E allora, andiamo, tu ed io… *

Controvento

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E non c’è più tempo per il telefono che squilla senza risposta
o prepararsi una faccia per incontrare le facce che incontri,
per dirsi solo divento vecchio, divento vecchio
o immaginare che all’angolo della strada
dio ci attenda per offrirci un caffè.
Se fosse così, gli direi: padreterno, dacci una seconda vita
perché questa l’abbiamo sprecata. Dacci il tempo di amarci,

senza avere più la storia fra i coglioni o un gesuita
con la voce in falsetto a ricordarci che questa l’abbiamo
buttata via.
Ma noi, dio non lo incontreremo. Nemmeno per offrirci
un caffé o discutere con noi di arte e di bellezza.
Altro tempo ci sarà, mio dolce amore:
il tempo di appassire, e poi di schianto cadere giù,
come la mela che ora alta rosseggia
rossa sul ramo più alto.

E allora, andiamo, tu ed io…

Emilio Piccolo, Acerra 13 5 51 – Acerra, 23 7…

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Paolo e Francesca ,una storia d’amore senza fine

Gaetano Previati (1852-1920), Paolo e Francesca – 1909Gaetano Previati (1852-1920), Paolo & Francesca - 1909

per me non c’è commento migliore al dipinto che la recitazione del V canto dell’inferno della Divina Commedia da parte di Roberto Benigni.

 

 

Se Non Ho Te ( Nomadi )

La mia libertà,

di bere a grandi sorsi i giorni miei,

nuove strade fra di noi

nuove luci, nuovi occhi e poi,

un cammino, che non finisce mai.

La, mia libertà,

la mia vita si apre come una poesia,

le domande dentro di te,

come acqua fra le dita sai

se ne vanno rivedendo gli occhi miei.

E sul tuo cuore sai,

io riposerò

il tuo respiro è soltanto un attimo,

che corre forte

parla di noi,

e non ha tempo di voltarsi mai,

e come i sogni,

che bruciano,

dietro ad un sorriso piano si nascondono,

ed ho paura,

di dirti che,

io non ho niente,

se non ho te.

Ed ho paura

di ammettere

che non ho niente se non ho te,

ed ho paura sai

di ammettere

che non ho niente

se non ho te.

Kurt Mair

Kurt Mair, classe 1954 , nato a Mengen in Germania vive e lavora ad Avigliana (Torino).
Le opere di Kurt Mair ci portano in un viaggio emozionale, al di là del tempo; le sue composizioni rispecchiano un classicismo tinto di ironia e umorismo, e si notano influenze da Durer a Schiele. L’ artista mette a nudo corpi soprattutto di donne, e con una nudità cruda, piena di sensualità ed erotismo.
La femminilità e la bellezza sono trattate con molto vigore, a volte pure con violenza. I corpi tracciati con l’acido e la penna sono mostrati in paesaggi, architetture, colori che ricordano la morbidezza e la delicatezza dell’Italia.

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Georges Gourcat (1863–1934)

Georges Gourçat, detto Sem, fu uno dei più grandi caricaturisti della Belle Epoque e degli “Anni Folli”.
Frequentatore di Maxim’s, dei campi di corse, dei casinò e delle località di villeggiatura alla moda, conobbe tutte le celebrità della sua epoca. Era diventato famoso con il suo album Les sportmen. Proust apprezzava molto la sua arte.

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Giovanni Boldini ( Ferrara 1842 – Parigi 1931)- “Beatrice Susanne Henriette van Bylandt ” (1901)

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Boldini si  formò a Firenze nella cerchia dei macchiaioli, si recò poi a Londra e a Parigi, dove si stabilì nel 1871, divenendo, con i suoi ritratti, il pittore alla moda della borghesia parigina.   Fu portatore di varie innovazioni, fra queste  l’effetto “ fuoco d’artificio ” ottenuto con pennellate di bianco o di nero lucente date come un turbinio del vento, portando certi soggetti  al limite dell’astrazione.

Uno scherzo di Giovanni Boldini ( Ferrara 1842 – Parigi 1931)

Uno scherzo di Giovanni Boldini ( Ferrara 1842 – Parigi 1931)

Giovanni Boldini aveva fra i molti amici un pungente caricaturista, Sem (Pseudonimo di Goursat, 1863 – 1934). Ebbene un giorno questi riceve una telefonata dal pittore italiano che, allarmatissimo, invoca aiuto. L’amico che si trovava lontano dall’abitazione di Boldini, sale precipitosamente su un taxi e corre in soccorso. Ma, ahimè, giunto a casa dell’artista, deve tristemente constatare che la morte l’ha preceduto. Boldini è steso sul letto, le mani placidamente incrociate sul risvolto del lenzuolo. Intorno ardono quattro ceri.  Sem, sbalordito e angosciato, osserva l’infausta scena accennando a un segno di Croce.  All’improvviso le coperte, schizzano via e Boldini, completamente nudo, balza giù dal domestico catafalco.   E l’amico, senza fare una piega: ”Fermo là, la posa è perfetta“

Sem e Boldini a Parigi nel 1902

Uno scherzo di Giovanni Boldini ( Ferrara 1842 – Parigi 1931)

Gli occhi della mia donna non sono come il sole – da “Sonetti” di William Shakespeare

Gli occhi della mia donna non sono come il sole;
il corallo è assai più rosso del rosso delle sue labbra;
se la neve è bianca, allora i suoi seni sono bigi;
se i capelli sono crini, neri crini crescono sul suo capo.

Ho visto rose damascate, rosse e bianche,
ma tali rose non le vedo sulle guance;
e in certi profumi c’è maggior delizia
che non nel fiato che la mia donna esala.

Amo sentirla parlare, eppure so
che la musica ha un suono molto più gradito.
Ammetto di non aver mai veduto incedere una dea,
ma la mia donna camminando calca la terra.

Eppure, per il cielo, credo il mio amore tanto raro
quanto qualsiasi donna travisata da falsi paragoni.

da “Sonetti” di William Shakespeare

Alexandre Charles Guillemot - The Loves of Acis and Galatea, 1827

Alexandre Charles Guillemot – The Loves of Acis and Galatea, 1827