punti di sospensione

Volgi la schiena al sole
per le ultime carezze
l’oro calato a terra umida
appassirà per suprema legge
nessuna ribellione ma un canto
di lode all’autunno si eleva
dai tuoi margini ritorti.
clorofilla azzerata in manciate
di settimane, spartane le regole
esistenziali dure e indiscutibili,
noi creature mortali ci somigliamo
punti di sospensione senza virgole.
– Daniela Cerrato

“Yellow among rust” foto di Paul Militaru (https://photopaulm.com/2019/10/11/yellow-among-rust/)

yellow-among-rust.jpg

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Reblog: Come vagabondi di Carlo Molinari

https://wp.me/p8fTXj-1tU

E disperdersi

in questo rotear

di briciole stellari,

mentre tace

l’umida terra

popoli interi

a reclamar

sete di pace,

chiese in agonia

d’un Cristo

abbandonato,

strade di sesso

e gambe patinate

ad invogliar

putride vergogne,

amanti nascosti

in un’auto

che non basta

a contener

calori traditi,

madri claustrali

a vegliar

senza parola

altari di candele

e noi,

che viviamo

la tenebra

come

salvifico elisir,

ci rotoliamo

dentro al cuore,

schizziamo

i cervelli

implorando amori,

strisciamo

sbavando seni

e chiome al vento,

latranti

come vagabondi

senz’ali

in cerca d’un cartone

dove amare

senz’alcun lamento.

Carlo Molinari

Foto copyright free

05/10/2019

Reblog: Cominciamo dalla formica

Reblog da Italo Bonassi

Assonanze Poetiche

LA CURVA DEL QUADRATO

Sono qui solo e strano, indifferente,
come assopito, alla realtà del Caso
che regola le cose, nel languire
lento e solenne del Futuro,
né m’importa il tempo che non muove
foglia che l’albero non voglia,
e tutto, intorno, è indefinito, assorto,
anche i cavoli broccoli nell’orto,
e pure Dio mi pare un Discordante.
Come chi cammina e non si ferma,
arriva, mi saluta e s’allontana,
la Vita, con l’urgenza di lasciarmi,
e non mi lascia il tempo che mi occorre,
così mi fermo e resto a contemplare
la curva del quadrato che ci vuole
per aprire una porta senza chiave.

L’INIZIO DELLA FORMICA

Era l’inizio di una formica:
inizialmente, il vuoto,e poi un’antenna,
quindi, procedendo, un paio d’occhi,
e, via via, l’altra antenna, la mandibola,
le tre paia di zampe e il capo.
Nel progetto
ci sarebbero stati anche i piedi,
poi, ci si è pensato…

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come Lucy nel cielo diamantino

trovarsi in un prato di stelle
mentre piovono fiori,  tradurre
colori nuovi mai visti prima,
srotolare tappeti di piume
farne uscire pavoni, covoni
di coriandoli che anche il vento
non scompiglia. Aprire una bottiglia
farne uscire note melodiose, seguirle
mentre volano come api all’alveare
custodirne la dolcezza in cuore,
zuccherini impilati come mattoncini
di un lego. Un grande ago che cuce
gli strappi e rattoppa gli squarci
dell’animo con filo dorato, dove
già è passato non si nota giuntura,
vivaci iridi nella radura son teloni
di mongolfiere a riposo, attendono
un volo, senza premura, come se il tempo
fosse eterno. Lì anche un grande quaderno
in cui annotare i pensieri più strani…
sarò intrappolata in un sogno ancora
come Lucy nel cielo diamantino
o è sintomo di cervello che svapora
farneticando confusioni già di mattino?

– Daniela Cerrato

cena

l’umore nel piatto e i pensieri
là fuori, camminano per miglia,
instancabili, nel primo alito d’autunno
che fredda cena e ginocchia.
un boccone dopo l’altro sgranocchio
la tua assenza sullo schermo piatto
e bevo alla salute nostra immaginando
i miei pensieri giunti alla meta.

Sorridenti.

– Daniela Cerrato

il gargoyle e il gatto

Proietta mistero un gargoyle
di sera in vetta alla cattedrale
profilo a contrasto
come sfinge su linearità del deserto
creatura leggendaria e bonaria, a difesa
di sinistri esseri d’antiche saghe.
Tra le piaghe d’una città regge il mito
di pietra che s’anima nottetempo,
quando i tetti assumono lo stesso colore
cambia veste come un geco e dal basalto
in carnale materia si fa vivo risulto.

Similmente un essere si muove sì quatto
sul colmo dei coppi la notte, ma è il gatto
della vicina che vagabonda sornione
a caccia di topi o di qualche piccione.

-Daniela Cerrato

Reblog: Sfranta — “poesia” yoklux

Ha l`aria sfranta del frutto dolce maturo. L`aria buona dei gateau. Un segno di pace di numero alto. Con tante virgole quante una donna ed i suoi doppi e tripli e multipli. Sogno e disinvolta pacatezza come a sfiorar il vetro. E tra un uomo e una donna ci sono parole da cogliere come pesche […]

via Sfranta — “poesia” yoklux

che importa

Che importa se è Dio o Satana che osserva?
a nessun altro appartiene il nostro incanto
che a noi stessi, affondati nel suadente
dolce-amaro abbraccio, in folle accettazione
di gai deliri e di tormenti, vedi bene,
a nessun immortale interessa chi noi siamo
non si spiegherebbero le insidie, le catene
dei signori detentori degli infiniti opposti,
solo i mortali possono osare infamie
gelosi d’un Bene che non li appartiene.

-Daniela Cerrato