strada palcoscenico

Note lontane,
artisti di strada
all’angolo del viale
propongono classiche melodie
che l’orecchio tenta di riconoscere.
Tirano a campare,
il selciato è il loro palco,
il passante la loro speranza
la musica la loro storia.
– Daniela Cerrato , luglio 2015

 

 

 

Trattienimi

Corri,trattienimi
non lasciarmi fuggire
da questo nostro sogno
dove l’azzurro cielo
si mescola all’oro del sole
al rosa delle tue labbra
il bianco della mia pelle,
ai verdi sfumati
dell’erba che ci solletica
al rosso delle fragole,
succosi frutti che come giochi
ci divertono e stimolano
con le loro dolci rotondità,
dove l’oscurità è solo
quella della complice notte;
il resto sono colori
impressi in una tavolozza
di iridata gioia
che sorprende ogni giorno.
Daniela C.,2015

 

 

Oscuramento

D’improvviso un vento inatteso
raggelò ogni cosa,
sollevò polveri
che in un turbinio
rapido e snervante
ci aggredì come brigante
che depreda gli averi;
tolse il sorriso,
oscurò il sole
che brillava nell’anima
tutto diventò monocromatico e spento.
Ci si rifugiò nel silenzio,
unico amico nell’attesa
rassegnata e indolente
di un cielo più sereno.

Daniela Cerrato,2015

 

Incontro notturno

Nella notte maggese
i nostri sogni a convegno
si sono intrecciati
in un perfetto incastro,
hanno preso forma
in un’antico casolare isolato
di nuda pietra grigia,
cinto di chiome arboree
dagli svariati toni di verde
che infittivano la penombra della sera;
gelsi querce e castagni
hanno protetto la nostra intimità
e quel luogo antico e quieto,
teatro di chissà quali storie
di altri trascorsi amori,
è diventato un dolce rifugio.
Le nostre anime ivi ritrovate
hanno generato una vitale unione
dove i corpi visti dall’alto
han creato voluttuose spire,
movimenti carnali ritmici
danzando nel più dolce
dei rituali d’amore,
e tutto il nostro essere era lì
in quello spazio proiettato
dall’infuocato condiviso desiderio
di sentirci uniti sino al risveglio.
Daniela Cerrato, 2015

 

 

Accarezzo l’erba

Sotto il peso delle stagioni
susseguite per anni
reclino il capo
verso la madre terra
ospitale genitrice
delle mie radici;
accarezzo l’erba
tenera compagna
in giornate scandite
dagli eventi del cielo
e riposo appena
un tempo infinitesimo
dopo tanta resistenza
al battente maestrale.
Daniela C.,2015

Artwork by Carlo Cordua ,”Lui è stanco” pastello su tavola.

per info :https://www.facebook.com/pages/carlo-cordua-pittore-contemporaneo/111815982185962

Carlo Cordua,Lui è stanco pastello su tavola

Poesia di Georges Rodenbach “Dentro il tuo amore”

Georges Rodenbach, fu un poeta simbolista belga nato nel 1855 a Tournay da una famiglia borghese. Il giovane Georges trascorse la sua infanzia a Gand, dove la sua famiglia si stabilì nel 1855.
Pubblicò la sua prima raccolta di versi nel 1877 intitolata “Le foyer et les Champs”.

Nel 1887 si trasferì a Parigi come corrispondente del giornale di Bruxelles; il suo romanzo “Bruges la Morte” pubblicato nel 1892 apparve anche nelle colonne del Figaro. Questo capolavoro del simbolismo ebbe da subito un grande successo, e portò notorietà alla bella città di Bruges.
Georges Rodenbach strinse amicizia con Alphonse Daudet, Marcel Proust, che lo ha tenuto in grande ammirazione, Stéphane Mallarmé e Auguste Rodin.
Ho scoperto questo valido scrittore seguendo un suggerimento di Alessandro, un amico francese che mi ha parlato di lui, mi ha fornito lo spunto , la fotografia sottostante e che naturalmente ringrazio.

Dentro il tuo amore

Dentro al tuo amore entro come in una chiesa
Vi aleggia un velo azzurro di silenzio e d’incenso
Non so se gli occhi miei s’ingannano, ma sento
Celesti visioni che il cuore mi angelizzano.
È te che amo oppure amo l’amore?
È la cattedrale o piuttosto la madonna?
Che importa! Se commosso il mio cuore s’abbandona
E vibra al rintocco sulla cima della torre!
Che importano gli altari e che importano le vergini,
Se là dentro, scesa la pace della sera, sento
Un po’ di te che all’organo dello jubè canta
Qualcosa di me che dentro ai ceri brucia.

( la traduzione  è di Paola Decina Lombardi che ha pubblicato una monografia sull’opera “Bruges la morta” di Rodenbach )

Un ritratto di Georges Rodenbach

georges-rodenbach