daniela,ottobre 2015

Artwork by Mihai Olteanu

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Appartenenza

Sono stretta appartenenza
a questa Terra generosa
dove assorbo e scarico energie
come una ciclica marea,
sono parte viva del pulsare comune
di un cuore immenso quanto il globo.
Vivo sotto e controvento
m’inquieto e mi calmo
come il cielo burrascoso
che ritorna sereno,
mi cibo e diverrò alimento
in un’ordine finito.
Mi riempio i pugni di sabbia
ne stringo forte la consistenza
che si va sbriciolando,
il naso inala terra e prato,
e ne distingue i profumi.
Considero vivi anche i sassi
rotolanti sotto il mio incedere,
ognuno con venature narranti
la sua origine e storia.
È un cosmo in perenne equilibrio
tra morte e rinascita
l’integrità reclama rispetto
anche al più esile filo d’erba
che con la sua essenza concorre
al presente e al futuro.

Daniela,26 settembre 2015

 

 

Emozioni e suggestioni

Le luci della notte
raddoppiano il fascino
del borgo antico,
attraverso un percorso
articolato da saliscendi
e arcate centenarie,
dove al chiaror di luna
si scorgono lunghe ombre
di alte mura in pietra
sul selciato a bassi gradoni.
Riecheggia nella mente
il suono di carri
di cavalli al galoppo
transitati nei secoli,
brusii e rumore di passi veloci
di persone avvolte in manti scuri;
sprazzi di vita lontana
visioni di un passato immaginario
ricostruito nei pensieri.
Alla luce del giorno
il luogo si colora di vita
e di rossi gerani che ricadono
dai davanzali delle finestre,
mostra la sua energia e bellezza
e diviene realtà pulsante
tra botteghe artigiane colme
di succulenti prodotti gastronomici
dove la gola sovrasta l’occhio.
C’è unicità anche nei volti sorridenti
di anziani seduti in piazza,
scrigni di aneddoti da raccontare
testimoni di storie vere o leggende,
ponti tra passato e futuro
in un presente che resiste
ai radicali mutamenti.
Daniela,22 settembre 2015

 

 

La magia della notte

Ora taci,
non spezzare
il silenzio
della placida notte,
a occhi chiusi
cerca l’argento
della luna antica
tra cui spuntano
pagliuzze dorate,
filamenti solari
persi nel cielo.
Lì si trovano
creature misteriose
adoratori di stelle,
pianeti lontani
e satelliti…
Saluta anche Themis
Europa,Callisto,
Ganimede,Amaltea
e tante altre lune
che come Selene
raccontano ai bimbi
sul finir del giorno
favole belle,
basta chiudere gli occhi
e lasciarsi cullare.
Spengo la luce,
dormo e attendo
che la magia abbia inizio.

Daniela,20 settembre 2015

 

 

Totale abbandono

Tutto è fatiscente
ombra tragica di un passato
ogni graffio è una lacrima
per l’impietoso abbandono,
cocci sparsi di storie
di cui tappezzerie lacerate
erano intrise.
Quasi indenne resiste
la solitaria tastiera
del pianoforte ferito,
nostalgica rimpiange
le flessuose agili dita
che l’accarezzavano ispirate
da melodie lasciate all’oblìo.
Daniela,16 settembre 2015

 

 

Lo spirito del monastero

Fra le mura del silenzio
v’è suggestione di echi
di cori gregoriani
orazioni, voci svanite nel tempo
sentore di misticismo
di incenso, di antico,
serenità e sacrificio
solitudine e rigore.
In penombra scrutano allineate
ambigue figure antropomorfe,
ognuna ha il suo mistero
un segreto custodito,
le ombre si allungano
come l’anima,che immersa
in questo luogo inabitato,
tende ad elevarsi.
Più avanti oltre il colonnato
risalta l’antica cisterna
abbracciata da intrecci vegetali
testimone di un’erbario che fu.
Sonori passi verso l’uscita
e lo spazio circostante
odoroso di mirti e ginepri
fa proseguir l’incanto;
pare luogo abbandonato
ma i sensi percepiscono
che qualcosa di vivo
rimarrà per sempre.

Daniela,12 settembre 2015