Candido pensiero

In questa realtà
di valori rovesciati
fredda ed ostile
cinicamente egoista
scomoda e lontana
dal proprio spirito
forse è utopia
scoprire un varco
per sgattaiolarne fuori
verso una sfera
più umana
dove i progetti
non vengano
cancellati
da spugne aliene,
dove sulla lavagna
del tempo
ci sia posto
per i desideri,
il concretizzarsi
dei sogni
e dove l’amore
non sia alterato
da venti improvvisi
forti e contrari
che spezzano
le ali più fragili.
Quel varco
se inesistente
dovremo crearlo
squarciando con violenza
le pareti invisibili
asfissianti
che ci avvelenano
a dosi quotidiane.
Forse è utopia
ma anelare
ad una vita
non più condizionata
dalle arroganze
e dagli insani
altrui complotti
è un diritto
anche per l’animo
più pessimista.

Daniela,aprile 2016

– Artwork by Mira Nedyalkova –

Mira Nedyalkova

Ciack,si sogna

Son come scintille
nella notte
i lontani lampioni
oscurati
dagli infissi
semiaperti
nella quiete tiepida.
Il corpo adagiato
ormai slegato
da ogni catena mentale
del giorno concluso
si dissocia dalla mente,
ancor attiva
di ospitare in sogno
presenze cercate
o tratte a sorte
dall’inconcio
che mai si assopisce.
Anzi
spiega le ali
proprio ora
che le palpebre
scendono
e diventano schermo
su cui si proiettano
strani cortometraggi
talvolta a colori
senza titolo
nè sceneggiatura
dove registi attori
spettatori
si scambiano ruoli
in una recita
a uno o più tempi.
Biglietto singolo
vietato disturbare
sino alle luci
rosate del mattino
non ci si deve destare.

Daniela,aprile 2016

Artwork by Pavel  Pokidyshev

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Agata, ultima puntata

Il mondo dei minerali è affascinante perciò rebloggo volentieri questo interessante articolo corredato da immagini strepitose

Mme3bien

Ripartiamo con un’altra agata molto, molto interessante: il corallo agatizzato. Come riconoscerla? Semplice, dai disegni che forma, detti SETTI, che sono i segni del corallo che fu. Anche questa è un’agata fossile.

Corallo agatizzato!

Andiamo avanti. Altra agata interessante, è l’agata dendritica che forma delle vere e proprie arborescenze, modificando fortemente la sua natura. Se il raffreddamento della “roccia” è avvenuto in modo veloce, le dendriti appariranno grandi, viceversa, quindi lentamente, saranno più piccine. Pietra bella massiva, ma traslucida è un POEMA e l’ Uruguay ha, direi, le più belle e di qui cabochon dalla bellezza senza fiato.

A questo proposito, faccio una piccola trasgressione, parlandovi del calcare dendritico, più precisamente del CALCARE LITOGRAFICO,che non è usato per fare gioielli, ma è un gioiello per la vista. Ed e’ in Baviera, Germania, che esiste un luogo magico per gli amanti del genere. Il luogo si chiama Solnhofen, lì son stati rinvenuti calcari…

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Nella semplicità

Nella semplicità
leggo il tuo nome
rivedo le tue mani
affusolate e calme
il tuo volto gentile
impreziosito
dal sorriso
verace e solare
che tutto fa splendere,
anche il più scialbo
dei giorni,
la tua figura
di sobria eleganza
spesso esaltata
da uno spezzato
in tenui noisette
e quegli occhi
cristallini e puri
come l’anima tua,
finestre sul mare
in cui ci si tuffa.
La tua magia permane
oltre la tua presenza
riempie ogni vuoto
colma i sogni
ravviva momenti
di cedevole spirito
nutre i pensieri
su disegnati progetti.
Nella semplicità
ti ritrovo
e mi adagio
semplicemente
a pensarti,
immaginando
la tua voce,
dolce
come una tazza
di latte caldo,
in attesa
di rivederti.
Daniela,aprile 2016

Foto by Robert Mapplethorpe,  1985

Robert Mapplethorpe, ‘Flower,’ 1985

L’arte originale di Agnes Herczeg

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L’artista tessile ungherese Agnes Herczeg è nata nella città di Kecskemet. Si è laureata nel 1997 all’università ungherese di belle arti. Durante gli studi, ha imparato molte tecniche di artigianato tradizionale, dai ricami e merletti al macramè e tessitura. Per creare le sue opere Agnes utilizza solo materiali naturali (rami di albero, radici, frutti, semi, conchiglie, pietre, filati…) che integra armoniosamente in composizioni dall’aspetto originale. Combinando tecniche innovative con fantasia e abilità artigiana,realizza lavori che richiedono parecchio tempo,infatti occorrono diversi giorni solo per completare un piccolo pezzo.
La tecnica adottata da Agnes ricorda la tecnica di tessitura nodulare o semplicemente il macrame decorativo. Questa tecnica è conosciuta fin dai tempi antichi, sin dai primi nodi su un ascia di pietra e dal primo passepartout. Secondo alcune fonti in Europa il macrame è comparso nei secoli VIII-IX. Questa tecnica era conosciuta nell’antico Egitto, Assiria, Iran, Perù, Cina e Grecia antica.
Nei periodi antichi i marinai tessevano una rete di nodi abbinati con cavi che si intrecciavano in vari disegni; molti nodi grazie alla loro bellezza e originalità hanno poi influenzato le arti e l’artigianato del macramè. I modelli risultanti non sono solo belli ma anche decisamente resistenti.

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Francesco Garnier Valletti e il museo della frutta

Francesco Garnier Valletti nacque a Giaveno nel 1808 iniziò la sua attività come confettiere e in seguito cominciò ad esercitare la professione di ceroplasta, prima a Torino e poi a Milano dove venne introdotto alla Corte imperiale di Vienna e lì cominciò a riprodurre oltre ai fiori anche frutti.
La sua attività di modellatore in seguito lo condusse a San Pietroburgo, alla Corte dello Zar Nicola I e dal 1851, cominciò a girare l’Italia e l’Europa esponendo il suo lavoro nelleEsposizioni Internazionali. Collezionò almeno 32 medaglie e nel 1878, venne insignito da Umberto I cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.
Molte delle sue creazioni si possono ammirare a Torino al Museo della Frutta,dove è collocata la straordinaria collezione di oltre mille frutti modellati a fine Ottocento da Valletti.
Il primo Museo Pomologico risale al 1857 nel Regio Stabilimento Agrario dei Burdin,una famiglia di vivaisti trasferiti da Chambery a Torino nel 1822.
L’attuale Museo presenta i lavori di Valletti acquistati dalla Stazione Agraria nel 1927 e custoditi in mobili appositamente costruiti per esporli; i frutti sono rappresentati nella lorointierezza e anche in una visione sezionata con i diversi stadi di marcescenza; centinaia di varietà di mele, pere,pesche,albicocche,susine, uve. Le varietà presenti tutte etichettate sono tanto numerose da far pensare a quante specie sono ormai sparite dai mercati e dalle mense.
Oltre a materiale interattivo vi è anche una ricca biblioteca con interessanti volumi scientifici. Per appassionati o interessati di botanica e agricoltura un luogo interessante dove trascorrere qualche ora.
Il museo si trova a Torino in via Pietro Giuria 15 ; aperto dal lunedì al sabato dalle 10,00 alle 18,00.

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Intervista impossibile a Beatrice

Tra il 1973 e il 1975 su radiorai andò in onda un programma dal titolo “Le interviste impossibili” dove si immaginavano interviste fatte da intellettuali famosi a personaggi della storia passata.Questo è il divertentissimo testo di un fantastico dialogo tra Umberto Eco e una Beatrice Portinari che risulta assai diversa dalla figura angelica descritta dall’Alighieri.Un ascolto assai piacevole che apre a punti di riflessione sul Divin Poeta. 😉

Rimanendo in tema di Beatrice un bellissimo ritratto a lei dedicato del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti (1828-1882) “The Salutation of Beatrice”,

'The Salutation of Beatrice', Dante Gabriel Rossetti.

 

Luce tra le ombre

Luce tra le ombre
nobile e fiera
di un glorioso passato
velata di mistero
che la notte dona
rifletti il tuo viso
sull’umido specchio
che involontario
deforma
la tua bellezza.
Sospiri nostalgica
ricordando
fruscii di sete
d’ampie vesti
struscianti
su selciati
sonoramente picchiettati
da sfiziose scarpette
risate e sussurri
di cipriati volti
incorniciati
da boccolose parrucche
e romantiche note
canticchiate
all’amata
dalle vicine calli.
Mutati i tempi
i costumi e le genti
inossidabile resisti
in un presente
che sfuggente ed avido
offusca ma non cancella
la magia
che solo tu
custodisci nel cuore.
Daniela,marzo 2016

Foto di Kalosf “Ombre”

ombre kalosf

La miglior tv è nelle teche

Paolo Poli e Umberto Eco sono ancora tra noi,dopotutto ciò che conta sono i loro messaggi,la loro personalità meravigliosamente esternata attraverso la loro bravura artistica che è iniziata quando molti di noi erano ancora troppo piccoli per comprenderli. Considero novità ogni cosa che non ho visto letto o ascoltato,anche se si tratta di pezzi datati,perciò reputo interessante questo breve dialogo sul conformismo tra questi due grandi esponenti della cultura,tratto da una trasmissione rai del 1970. Ed è tuttosommato un’esempio di come dovrebbero essere ancor oggi i programmi in tv,ma ormai da diversi anni se non si rovista tra gli archivi c’è ben poco da salvare

Sulla tolleranza (Karl Popper)

 

“La tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi. In questa formulazione, io non implico, per esempio, che si debbano sempre sopprimere le manifestazioni delle filosofie intolleranti; finché possiamo contrastarle con argomentazioni razionali e farle tenere sotto controllo dall’opinione pubblica, la soppressione sarebbe certamente la meno saggia delle decisioni. Ma dobbiamo proclamare il diritto di sopprimerle, se necessario, anche con la forza; perché può facilmente avvenire che esse non siano disposte a incontrarci a livello dell’argomentazione razionale, ma pretendano ripudiare ogni argomentazione; esse possono vietare ai loro seguaci di prestare ascolto all’argomentazione razionale, perché considerata ingannevole, e invitarli a rispondere agli argomenti con l’uso della violenza. Dovremmo quindi proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti.Dovremmo insomma proclamare che ogni movimento che predica l’intolleranza si pone fuori legge e dovremmo considerare come crimini l’incitamento all’intolleranza e alla persecuzione, allo stesso modo che consideriamo un crimine l’incitamento all’assassinio, al ratto o al ripristino del commercio degli schiavi”.

Karl Popper (1902 – 1994) La società aperta e i suoi nemici