Le foto di domenica 19-03-2017

Ho raccolto in un breve video alcune foto scattate da me ieri nella collina torinese, giusto un piccolo assaggio di primavera. Spero si avverta la stessa pace che ho provato in quel luogo in cui nonostante fosse domenica c’era relativamente poca gente.Buona serata a tutti 🙂

 

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Poltrone di velluto

Eccolo nel suo elegante aspetto esterno, lo scomparso cinematografo cittadino di cui rimane traccia visibile in una foto bianconero che ne ravviva la memoria; ovviamente è stato chiuso diversi anni fa,considerato obsoleto,troppo piccolo come se non potesse proprio coesistere con le nuove realtà, eppure quanta storia è da lì passata. Ancora negli anni settanta era tappa domenicale per amanti del cinema vero, quello di Antonioni, Visconti,Fellini ecc., dove il successo finale era interamente merito di registi fotografi sceneggiatori ed attori e nulla era artefatto dalle elaborazioni digitali computerizzate che nei films dei nostri giorni rendono tutto più roboante e spesso irreale. A quei tempi andare al cinema era un appuntamento che sapeva di festa e di saltuario diversivo al televisore da pochi anni entrato in quasi tutte le case; alla cassa oltre ai biglietti ci si forniva al massimo di un pacchetto di caramelle e poi si sprofondava in una superimbottita morbida poltrona di velluto rosso in cui io bimba mi perdevo affondando. Oggi le multisale sono paragonabili a un centro commerciale, sono degli enormi spazi in cui si trova di tutto, dove si può bere e mangiare, giocare e naturalmente assistere alle proiezioni, molte delle quali con effetti 3D e con un’acustica che a tratti spacca il cuore oltre che i timpani, le poltrone a file più ravvicinate e più numerose possono offrire col supplemento di qualche euro il confort di una chaise longue, si può praticamente sgranocchiare e bere qualsiasi diavoleria, ma sinceramente preferisco di gran lunga la vecchia sala che ho nei ricordi di bambina e che ho ritrovato in una vecchia fotografia d’archivio di un giornale locale.
( Daniela Cerrato,2017)

Nella foto: Il Cinema Vittoria, dagli archivi fotografici de La Nuova Provincia di Asti

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Che strazio

Suonan crudeli i trilli di sveglia
sgradito richiamo ai doveri
non par vero sia già fuggita
la notte verso altro emisfero
ogni lunedì è sicuro lamento
inascoltato abituale complemento
al ferreo peso sulle palpebre
che le mantiene ferme e chiuse
già deluse dalla luce che filtra
e spezza anch’essa impietosa
echi di sogno latenti e pensieri
ancora legati ai fatti di ieri,
ma i trilli riprendono fiato
li zittisco tra uno sbadiglio
e un sottile maldicente afflato
certo riuscissi, si fa per dire,
ad agguantar della tenebrosa dama
l’ultimo lembo prima che s’involi
la pregherei di allungare il suo manto
così da dilatare il notturno spazio
chè troppo breve è il suo incanto
ed il risveglio un ingiusto strazio.
Daniela Cerrato,2017

(Immagine dal web)

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Joaquín Sorolla y Bastida (1863 – 1923)

“Odio le tenebre. Claude Monet ha detto una volta che la pittura in generale non ha avuto abbastanza luce in esse. Sono d’accordo con lui. Noi pittori, tuttavia, non siamo mai in grado di riprodurre la luce del sole come è realmente. Io posso solo avvicinarmi alla verità.” – Joaquin Sorolla

Tra i pittori spagnoli Joaquin Sorolla Y Bastida, nato a Valencia il 27 febbraio 1863 e morto a Cercedilla il 10 agosto 1923, è  il mio preferito per la magistrale padronanza della luce e dell’utilizzo del bianco che seppe lavorare come nessun altro (splendide infatti le sue marine con le dame dai lunghi abiti bianchi) e questa sua maestria lo portò ad essere già famosissimo in vita. Le sue opere si trovano in vari musei del mondo,ma la maggior parte delle sue opere,dipinti e disegni, sono conservate nella sua casa del 1910 dove abitò con la famiglia e poi divenuta museo. Si trova nel quartiere di Chamberi  a Madrid, e fu trasformata in museo per volontà della moglie Clotilde García del Castillo che nel 1925 nel testamento donò i beni allo Stato per fondare un museo in memoria del marito. Oltre alle opere del maestro si trovano gli oggetti d’arte che Sorolla raccolse durante la sua vita e che il figlio maschio Joaquín Sorolla García nel 1951 apportò alla collezione esistente.
Ulteriore ampliamento del museo avvenne per iniziativa dello Stato che nel 1982 acquistò altre opere.
Come si può ammirare già dal video che allego è un armonioso e bellissimo sito artistico in cui si ammirano anche pregiate ceramiche ,sculture,gioielli,fotografie antiche,mobili pregiati e tutta la corrispondenza di Joaquin Sorolla.
E ora lustratevi gli occhi 🙂

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Petit onze 18.03

Rimango
di schiena
per non incrociare
volti che disprezzo e
detesto.
Daniela Cerrato,2017

Photo: “Tête de femme (de dos)”.  Christian Milovanoff (nato a  Nîmes nel 1948) 

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Senryu 18.03

Anche la neve
è motivo di festa,
Noia s’arresta.
Daniela Cerrato,2017

Photo by Cristina García Rodero, Zarza de Montanchez, Spain, 1985

Cristina García Rodero, “La Tabua,” Zarza de Montanchez, Spain, 1985

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Dopo lunga attesa

Con docile brezza saluta la sera
in un quadrante di cielo
dai toni azzurro rosati
chiazzato da sbuffi biancastri
che sovrasta le onde di cui s’ode
lo scandire terapeutico
un mormorìo gentile discreto
che scema in lingue silenti
sfumando quasi gassoso verso riva
e quello sciabordìo ritmico
nella sua alternata intensità
solletica le nostre menti
e le gambe ignude distese
in divertita sfida già persa
ma giacchè tra le risa cercata
sempre si gode dell’antico gioco
cui è impossibile trattenersi
meccanismo istintivo,sacro rito
doveroso saluto al talassico elemento
così dopo mesi di forzato distacco
onoriamo la sua sovrumana ospitalità
imprimendo transitorie tracce
sulla rena divenuta diario aperto
in cui tracciare primordiale simbologia
immutata universale e seppur non indelebile
nella sua impermanenza è volontà precisa
di rinnovare al mare l’immensa devozione.

Daniela Cerrato,2017

Dipinto di Joaquin Sorolla Y Bastida

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Occhi di luna

Dedico a te questo sussurro serale
ai tuoi occhi che ci scrutano
inespressivi da un tempo ancestrale
osservano quest’ombra di mondo
sempre più acciaccato e dolente
perso nella sua stessa deriva
angosciante e triste seppur animato
dal parziale pulsare ancora sincero
di amori e propositi giusti e sani,
tu ci guardi ed impassibile rimani
a rischiarar lingue di Terra
influenzate dalla tua presenza
chissà che pensi di questa umanità
che dal tuo mistero trae da sempre influenza,
tu che sei bontà paziente,sorella di questa gente
un po’ strana che a te rivolge
canti ed inni pensieri e sospiri
chissà se sorniona sorridi, se ti adiri
o con pietosa dolcezza accarezzi
i cuori timidi, quelli meno avvezzi
all’amor spavaldo e deciso,
chissà forse un tuo benevolo sorriso
darebbe loro maggior determinazione.
Ma non far caso a questa folle canzone
è solo frutto di evanescente pensiero.
Daniela Cerrato,2017

(Immagine da web)

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Eccezionali pitture murali in una tomba dell’Impero Kitai

Straordinario ritrovamento di una tomba dalla forma curiosa con affreschi stupendi

Il Fatto Storico

L’ingresso della tomba era sigillato con mattoni; gli archeologi sono entrati attraverso un buco nel tetto ad arco ormai in rovina (Chinese Cultural Relics)

Nel nord della Cina, nella città di Datong, gli archeologi hanno scoperto un’antica tomba circolare decorata con alcune pitture murali dai colori vivaci.

La squadra, dell’Istituto di Archeologia Comunale di Datong, ha trovato al centro della tomba un’urna con all’interno dei resti umani cremati. Non c’era alcun testo nella tomba ma, secondo gli archeologi, probabilmente appartenevano a un marito e moglie.

Le pitture sulle pareti mostrano servi, gru e numerosi indumenti appesi su vari stendi abiti. I loro colori sono ancora eccezionalmente vivaci, nonostante sia passato un millennio.

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Senryu 16.03

Rotte diverse
ci possono condurre
a stessa luce.
– Daniela Cerrato,2017

Photo by Herman van Bon Photography,”Crossing the line”  for more go to: https://elementaryposters.com/

Herman van bon crossing-the-line

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