come radici marcite

L’occhio prende luce e scruta
dall’apice di una scala elicoidale
l’umana discesa, più o meno controvoglia,
verso tenebre di profondità ignota, talpa
cieca che scava nel sottosuolo
il percorso verso il vuoto di vita.
Non s’avverte fiato d’onnipotenza,
gli antichi dei sono tra rovine
di templi sgretolati da calamità
travestite da glorie, l’avidità
non cede all’umiltà di gustare vita,
fino all’ultimo salto è un abbuffo
smodato che miete divari e ingiustizie.
Ma le ossa dei presunti vincenti
giaceranno come tutte, indistintamente
destinate a decomporsi, forse per prime,

come radici marcite per troppa acqua.
– Daniela Cerrato

assolo di cielo

La pioggia scurisce il grigio
del selciato notturno, il pavè
pare ancora più tridimensionale,
pozzanghere ai lati della strada
come acquasantiere all’aperto
per purificare la mente da rifiuti
di pensiero. La mano infreddolita
gioca roteando l’ombrello, le gocce
vanno in giostra come l’allegria
che sprigiona l’umido picchiettìo.
Se per qualcuno è rumore, per me
è musica, un’assolo di cielo
accompagnato da idee meravigliose.
– Daniela Cerrato

mosaico policromo

Svariate lune furono nostre
incuranti del divenire,
di promesse da garantire.
Lenzuola tinte pastello
colorarono sudari di piacere,
l’astrazione da ogni dovere
carezzava altre carezze.
Come candela tutto si sciolse
senza rancori, colate di cera
si rappresero sulle pareti del cuore
creando un mosaico policromo.
Senza dolore lo osservo e lo canto.

-Daniela Cerrato

Reblog: Quintessenza

Parole & Carriole

I tuoi occhi non sanno
di falene che se ne vanno dentro altri occhi, ardenti
come ghiaccio non si spengono
in posacenere d’acqua e argento.
Le tue menti ricordano
esplosioni e disarmo, si diramano
fino a dove nasce il bel canto
e i tuoi palmi – splendidi – non stringono ne incatenano
ma tremano.
Vibrando, ardono e poi incendiano.
Il tuo volto
è una linea oltreoceano,
la quintessenza della bellezza,
e i tuoi seni ne immettono la forza.
Chi li canta
non ti sa davvero cantare
perché non c’è uomo in grado
di scardinare la gloria di chi ti ha creato.

rsk

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Haiga 15.5

Scrolla l’apatia

Ricolora la vita.

Lo sai fare.

. Daniela Cerrato

scioglilingua

Sciocco sciupare tempo in sciami di sciocchezze
scivolando su scie che sciabordano scemenze,
serro l’uscio, di me stessa faccio guscio
che non sia scialbo, di facile sfascio.
Non lascio ingresso liscio a chi trama mio accascio
o in fondo ad alto stoscio attende mio catafascio.
Rilascio un manrovescio a ogni animo malescio
e di sghimbescio osservo suo scincido striscio

– Daniela Cerrato

Gioielli Rubati 39: Alberto Rizzi – Rubens Baserra – Nadia Alberici – Flavia Tomassini – Yelling Rosa – Lucia Tosi – Elettra Verganti – Marina Pizzi.

almerighi

RIFLESSIONE SU UNA CONCLUSIONE COME TANTE

Sa di vetro consumato
questo nostro amore

un vetro che riflette solo parte dei tuoi occhi
_______che traspare solo un oltre indistinto

Giorno dopo giorno
il sole tramonta sulla mia anima

e le ombre mi osservano
dalla loro medesima lunghezza

di Alberto Rizzi (inedita e irreperibile su web)

*

MARE

Pioggia nel mare,
Una giornata fredda, un giorno qualunque della mia vita,
La pioggia lava via le mie lacrime, le lacrime nel mare,
Un giorno buio in cui sono solo come sono sempre stato,
Non voglio piangere perché sono stanco di piangere,
Stanco di respirare, di sentire il cuore che mi batte forte nel petto.
Voglio morire in mare.
Ogni giorno siamo gli ultimi a fare ciò che vogliamo fare,
Vivere è soddisfare il desiderio, non desidero altro,
Solo riposare e dimenticare che sono ancora vivo,
Vivere è il suicidio più doloroso
Perché è…

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