La fotografia artistica di Ferdinando Scianna

“Mi considero un reporter, qualunque cosa abbia fatto nella vita, ma sono piuttosto diffidente nei confronti dei generi e delle etichette. Guardo il mondo attraverso il prisma del linguaggio fotografico, tra le componenti del quale è fondamentale il rapporto col tempo e la memoria”….“Ricordare è lo stesso di immaginare; così raccontando un proprio tempo, uno lo trasfigura, lo immagina: letteralmente “lo racconta”. E poiché il racconto è fatto di cose che si eliminano inconsciamente e di cose che si valorizzano, è sempre molto arbitrario, come lo è ogni gesto letterario. E ancora sulla fotografia e la “memoria”: le fotografie non restituiscono “ciò che è stato”, piuttosto ripropongono in una sorta di lancinante presente ciò che non è più”.
( Ferdinando Scianna, fotografo)

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E quel cuore più non risponderà ( Anna Achmatova )

E quel cuore più non risponderà

E quel cuore più non riponderà
Alla mia voce, esultante e afflitto.
Tutto è finito… E il mio canto risuona
Nella notte vuota, ove più tu non sei.

1956

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Anna Andreevna Achmatova ,nata ad Odessa, Ucraina il 23 giugno 1889, non amava l’appellativo di poetessa, perciò preferiva farsi definire poeta, al maschile.
Morì a Mosca il 5 marzo 1966

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Nathan Altman. Portrait of Anna Akhmatova. 1914. Oil on canvas. 123.5 x 103.2 cm. The Russian Museum, St. Petersburg, Russia.

Nathan Altman. Portrait of Anna Akhmatova. 1914. Oil on canvas. 123.5 x 103.2 cm. The Russian Museum, St. Petersburg, Russia.

Il Salice ( di Anna Achmatova )

Il Salice ( di Anna Achmatova )

Sono cresciuta in un silenzio ricamato,
nell’ asilo freddo del giovane secolo.
Il parlar degli uomini non mi era caro,
ma chiaro era per me del vento il fiato.
Amavo le ortiche, i fiori di bardana,
ma più di tutti il salice argentato.
Viveva egli con me, generosamente,
di anno in anno, e i rami suoi piangenti
con tanti sogni, mi sventolavano insonne.
A lui son sopravvissuta, stranamente!
Là resta un ceppo diritto, e con diverse voci
sotto il cielo nostro, sempre quello,
altri salici tra loro ora vociano.
Ed io taccio…. come fosse morto un fratello.

18 gennaio 1940
Leningrado

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Grandi fotografi: Sebastiao Salgado

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Sebastiao Salgado, famoso fotografo brasiliano, dopo una formazione universitaria di economista in seguito ad una missione in Africa diede una svolta alla sua vita.

Sensibile agli aspetti umanitari e sociali ,grande viaggiatore, per sei anni è stato in America Latina per documentarsi sulla vita delle campagne; su questa esperienza ha pubblicato il libro “Other Americas”.
Dal 1993 al 1999 Salgado lavora sul tema delle migrazioni umane e i suoi servizi fotografici sono pubblicati da molte riviste internazionali.
Le sue immagini sono di una bellezza senza tempo, intense,  giocano sui contrasti del bianco & nero; parlano di natura, animali ed esseri viventi , di foreste tropicali amazzoniche, di ghiacciai dell’Antartide, di deserti dell’America e dell’Africa e le montagne dell’America, del Cile e della Siberia.
Tra il 1986 e il 2001 si documenta sulla fine della manodopera industriale su larga scala nel libro “La mano dell’uomo”; poi documenta l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo mondo, in due libri di grande successo:” In cammino” e “Ritratti di bambini in cammino” . Grandi mostre itineranti accompagnano sempre l’uscita dei suoi libri.

Vittore Buzzi , fotografo

Vittore Buzzi , fotografo, è nato nel 1968 a Milano. Ha vinto numerosi premi in fotografia editoriale e artistica.  Svolge attualmente la sua attività in fotogiornalismo, fotografia artistica, servizi di matrimoni, oltre a tener corsi d’insegnamento.  Gli scatti di Buzzi sono  intensi,  trasudano di umanita’ che arriva al cuore; attraverso le sue foto si viaggia attraverso luoghi e situazioni ricche di pathos.  Grande conoscitore del mezzo fotografico e grande comunicatore .

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Fotografia d’autore: Eric Valli

Eric Valli ,straordinario fotografo originario di Digione,ma giramondo dall’età di 19 anni ,scatta da una vita immagini incredibili di persone emarginate o comunque al di fuori del sistema. Il suo lavoro lo ha portato nei luoghi più remoti del mondo, dandogli l’opportunità di sbirciare nella vita delle diverse comunità in Thailandia, Tibet , Nepal e Stati Uniti. Egli documenta il modo in cui le persone vivono ancora; una vita senza tecnologia, moda, supermercati, Facebook , marchi o loghi.
Persone che hanno rassegnato le dimissioni dalla modernità e ora vivono una esistenza frugale, più leggera , svincolata dal consumismo. Gente che caccia o coltiva per poter sopravvivere. Le sue foto suggeriscono come la gente possa vivere in completa armonia con la natura, lasciando tutto il resto alle spalle.Fotografie che sono dei veri e propri stimoli per la mente, e fanno pensare a come abbiamo perduto la vera libertà.

9782732427430Derriere l’objectif d’Eric Valli”, photos et propos. Editions Hoëbeke, 20102

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Chi di voi conosce il mio Apollo?

Michelangelo Buonarroti è tornato

Chi di voi conosce il mio Apollo? Non è un’opera così celebre come il David o la Pietà Vaticana e purtroppo non sono in molti quelli che ne conoscono la sua storia o parte di essa.

Fu Baccio Valori a commissionarmi questa scultura in marmo bianco di Carrara nel 1528. Io accettai di buon grado perché lui era un rappresentate politico dei Medici mentre era risaputo che io appoggiassi pienamente le cause dei repubblicani. Questo Apollo rappresentava una sorta di tregua perlomeno artistica fra me e i Medici. Per l’Apollo studiai una figura serpentinata che partendo dalla gamba destra continua attraverso il busto per finire poi nel capo voltato e nel braccio sinistro sollevato e piegato. Il braccio alzato avrebbe dovuto afferrare le frecce dalla faretra posta sulle spalle ancora tutta da terminare.

Come altre opere, non riuscii a concluderla perché poco dopo averla iniziata, dovetti tornare a Roma.

Nonostante…

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Rafael Alberti ,Coprimi amore il cielo della bocca

Rafael Alberti , spagnolo (Puerto de Santa Maria 1902 – ivi 1999). Simbolo di una poesia incentrata sull’impegno politico e civile, fu costretto a trascorrere buona parte della sua vita in esilio. Partecipò attivamente alla vita politica del paese e con l’avvento del regime franchista dovette lasciare esule la Spagna, trovando ospitalità in Francia, Messico, Argentina e dal 1964 a Roma, fino al suo ritorno in patria nel 1977.

 

Coprimi, amore, il cielo della bocca
con codesta rapita spuma estrema,
che è gelsomino sapido ed ardente,
germogliato in corallo della roccia.

Amore rendi folle il suo sapore,
il lancinante tuo supremo fiore,
in diadema piegando il suo furore
slabbrato dal garofano mordente.

Oh misurato fluire, amore, oh bel
gorgogliar temperato della neve
in tanto angusta grotta in carne viva,

per rimirar come il tuo fine collo
fa scivolare, amore, grande pioggia
di gelsomini e stelle di saliva!