running up that hill

Il brano parla del rapporto tra i sessi; secondo Kate Bush l’uomo e la donna per capirsi meglio dovrebbero scambiarsi i ruoli e mettersi nei panni dell’altro. Per far ciò nel testo si immagina si debba correre su per una collina e oltrepassarla e fare un patto con Dio. La cantante ha dichiarato che il titolo originario era A Deal with God, poi cambiato per evitare polemiche da parte di quel pubblico con una sensibilità religiosa più forte.
Nel video Kate Bush balla in una coreografia con il ballerino Michael Hervieu.

Gioielli Rubati: comunicazione di servizio, nuova collaborazione. — almerighi

Ringrazio Flavio Almerighi per l’opportunità che mi offre e come si dice in certi casi, l’unione fa la forza e vinca sempre la Poesia

Comunico che, a partire dal numero di domenica 5 luglio prossimo, l’autrice Daniela Cerrato curerà assieme a me la rubrica, per renderla più ricca e possibilmente svecchiandola con nuove idee e nuove proposte. La rubrica sarà pubblicata in simultanea sia qui che su: https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ grazie e benvenuta, Daniela!

via Gioielli Rubati: comunicazione di servizio, nuova collaborazione. — almerighi

Gioielli rubati 97: Ivanna Pedretti – Mariangela Ruggiu – Catia Dinoni – Franco Bonvini – Giuseppe La Mura – Mariella Tafuto – Maria Allo – Daniela Cerrato.

almerighi

Amore folle

Desidero essere solo delirio per te.
Qualcosa che febbri lunghe
trasportino nelle tue cellule,
malattia venerea che arda dentro e
si dilegui nelle tue celesti vene.
Ma la verità è che vorrei
deflagrare dagli atrii del tuo cuore,
affinché
il mio peso deserto
ti seppellisca.

di Ivanna Pedretti, qui:
https://uncielovispodistelle.wordpress.com/2020/06/08/amore-folle/

*

la notte passa silenziosa
lasciando un segno sui portoni chiusi
la vita cresce come sui muri le ortiche

la vita esce dalle fessure come un umido soffio
che nutre il muschio a nord, e una felce
che sembra avanzata da un altro presepe

dietro il portone, occhi di sonno
in attesa, vegliando le ore, aspettando
i sogni che portino ancora presagi

la notte ha le mani segnate, le chiude
e congiunge due mondi a metà

nel grande letto si conta fino a uno soltanto

di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu?__tn__=%2CdlC-R-R&eid=ARADtXME6MibcMnq7jtwxlO9SX4lCwTm3MQ7kQlelMZwfMqrL6V9Mx6WodXMJX2S9bzAtx_gk9vXd0Nk&hc_ref=ARSfmr6cbRRX8vbtYgQCpiY2Ro4FVHPwAw1YMljOb-Q7tcNr2Nzu1Ro0bpJ2LJcwrV8

*

FLUSSO

Cos’altro se non confluire
con l’impronta…

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un tuffo del cuore

Nati dallo stesso pensiero
e un punto luce nel cuore
stretti vicoli di circostanza
ripiegati per osare.
Mani giunte in laiche preghiere
sordi chiedevamo udienza
per un trasloco dell’anima
insofferenti alla resa,
così genuflessi all’amore
fummo trafitti dall’unico dio.

-Daniela Cerrato

opera di  Tullio Lombardo (Venezia, 1475-1532)
Artist Tullio Lombardo (Venice, 1475-1532)

poesie di Luis Cernuda (1902-1963)

Non diceva parole
ascoltava soltanto un corpo interrogante
ignorando che il desiderio è una domanda
per cui non c’è risposta
una foglia il cui ramo non esiste
un mondo di cui il cielo non esiste
L’angoscia si fa strada tra le ossa
risale per le vene
erompe nella pelle
in zampilli di sogno
fatti carne che interroga le nubi.
Qualcuno che ci sfiori
uno sguardo fugace tra le ombre
bastano perché il corpo s’apra in due
avido di ricevere in se stesso
altro corpo che sogni
metà e metà
sogno e sogno
carne e carne
uguali in figura
in amore
in desiderio
E sia pure soltanto una speranza
ché il desiderio è una domanda la cui risposta nessuno conosce.

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Nascosto dentro i muri
questo giardino m’offre
le sue acque, i suoi rami
di segreta delizia.

Che silenzio. E’ così
il mondo? Passa il cielo
su sfilanti paesaggi,
arridendo lontano.

Terra indolente. Invano
il destino risplende.
Presso le acque tranquille
sogno e penso di vivere.

Ma il tempo già riduce
il potere dell’ora;
piena la sua misura
dilegua tra le rose.

E fresca l’aria torna
con la notte vicina
e limpida dimentica
quei rami, quelle acque.

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Non conosco libertà se non quella
di essere innamorato di qualcuno
Il cui nome non posso ascoltare senza rabbrividire
Qualcuno per il quale mi dimentico della mia meschina esistenza
E il giorno e la notte sono per me ciò che lui soltanto desidera
E il mio corpo e la mia anima fluttuano
nel suo corpo e nella sua anima
come pezzi di legno dispersi
che il mare annega o innalza
Liberamente, con la libertà dell’amore,
l’unica libertà che mi esalta,
l’unica libertà per la quale muoio.
Tu giustifichi la mia esistenza:
Se non ti conosco, non ho vissuto;
Se muoio senza conoscerti, non muoio,
perché non ho mai vissuto.

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Te l’ho detto con il vento

come un bruco gioca nella sabbia;
come un organo irato tempestoso;

te l’ho detto con il sole,
che dei giovani indora i corpi nudi
e nelle cose innocenti sorride;

l’ho detto con le nuvole
meste fronti che il cielo sostengono,
tristezze fuggitive;

l’ho detto con le piante
le diafane creature che si coprono
d’improvviso rossore;

te l’ho detto con l’acqua
vita lucente che nasconde l’ombra;

e te l’ho detto con la mia paura
e te l’ho detto con la mia allegria,
e con astio, e tremende parole.

Ma non mi basta:
oltre la vita voglio
dirtelo con la morte;
oltre l’amore voglio
dirtelo con l’oblio.

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Poesie di di Luis Cernuda  per info:  https://it.wikipedia.org/wiki/Luis_Cernuda

Reblog: Per una edizione di miei versi — Fondazione Erri De Luca

Più della scrittura in prosa, quella in versi ha bisogno di una voce che ne batta le sillabe, le estragga dalla cassa toracica, le stacchi dalle labbra e le affidi all’aria, al vento che è il più fedele mezzo di trasporto. Qualcuno aggiunge ai versi una musica, rendendoli leggibili agli analfabeti, ai ciechi. Il canto……

via Per una edizione di miei versi — Fondazione Erri De Luca

Gioielli rubati 96: Frankie Fancello – Salvatore Leone – Daniela Cerrato – Dino Veniti – Massimo Botturi – Jonathan Varani – Nadia Alberici – Liliana Zinetti.

almerighi

Madama Tristeza

Quando piango
trema tutta la casa
e le pareti disperate si restringono
i vicini urlano
e le signore gemono
mentre bambini giocano
e gli uomini leggono Prévert
preoccupati degli affitti pazzi del quartiere.

Chissà che stai facendo adesso.

di Frankie Fancello, qui:
https://fancello.wordpress.com/2020/05/25/madama-tristreza/

*

Mi comporto da uomo
perché non ho doglie all’ombra di una palma,
trovo riposo nel fresco di giugno, martirio di cicale.
A voi non porto la dote, un corredo ricamato di sangue,
nell’inferno delle vostre anche non sono madre o ragazza.
Eppure mi chiedo chi sia peggio tra noi,
chi si arrenderà primo festeggiando le carni
la punta di coltello diventata acqua.
Il dolore che spinge dentro la notte
ė stato fin qui lancinante. Allora
non so per quale natura abbiano messo un grido
all’inizio delle rose, alle bocche degli amanti,
o perché le nuvole siano state concepite vergini.
Chi ha fermato il vento…

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