Gioielli Rubati 33: Franco Bonvini – Matteo Rusconi (rsk) – Gary J – Massimo Sannelli – Carmine Mangone – Carlo Bordini – Luciana Riommi – Cristina Annino.

almerighi

«Sono sogni che la lingua non può dire,
la somma di tutti i libri che leggeva,
a filo di una luce morbida, l’altezza
reale, lo dicono tante foto, una in interno,
ma rivolto al cielo, alla solennità dello
sguardo, a combattere le tentazioni dell’accidia,
già giovane e così dolorosa da vincere quasi
lo slancio naturale. Ma tante vite splendide
e i tanti che ancora sono. Magari immagini.»

ALLA CARA MEMORIA DI ALBERTO TONI

SOGNI DA BAMBINO

Le vernici invisibili!
Chi non ha sognato di trovarsi nello spogliatoio delle ragazze
magari con gli occhiali a raggi x, per vederle meglio.
E poi le radio allo strombolio di fragolosio
quelle che creano interferenze che bloccano le onde bugiardiche
e ti fanno dire la verità così ti sgamano sempre.

Ma sono così tanti e veloci questi sogni
che all’ ultimo non ricordo il primo.
E ho pensato..
sono grande,
da grande non servono…

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Reblog da Almerighi: gatti a remi

almerighi

Ho visto gatti a vela,
alcuni a elica,
altri molto abili e sfuggenti;
o tristi da far pena, sazi
eppure non mangiar da giorni;
gatti poeti, gatti killer,
gatti talmente curiosi, che
tanto va la gatta al lardo…
che sapevano, altri che sapranno;
ho visto gatti portare doni,
ne ho visti altri rapinare,
gatti sempre pronti
a riconoscersi dall’odore
(sembrano innamorati),
gatti in amore,
gatti col caratteraccio,
gatti pronti a scegliere l’umano
senza darlo troppo a intendere.
Ho visto gatti arenati sui rami,
altri a motore, altri volare,
altri nascondersi.
Mai ho visto gatti a remi.
Darei un soldino per sapere
cosa pensa il mio siamese,
ma ogni volta non capisco
quel suo vivere coi baffi.

(ad Adrianone, sempre sulla breccia)

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“…ma quanta notte è passata…”

Certi capivano il jazz
L’argenteria spariva
Ladri di stelle e di jazz
Così eravamo noi, così eravamo noi
Pochi capivano il jazz
Troppe cravatte sbagliate
Ragazzi-scimmia del jazz
Così eravamo noi, così eravamo noi
Sotto le stelle del jazz
Ma quanta notte è passata
Marisa, svegliami, abbracciami
è stato un sogno fortissimo
Le donne odiavano il jazz
“non si capisce il motivo”
Du-dad-du-dad
Sotto le stelle del jazz
Un uomo-scimmia cammina
O forse balla, chissà
Du-dad-du-dad
Duemila enigmi nel jazz
Ah, non si capisce il motivo
Nel tempo fatto di attimi
E settimane enigmistiche
Sotto la luna del jazz…
– Paolo Conte

tre poesie di Nelo Risi

Sotto i colpi

C’è gente che ci passa la vita
che smania di ferire:
dov’è il tallone gridano dov’è il tallone,
quasi con metodo
sordi applicati caparbi.

Sapessero
che disarmato è il cuore
dove più la corazza è alta
tutta borchie e lastre, e come sotto
è tenero l’istrice.
(da “Pensieri elementari”, Mondadori, Milano 1961)

 

Pensieri elementari, 21

Ci vogliono voci forti,
ugole di ferro, oggi, per dire
una sola sommessa parola d’amore.

(Nelo Risi da ‘Pensieri elementari’, Mondadori, 1961)

Premessa

Quanti artifici
quanti rischi infiniti ad opera di pochi
per questo ritmo di vita parlata
che sulla pagina c’incanta!

Se occorre arte perché siano vere
le parole rare
forse più ne occorre
per essere stilisti dell’usuale

(Nelo Risi – da Di certe cose, Mondadori, 1970)

Reblog : La terra la terra la terra

una poesia dell’amico Luxor che mi era sfuggita quattro anni fa; avrebbe potuto essere il mio preciso stato d’animo di anni addietro, per questo la sento a me molto vicina.

Compensazioni equoree

Da quest’angolo uno spicchio di cielo
Da questa stanza uno spicchio di terra.
Le nubi oltre la cornice con zelo
fuggono svelte dallo sguardo che erra

tra luci ed ombre. Quasi per un pelo
lo sguardo cieco ha lasciato la guerra
dei sogni e dei ricordi. Ormai il gelo
scalderà i sogni, scioglierà la terra.

E se per nostalgia sul quaderno
segnerà qualche altro spicchio di mondo,
porzioni mortali d’inchiostro eterno

in questo secolo lungo un secondo,
scoprirà di non aver dell’inferno,
oggi, mai lasciato il limo profondo.

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lucidare gli occhi

Si lucidano gli occhi
guardandosi nel cuore
con calma, senza affanno,
senza contar le ore,
come fanno i fiori
in posa speculare
riflettendo gli umori
viso contro viso,
un duello senza armi
senza un vero vinto,
ma vince chi può scorgere
nell’altro un paradiso.

– Daniela Cerrato

Photo by Paul Militaru  from https://photopaulm.com/2019/03/26/face-to-face-2/

face-to-face.jpg

Gioielli Rubati 31: Giuseppe La Mura – Cipriano Gentilino – Frabrizio Centofanti – Felice Serino – Paolo Beretta – Maria Allo – Marco G. Maggi – Anna Leone.

almerighi

I miei risvegli
Sono intinti nell’indaco
Oltre me
Si svegliano anche i ricordi
E dunque sprofondo nel mare
Che mi porto dentro.

di Giuseppe La Mura, qui:
https://giuseppelamura.wordpress.com/2019/03/14/15620/

*

a domani

sto dormendo, chi siete ?

siamo te

e che fate ?

cerchiamo il tempo, lo abbiamo perso al luna park

e quelle ombre ?

umani come noi fuggiti dal giostraio

oh !

dormiamo insieme e un tempo forse ci troverà

e per loro

facciamo spazio nel letto ora.

A domani.

di Cipriano Gentilino, qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2019/03/14/a-domani/

*

Tornare a casa

Avevo fame, e mi avete respinto,
ma avete fatto la fila per ricevermi nell’ostia.
Avevo sete, ma mi avete lasciato
in balia delle onde, dell’acqua che dà morte,
anziché dissetare.

Ero malato, ma vi siete rifatti il viso un’altra volta,
piuttosto che occuparvi del mio volto sfigurato.
Ero straniero, ma mi avete bollato
come nemico della pace, pur di serbare

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Verrà un giorno (reblog)

Non di questo mondo

E’ sicuro.
Verrà quel giorno.
E verrà perchè c’ è chi già lo immagina.
Si potrà uscirà di casa
e trovare una cabina,
tipo le vecchie cabine telefoniche.
Ci si potrà entrare e uscire sulle rive della Senna
per una passeggiata
O in Stephansplatz
ad ammirare la cattedrale
e cercare quella pianista cinese che suona tanto bene.

La sera si potrebbe andare a Salisburgo,
per una cena al sushi rotating bar..
strano ma vero..
Va bè, all’ inizio basterebbe la riva di un lago qui vicino
o il centro di Bologna
chè lì “non si perde neanche un bambino”.

E la sera basterebbe un posto per guardar le stelle
che già ho visto in un lontano ieri.

E verrà quel giorno.
E’ sicuro.
Devo solo tener duro per esserci.

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