Acrostico: Fiore di ortica

Fra cespi di rigogliosi prati
Innumerevoli son le erbe.
Oltre i fossi sparso ovunque
Risalti poco in verdognoli grappoli
Evitato per le foglie che ti avvolgono
Disturbanti e urticanti
Invero altresì
Osannato per i benefici,
Raccolto accuratamente per
Tisane e decotti,
Immolato sei per tradizione
Come insignificante Cenerentola
Amore e odio della vegetal natura.
Daniela 2015.

 

Gioconda Belli, E Dio mi fece Donna

Gioconda Belli (classe 1948) poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense. Nella sua narrativa tratta alcuni temi ricorrenti, come le vicissitudini politiche del suo paese , il femminismo, e il misticismo. Belle le sue raccolte di poesie dove c’è sempre un’impronta di dolcezza e orgoglio femminile.

E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.

 

Per la giornata mondiale della poesia. Charles Bukowski

“A volte non hai il tempo di accorgertene,
le cose capitano in pochi secondi.
Tutto cambia.
Sei vivo. Sei morto.
E il mondo va avanti.
Siamo sottili come carta.
Viviamo sul filo delle percentuali, temporaneamente.
E questo è il bello e il brutto,
il fattore tempo.
E non ci si può fare niente.
Puoi startene in cima a una montagna
a meditare per decenni e non cambierà una virgola.
Puoi cambiare te stesso e fartene una ragione,
ma forse anche questo è sbagliato.
Magari pensiamo troppo.
Sentire di più, pensare di meno.”

— Charles Bukowski

Se albero fossi , poesia di Sandor Petofi

Sandor Petofi è stato un poeta e patriota ungherese.E’ considerato il poeta nazionale ungherese del romanticismo, nonché una figura chiave della rivoluzione ungherese del 1848.  Petofi nacque il 1 gennaio 1823 a Kiskoros nella grande pianura ungherese, da genitori di origine slavi con cognome  Petrovics , che dopo modificò in quello magiaro di Petofi che vuol dire ” figlio di Pietro”.
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Sarò albero, se sarai suo fiore.
Se tu sarai rugiada io fiore sarò.
Sarò rugiada se tu sarai raggio di sole…
Mi basta che siamo una cosa sola.
Se, fanciulla, tu sarai il paradiso:
Allora io diventerò una stella,
Se, fanciulla, tu sarai l’inferno: (per
Unirci) io sarò dannato.
-Petofi Sandor

nell’immagine un ritratto del poeta

Petőfi Sándor poza2

Acrostico- Specchio dell’anima

Sguardi attenti
Penetranti,fulminei
Ellissi cigliate aperte sul mondo
Colorati di cielo e terra
Che fotografano l’intera vita
Hanno intrinseche
Incredibili capacità
Opportunamente coinvolti
Di parlare in silenzio
Esprimendo emozioni,
Liberando sentimenti
Lamenti sospesi della nostra
Alma profonda.
Non tacciono mai se non per
Istinto lasciati serrati.
Malinconici,tristi,infuriati,impauriti
Allegri,amorosi,giulivi,sereni.

Daniela,2015

 

 

La scrittrice russa Zinaida Nikolaevna Gippius

Zinaida Nikolaevna Gippius (1869-1945) fu scrittrice versatile e scrisse non solo opere di poesia ma diversi volumi di racconti e romanzi e produsse anche drammi teatrali. Discendeva dalla famiglia nobiliare tedesca von Hippius, trasferitasi nel XVI sec. dal Meclemburgo a Mosca. Nel 1889 sposò il poeta, scrittore e critico letterario Dimitrij Sergeevic̆ Merez̆kovskij. Redattrice della rivista “La nuova strada”, firmava gli articoli di critica letteraria con lo pseudonimo Anton Krajnyj. Influenzò moltissimo, agli inizi del XX secolo, gli intellettuali del simbolismo russo,scrisse molti dei suoi versi e dei racconti utilizzando nomi di eroi maschili.Fu estremamente sovversiva e divenne una figura centrale dell’élite culturale della sua epoca.I temi e i motivi decadenti del sacro e del profano erano frequenti nelle sue opere e arrivò a formulare un’ideologia secondo cui “l’arte dovrebbe materializzarsi solo nella sfera spirituale”. La sua spiritualità e altri aspetti della sua esistenza erano di tipo non-convenzionale,tendenti a una libertà spirituale. “La mia anima è nuda, ridotta alla nudità più pura”, scrisse nel 1905.Il fascino della sua figura ossuta e priva di fianchi ricordava quella di un giovane dandy decadente . Talvolta indossava abiti maschili e portava un monocolo,attirando su di sè le critiche dei contemporanei.
Rappresentativo della sua ambiguità il dipinto che le fece Leon Bakst nel 1906.

– L’amore è uno –

Ribolle una volta sola e schiuma,

e si propaga la sua onda.

Di tradimento non sa vivere il cuore,

e tradimento non è: l’amore è uno.

Noi ci adiriamo, giochiamo, raccontiamo

il falso, ma silente è il nostro cuore.

Noi non sappiamo tradire e non tradiamo.

L’anima è unica – unico l’amore.

Monotonia e desolazione.

Dalla monotonia traendo forza

scorre la vita…e in vita duratura

L’amore è uno, uno e sempre uno.

Nell’immutabile solo è l’infinito,

sol nell’assiduo – la profondità.

Lunga è la vita, l’eternità vicina,

sempre più chiaro è che l’amore è uno.

L’amore ripaghiamo con il sangue,

ma l’anima fedele permane in fedeltà,

e amiamo noi d’un solo amore…

uno è l’amore, come la morte è una.

( trad. di G. Carpi)-

dipinto di Leon Bakst – Zinaïda Hippius (1906)

Leon Bakst - Zinaïda Hippius (1906)

Ragazza del novecento

Col fervore del novecento appena iniziato
ti ritrovo in una foto ingiallita
che pare odorare d’impalpabile cipria,
un fronzolo vezzoso, un capriccioso ricciolo
il parasole di pizzo per conservare nivea la pelle.
Eroina del tuo tempo, fiera e cocciuta donna
la tua figura di nonna la ricordo in vesti diverse,
quando rughe invadenti solcavano
il tuo  viso invecchiato. Ma quant’eri bella…

Daniela,2015