era il 1972

e dall’album Exile on main street si ascoltava Ventilator Blues

When your spine is cracking and your hands, they shake
Heart is bursting and you butt’s going to break
Your woman’s cussing, you can hear her scream
You feel like murder in the first degree
Isn’t nobody slowing down no way
Everybody’s stepping on their accelerator
Don’t matter where you are
Everybody’s going to need a ventilator
When you’re trapped and circled with no second chances
Your code of living is your gun in hand
We can’t be browed by beating, we can’t be cowed by words
Messed by cheating, isn’t going to ever learn
Everybody walking around
Everybody trying to step on their Creator
Don’t matter where you are, everybody, everybody going to
Need some kind of ventilator, some kind of ventilator
What you going to do about it, what you going to do?
What you going to do about it, what you going to do?
Going to fight it, going to fight it?

Foglie al gelo, Francesco Gabbani

Un fiore cade senza far rumore
Senza colpa né dolore
Senza chiedersi perché
Dal sonno prende forma un’illusione
Che la vita è un’occasione
E domani si offrirà
Cambia il cielo sopra di noi
Non c’è fretta e poi
Al risveglio il buio si spaventerà
Fra le mani una novità
La mia dignità
Come neve bianca al sole splenderà
Ritorneremo
Bianche foglie al gelo nudi senza peso
Ritroveremo
Chiuso in un cassetto un altro sogno arreso
Senza chiedersi perché
Ieri c’era e oggi non c’è
Leggero come un cambio di stagione
Voglia di ricominciare
Anche poco basterà
È come se non fosse mai successo
La bellezza di un inizio
Sembra non finire mai
Cambia il cielo sopra di noi
Non c’è fretta e poi
Al risveglio il buio si addormenterà
Fra le mani una novità
La mia dignità
Come neve bianca al sole splenderà
Ritorneremo
Bianche foglie al gelo nudi senza peso
Ritroveremo
Chiuso in un cassetto un altro sogno arreso
Senza chiedersi perché
Ieri c’era e oggi non c’è
Come foglie arrese
Senza più difese
Nonostante il vento siamo ancora appese
Gemme ormai dischiuse
Vene d’acqua e luce
Aspettando il sole mentre il cielo tace
Ritorneremo
Bianche foglie al gelo nudi senza peso
Ritroveremo
Chiuso in un cassetto un altro sogno arreso
Senza chiedersi perché
Ieri c’era e oggi non c’è

Compositori: Fabio Ilacqua / Francesco Gabbani / Luca Danesi / Luca Paolo Chiaravalli

muta agonìa

Ristagna tristezza
su muri d’ortiche
nessuna margherita cresce libera.
Piaghe di tristezza, affondate
nelle dune aride e sterili
che precedono altre dune,
non sentire il dolore
per assuefazione.
Si perde contatto
col proprio battito,
si pensa alla fine
ma il purgatorio non è eterno.
Ci sarà pure l’inferno
o sublime paradiso.

– Daniela Cerrato

dipinto di Shelby McQuilkin.

Shelby McQuilkin.

running up that hill

Il brano parla del rapporto tra i sessi; secondo Kate Bush l’uomo e la donna per capirsi meglio dovrebbero scambiarsi i ruoli e mettersi nei panni dell’altro. Per far ciò nel testo si immagina si debba correre su per una collina e oltrepassarla e fare un patto con Dio. La cantante ha dichiarato che il titolo originario era A Deal with God, poi cambiato per evitare polemiche da parte di quel pubblico con una sensibilità religiosa più forte.
Nel video Kate Bush balla in una coreografia con il ballerino Michael Hervieu.

vecchio film

Fotogrammi in celluloide
virarono ossidandosi,
non raccolsi contenuti
tra subdole parentesi.
Il nastro non lo riavvolsi
mi bastò la prima visione
per liberare il posto,
gettate le chiavi
restò un cinema vuoto.

– Daniela Cerrato

Photo by Elliott Kaufman “Rewind”

Elliott Kaufman Rewind

Gioielli Rubati: comunicazione di servizio, nuova collaborazione. — almerighi

Ringrazio Flavio Almerighi per l’opportunità che mi offre e come si dice in certi casi, l’unione fa la forza e vinca sempre la Poesia

Comunico che, a partire dal numero di domenica 5 luglio prossimo, l’autrice Daniela Cerrato curerà assieme a me la rubrica, per renderla più ricca e possibilmente svecchiandola con nuove idee e nuove proposte. La rubrica sarà pubblicata in simultanea sia qui che su: https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ grazie e benvenuta, Daniela!

via Gioielli Rubati: comunicazione di servizio, nuova collaborazione. — almerighi

Gong!

I Gong sono una band rock progressiva internazionale che incorpora elementi di jazz, folk e  rock nel loro stile musicale. Il gruppo si è formato a Parigi nel 1967 dal musicista australiano Daevid Allen e dal cantante inglese Gilli Smyth.
L’album di debutto di Gong del 1970, Magick Brother, presentava un suono pop psichedelico.  Tra il 1973 e il 1974, i Gong pubblicarono il loro lavoro più noto, l’allegoria trilogia di Radio Gnome Invisible , descrivendo le avventure di Zero the Hero, Good Witch Yoni e Pot Head Pixies dal Planet Gong.
Nel 1975, Allen e Smyth lasciarono la band, che continuò senza di loro, pubblicando una serie di album di jazz rock sotto la guida del batterista Pierre Moerlen . Nel frattempo, Smyth formò i Mother Gong mentre Allen iniziò una serie di gruppi spin-off, tra cui Planet Gong , New York Gong e Gongmaison, prima di tornare a guidare Gong ancora una volta nel 1990 fino alla sua morte nel 2015. Con l’incoraggiamento di Allen, la band decise di continuare, rilasciando l’album Rallegrati! Sono morto! nel settembre 2016

ti respiro e ti trattengo

L’imprevisto è deragliamento,
fuori binario solo un giorno
non l’intera vita.  Lievi ferite
subito rimarginate rafforzano,
conta i passi verso la ripartenza,
dai un nome al figlio concepito
tra singulti d’amore,  l’estate
ci è piovuta addosso, chino il capo
sulla tua spalla. Guardiamo avanti
c’è il futuro che ci corre incontro
avrà bisogno dei nostri abbracci.

– Daniela Cerrato