Aguntum, la città romana del Tirolo

Aguntum fu un centro amministrativo ed economico di un territorio che comprendeva l’odierno Tirolo orientale fino a Rio Pusteria. Una città che fu proclamata municipium romano sotto il governo dell’imperatore Claudio ( 41-54 d.C.) e il cui benessere si basò sulle materie prime provenienti dai monti Tauri come ferro, rame, argento, cristaalli di rocca e oro. Era grande quanto l’odierna Lienz ed era dotata di un centro termale riscaldato; un edificio che non solo aveva lo scopo di igiene e pulizia ma fungeva da centro sociale e culturale.
Venne più volte distrutta da parte di tribù germaniche ma riuscì a ricostruirsi e prosperare; nei periodi insicuri la popolazione si ritirava sulle colline per essere meglio protetta, come si è potuto verificare dai reperti trovati nella vicina Lavant. Venne abbandonata definitivamente intorno al 610 d. C. dopo una grande battaglia tra Baiuvari e Slavi. Nel corso dei secoli la città romana venne ricoerta da materiale alluvionale per un altezza di vari metri; agli inizi del 900 gli scavi archeologici sono stati iniziati dall’Università di Vienna e prosegono tutt’ora da parte dell’Università di Innsbruck. Molto è ancora da scoprire, l’area è grande e chissà quante scoperte riserverà ancora. Se siete in visita a Villach o alla più vicina Lienz fate una deviazione e andate a visitarla e non perdetevi il museo che si trova di fronte all’area degli scavi.

Tutte le fotografie che seguono sono personali.
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Aleppo, una mostra di Domenico Quirico ad Asti

Oggi ho visitato la mostra curata dal giornalista Domenico Quirico, giornalista e inviato di guerra de La Stampa, dedicata ad  Aleppo. La cronaca degli avvenimenti la si conosce, ma immergersi in una ricostruzione interattiva di ciò che è accaduto ad Aleppo ci fa sentire più vicini alla tragedia che ha colpito soprattutto i più piccoli, quei bambini strappati barbaramente dai banchi di scuola, privati della loro libertà e delle loro case; stando ai dati di Save the Children due bambini su tre hanno perso un familiare, subito il bombardamento della propria abitazione o sono rimasti feriti. Il 50% dei bambini non può più andare a scuola e un bambino su quattro è a rischio di disturbi mentali che potrebbero avere un impatto devastante per il resto della vita.
La guerra durata cinque anni  ha raso al suolo una città simbolo della Siria, trasformando in un cumulo di macerie il cuore storico della città, l’antico mercato coperto, la Grande Moschea, la cittadella antica, le chiese bizantine e molti edifici dichiarati patrimonio  Unesco. Le gigantografie che raffrontano il prima e il dopo di ciò che la devastazione ha stravolto parlano al cuore e raggelano già il sangue di chi era ed è a km di distanza dalla Siria; se capitate ad Asti in questo periodo vi consiglio la visita di questa mostra interattiva (aperta sino al  20 maggio 2018) che vi calerà nell’orrore che ha reso questa città il fantasma di se stessa.

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https://www.palazzomazzetti.eu/2018/01/12/mostra-aleppo-come-e-stata-uccisa-una-citta-a-cura-di-domenico-quirico/

Importante scoperta archeologica in Francia

Vienne. Una serie di ville abitate a partire dal I secolo d.C., abbandonate all’improvviso per una serie di incendi, è emersa in seguito a lavori edilizi. Sotto, potrebbe esserci una schola di filosofia e retorica. È la scoperta di resti romani più importante degli ultimi 50 anni

http://www.repubblica.it/cultura/2017/08/02/news/piccola_pompei_scoperta_francia_lione-172167959/#gallery-slider=172168185

Incantesimi d’amore nella Serbia del IV sec.

Gli amuleti in piombo e i foglietti in metallo prezioso in essi contenuti, dal sito di Viminacium, circa 100 km a est di Belgrado. 8 agosto 2016. (Foto:. REUTERS/Djordje Kojadinovic)

View of amulets uncovered by Serbian archeologists at the Viminacium site

 

…”I fragili rotoli di argento e oro, che una volta srotolati si presentano delle dimensioni di una carta da cioccolatino, potrebbero non venire mai compresi appieno.

Sono i primi oggetti del genere scoperti in Serbia, ma assomigliano ad amuleti di “magia vincolante” ritrovati in altri paesi, secondo quanto riferisce Dankovic. “Erano spesso incantamenti d’amore, imponendo su qualcuno la volontà di farlo innamorare, ma anche oscure crudeli maledizioni, qualcosa del tipo: ‘possa il tuo corpo cadere morto, freddo e pesante come questo piombo’…”___ l’intero articolo al seguente link:

http://lastoriaviva.it/incantesimi-damore-e-morte-nella-serbia-del-iv-secolo/