A Dora (Erospea)

So bene che non è giusto intervenire sulle scelte altrui, dietro le quali ci possono essere degne motivazioni, ma Dora, se intorno alla tua scelta esiste qualche spiraglio di ripensamento vorrei provare ad allargarne le maglie, in nome della ragionevolezza e della bellezza di pensiero che ti appartiene e della originalità con cui sai trasmettere le tue visioni che faccio anche un po’ mie. Ho il dispiacere di non conoscerti di persona per cui so bene che le mie parole valgono in misura moderata, ma mi sento di dirti che senza la tua dolce brezza di pensieri cui sono abituata questo circuito virtuale perderà un bel pezzo di senso. Ti chiedo soltanto, se puoi, Non farmi, Non farci perdere il Tuo Sole.

un bacio grande ❤
Daniela
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pensieri durante la pausa caffè

Ieri sera la stanchezza si pesava a chilogrammi perciò dopo aver cenato e preparato il pranzo per oggi, fornita la razione K  di crocchette alla gatta, e tutti i riti cui non posso rinunciare, mi sono stravaccata a peso morto sul letto.
Infissi interni spalancati per fare entrare almeno qualche spiffero di aria che il breve temporale, praticamente asciutto, non ha minimamente rinfrescato.
Dopo un po’ di lettura propiziatoria proseguita più del previsto, mi son decisa a spegnere la luce, ma, come spesso capita a tutte le migliori stanchezze, anche la mia ha ravanato parecchio per prender sonno; con le più disparate tecniche mentali sono riuscita però a cadere finalmente in incoscienza.
Irrompe d’improvviso uno squillo secco al citofono che provoca un doppio sobbalzo; senza accendere la luce, c’è un breve rimpallo su chi deve, e se proprio si deve, andare a vedere. Ovviamente nessuno dei due si alza, tanto sarà il solito carogna di turno che si diverte, guardo l’ora e decido che alle 00.45 posso anche permettermi di moncherizzare idealmente chi ha osato.
Ore 2.30 l’inquilina del piano di sopra rientra con la sua solita delicatezza pari a quella  di un bisonte in carica e il suo passo di calcagno  diventa martellamento per un buon quarto d’ora dopo che si è tolta il tacco stratosferico.
E di nuovo il trigo di riprendere a dormire…Che succede? sento delle voci continue mentre sono in dormiveglia, cerco di capire meglio, e mi rendo conto che è proprio una tv accesa in un appartamento sulla sinistra con le notizie al vento, guardo l’ora: le 5.50.
Forse si sono accorti del volume da mercato, lo riducono tanto da farlo arrivare alle orecchie come sottofondo che può cullare, mi rimetto di buzzo buono a riprendere il sogno, ma ecco che giunge un fragore di spostamento di stoviglie e padelle degno di una trattoria in cui è giunto un pullman di turisti affamati che vogliono pranzare in tempo breve. Stavolta dalla casa dirimpetto.
Sono le 6.10 che cavolo dovrà mai fare quella/o in cucina di tanto importante a quest’ora che non possa essere rimandato? Impreco, anche se non serve, intanto arriva a far casino anche il camion della nettezza urbana, che per carità fa il suo utilissimo e necessario servizio, ma sommato al resto non aiuta il risveglio civile.
Bene, ora hanno smesso tutti, forse alle 6,30 un po’ di silenzio permetterà di farmi ancora una mezz’ora di riposo. Ah ecco, giusto i colombi, proprio loro attendevo, che iniziano le loro solfe sonore sui davanzali, mattinieri come sempre.
Fine della notte, mi alzo, apro un infisso e mi schianto le retine contro la luce, ovviamente  mi astengo dal ripetere le parole pronunciate sul momento. Il giorno ha inizio con un sonno infame, dovrò lavorare sino alle 19,30 mentre chi ha fatto casino, essendo in pensione, potrà ciabattare fino a quando si farà il suo sacrosanto riposino diurno alla faccia mia. Ho cervello e occhi spappolati come se mi fossi sfinita al Coconuts di Rimini fino alle 5…chissà come arriverò a stasera…se ci arriverò.

Daniela Cerrato

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oltre la via della ragione

Non vorrai farmi credere che certe storie sono inconfutabili, non esiste quel “narra la storia…” ma qualcuno che ha narrato per primo in bel canto un riflesso visivo, certo prestante per magia e trascendenza. Hanno lavorato poi di scempio nel tramandar l’originale trascrizione nel corso di secoli, avendo cura di modificare epurando, occultando nel tempo testimonianze di parte, sconvenienti ai porporati affaristi di turno, e quanto ingiusto sangue in terra a pro o contro, in anni di guerre, di feroce inquisizione, abiure, torture, roghi, scomuniche. Ma tra fascino e cieca devozione c’è un orrido che separa e senza cadere in blasfemìa, lo scetticismo è sì forte e resta vigile sulla ragione che non disdegna la condensata morale ma rifiuta ogni illogico assioma. Aggiungo poi in fine di questo breve monologo una mia personale convinzione: che sia nociva ogni forma di idolatrìa poichè conduce al fanatismo e oltre la via…

-Daniela Cerrato

Te po pai

Può bastare anche un buon libro per andare a caccia di stelle, scivolare nella fantasia del racconto, calarsi nel personaggio più bizzarro e seguirne le vicende. Mi sa che ci provo, la stanchezza mi chiede di raggiungere la comodità di una posizione semidistesa e di entrare in una scorrevole e avvincente narrazione. Te po pai! 🙂

Dipinto di Remedios Varo

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Non deve essere solo nostalgia

La Libertà, i diritti civili, la giustizia sociale, ora più che mai sono da tutelare. I giorni commemorativi non hanno più il senso per il quale erano stati indetti, sono spesso un’occasione per allargare una vacanza amena; sono pochi a ricordare che tanta gente ha dato la vita per la collettività, noi potremmo almeno cercare di conservare ciò che con le loro battaglie avevano ottenuto. Sento una grande amarezza unita a una certa dose di rabbia per l’attuale stato di cose, un ristagno melmoso che da anni non dà segni di ribellione, se c’è una presa di coscienza è tristemente mutata in rassegnazione; e questo non è affatto un ringraziamento per i nostri nonni che poco più che ragazzi hanno combattuto per dei sani ideali. Le norme, le leggi scritte devono essere applicate e sempre difese, perchè nel tempo qualcuno non smetterà mai di distruggerne il senso e deviarne il giusto corso.

Love generation… siamo certi di esserlo davvero?

Stamane, mentre ero alla guida, una frequenza radio ha trasmesso questo brano del 2005, un motivo simpatico, allegro, coinvolgente, una canzonetta con un testo che vorrebbe essere ottimistico, roseo… Parla di amore, che è cosa comune nelle canzoni,  un tema ricorrente in romanzi, poesie,  sceneggiature, ma che ha perso nel tempo una parte del suo vero significato, in verità credo che siano pochi coloro che analizzano bene la parola “amore”. Molti la pronunciano, troppo spesso e a sproposito, qualche volta come intercalare, alcuni, senza alcuna colpa, ne hanno stravolto e ne confondono ancora il significato. Infatuazione, colpo di testa, desiderio, possesso, ammirazione, simpatia, semplice amicizia, molte emozioni  vengono scambiate per amore, che va oltre queste percezioni citate che spesso sono passeggere; forse sarebbe bene dare a questa parola il giusto valore a posteriori quando, passati gli anni, non si autosmentisce e conserva intatto tutto il suo senso. E il resto ritmo sia…

Della serie: “nessuno vi spia” :-)

Riporto qui una barzelletta tratta da http://www.barzellettetoste.it Sarà divertente, ma la dice lunga su quegli occhi attenti che ci scrutano continuamente attraverso i nostri spostamenti in rete e ormai sanno tutto delle nostre abitudini e preferenze. Devo dire che un po’ mi inquieta ma soprattutto mi irrita molto sapere che ormai monitorizzano anche l’aria che respiro e di certo non per il bene della mia salute… ma ridiamoci anche su che è meglio…

– Buonasera! Pizzeria da Ciccio?
– No… Google pizza
– Ho sbagliato, numero?
– No, Google ci ha comprati
– OK. Posso ordinare una pizza, a domicilio?
– Certo, vuoi il solito?
– Il solito? Come fai a sapere cosa prendevo?
– Dal numero da cui chiami, le ultime 9 volte hai ordinato pizza con salamino piccante e patatine fritte, bella croccante
– OK! È proprio lei
– Posso suggerirti stavolta una pizza con la rucola e i pomodorini?
– Che? cosa? Odio le verdure!
– Il tuo colesterolo è troppo alto
– Tu come lo sai?
– Hai richiesto di poter visualizzare i risultati dei tuoi esami del sangue online
– Non voglio quella pizza. Sto già prendendo le medicine
– Non le stai prendendo regolarmente, 4 mesi fa hai preso una scatola da 30 pastiglie nella farmacia sotto casa e poi non le hai più comprate
– Le ho comprate in un’altra farmacia
– Non risulta dalla tua carta di credito
– Ho pagato in contanti
– Non risultano prelievi di contanti dal tuo conto corrente
– Ho altre fonti di contanti
– Non risulta dalla tua dichiarazione dei redditi, a meno che non siano in nero
– Cosa vuoi da me? Basta con tutta questa tecnologia. Vado in un’isola deserta senza internet e senza telefono, così nessuno potrà più spiarmi
– Capisco. Rinnova il passaporto, ti è scaduto da 5 giorni.

Doveroso riportarvi il saluto di Luxor

È stata un’immensa gioia per me risentire, anche in poche righe, la presenza dell’amico e poeta Luxor (compensazioniequoree.wordpress.com) che ormai è assente da quasi un anno, come sapranno coloro che ne hanno sempre apprezzato l’animo e il verso. Mi fa dunque piacere condividere il suo saluto che ha rivolto a tutti gli amici di wp sulla sua pagina in calce a un commento della sua ultima poesia “Muffa” (https://compensazioniequoree.wordpress.com/2017/06/17/muffa/ )
Riporto esattamente le sue parole, sperando che il suo desiderio di tornare fra noi si concretizzi presto e auguro di cuore al caro amico che possa trovare la via della serenità necessaria a far sì che il suo canto ritorni ad essere gradita presenza.

“…Tra poco la mia assenza compie un anno. Ho provato più volte a iniziare ma non ci riesco. Le parole escono dalla penna da sole ma sono diverse, il mo animo si blocca, riprende, va a tentoni. Non so… non ho il coraggio di riprendere. Devo però riprovare. Mi mancate tanto, tutti voi. Un caro saluto.”
Luxor, 11 aprile 2018

Per chi ancora non lo conoscesse, perchè da poco presente su questa piattaforma, lancio l’invito alla lettura delle sue argute e poetiche riflessioni all’indirizzo compensazioniequoree.wordpress.com.       Capirete perchè ci manca tanto.

Un caleidoscopio naturale

Non occorre costruire caleidoscopi artificiali quando sono presenti in natura.
Certo sono molti (ed io per prima) che non possono permettersi l’acquisto di un simile pezzo unico di opale nero originario dall’Etiopia dal valore tra i 12.000 e i 16.000 euro come reca la scheda della casa d’aste Bonhams.
Però è comunque già emozionante soffermarsi solo sulla sua immagine e pensare quanta bellezza offre la natura; una forma che pare una lacrima, una goccia con uno strato esterno di opale di cristallo trasparente color miele e una linea di demarcazione color crema che lo separa dall’opale nero. E le iridescenze sono infinite, se non è questa pura bellezza… Io ne son rimasta affascinata 🙂

Black opal, Etiopia, from Bonhams auctions
Black Opal - Ethiopia.png

Passaggi di tempo

Va da sè che col tempo il nostro animo si deforma, assume asperità inaspettate o si smussa dietro precise dittature del cuore. Una trasformazione obbligata ma rincresce
comunque perdere la copia autentica del nostro io…Penso e mi chiedo chissà come sarebbe ora, fosse rimasto intatto, completamente inalterato dalle altalenanti forzature della vita… Ci si osserva con occhio critico ed è come vedere il nostro volto deformato attraverso un bicchiere pieno d’acqua; ci si riconosce per istinto ma pare strana la nostra primaria indole, così cambiata attraverso le sommate stagioni e anche se sentiamo che dall’interno bussa con rabbia non possiamo più cambiarle i connotati ormai…

Daniela Cerrato, 2018

© John Midgley Photo

© John Midgley