nel solaio del cuore

Forse si o anche no, chi può dirlo
se un amore che fu è stato un abbaglio
un giro di giostra, un premio mancato.
Hai sollevato il rideau dell’anima
e una luce ne ha folgorato la retina,
impressa da una figura misteriosa
radiosa apparizione da estasi laica,
lesione curabile ma di cecità sposa.
Ripresa la normale visione hai rimosso
quel manto chiassoso in simil barocco,
conosciuto di sua natura ogni piccolo osso
e frammento di carne, sulla tua il suo tocco.
Poi qualcosa di storto ha reciso un seguito
di quel vibrar d’emozioni hai perduto sentore
e anche se andato perso non merita discredito
è un frammento di vita nel solaio del cuore.

– Daniela Cerrato

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per questa via

l’ombra si ritrae man mano che si sale
il ciotolato sconnesso scotta di fatica
la sua rotondità gradevole all’occhio
diviene fastidio sotto le suole sottili,
ripaga soltanto la meta ancora incognita
di questo andare, chè non s’udì voce alcuna
lamentare da lassù il proprio arrivo…
e intanto camminiamo nella stessa direzione,
tutti, con gli occhiali rosa o neri a lutto
convinti che di vita sia migliore l’ultimo atto.

  • Daniela Cerrato

bizzarrie d’umore

L’umore cadde dal precipizio
nessuno s’affannò a salvarlo
dolorante per qualche giorno
restò nella gola dell’indifferenza.
Lambito dai buffi di Elios
si destò dal torpore in cui cadde,
rivide il cielo le nubi, l’acqua
corrente d’un rigagnolo verde,
giovani pratoline  sorridevano
con la loro delicata semplicità,
due occhi nocciola vispi e tondi
d’un fulvo scoiattolo sprizzavano vita.
Qualsiasi cosa lo avesse spinto laggiù
non importava, distolto dall’oblìo
a cui s’era avvinghiato risalì
con le sue stesse forze, un formicolìo
di serenità premetteva pace, fugace,
come ogni cosa terrena mutante e viva.

– Daniela Cerrato

un gran polverone

Le bizzarrìe del vento
scompigliano le strade urbane
un fumo di polvere vortica
penetrando gli occhi,
il clangore di un antifurto
urta allo stesso modo i sensi.
Alle quattordici la via deserta
fa un effetto strano, come se
il vento avesse spazzato via
le persone, qualche infisso aperto
sbatte irriverente il suo rumore
e dietro una folata intensa
un rimestìo di foglie sussurra
parole incomprensibili, in cielo
sfumature di grigi minacciosi
si alternano a nuvole bianche
in rapida alternanza, s’agitano
luminarie natalizie ancora appese
ai cavi che ora fan tristezza…
Mi stringo nel bavero rialzato
e procedo in apnea con vistosa fretta
chè l’aria è, per eufemismo, impura
e anche stavolta non pioverà, son sicura.

 

    – Daniela Cerrato

picchia sul muro il giorno

Picchia sul muro il giorno arrivato
irrita la sua puntualità costante,
senti che qualcosa si spezza
del tuo transitare in notturno
abbraccio, ti stringi di più
spremendo all’inverosimile
gli ultimi attimi di pace
e ascolti la voce della luna
che si fa sempre più fioca,
Chronos col tuo tempo gioca
e come sempre perdi la partita
ti alzi controvoglia,indispettita
.

-Daniela Cerrato

mio caro Vincent potessi dirti…

invero che importava tutto il resto,
a te bastava vestirti di luce
dal suo mattiniero risveglio fino
a spegnersi in tenebroso tramonto
e sentire cuore un caldo covone
lasciato al sole nel campo ad agosto.
Un cavalletto, una tela e l’entusiasmo
disegnava ciò che sentivi canzone,
nella tua mente nessun dissesto
nè alcuna follia, solo voci chiare
di tanta natura che pareva scoppiare.
I bagliori, le estasi tramutate in colore
l’anacronismo del tuo interpretare,
fatali equivoci giudicati con disprezzo…
fu più facile puntare il dito contro l’uomo
che tentare di capirne la genialità racchiusa,
schiacciato dal mondo incapace di contenerti
giungesti alla morte senza gloria ed onori,
solo dopo l’arresto del tuo cuore straziato
ci si accorse di Vincent. L’uomo era morto
ma il suo discusso genio si era salvato.

-Daniela Cerrato

Wheat Field,  Vincent van Gogh, 1888

Wheat Field, 1888, Vincent van Gogh

 

Gioielli Rubati 28: Brigida Liparoti – Italo Bonassi – Malvina Massaro – Daniela Cerrato – Matteo Rusconi (Roskaccio) – Joyce Mansour – José Emilio Pacheco – mimi. — almerighi

NEL TEMPO DI UNA GOCCIA non si attende mai da soli Tanti pensieri riscaldano nel petto sabbia a scorrere colorata e non porta via orme di corse di un fiume parti della mente nel loro dolore lavano come figli che lasciano orfani nell’acqua silenziosa portano via futuri sempre più raggiungibili di Brigida Liparoti, qui: *nel […]

via Gioielli Rubati 28: Brigida Liparoti – Italo Bonassi – Malvina Massaro – Daniela Cerrato – Matteo Rusconi (Roskaccio) – Joyce Mansour – José Emilio Pacheco – mimi. — almerighi