Pompei e la maledizione delle pietre rubate

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No, non è il nuovo titolo di un film di Indiana Jones.

Pompei e le opere rubate. In questi giorni non si fa che parlare della sicurezza all’interno del noto parco archeologico campano, che ha visto “scipparsi” una borchia in bronzo del VI secolo a.C. in pieno giorno, durante l’orario di apertura al pubblico e sotto gli occhi dei visitatori, nell’ambito della mostra, ora in programma, Pompei e i Greci.

Si trattava di un antico ornamento di una porta che era attaccato ad un supporto in legno e protetto da un plexiglass, ma pare non sia bastato a proteggere il reperto dalle grinfie dei malintenzionati che sono riusciti a sottrarlo senza troppi problemi.

Del diametro di 7,3 cm, datata tra il VI e gli inizi del V secolo a.C., la borchia era applicata su di una riproduzione della porta di Torre Satriano, e proveniva dal Museo Archeologico Nazionale della…

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Sarà bene fermarci a riflettere

Il nostro malcontento nasce principamente dalla mancanza di presa di coscienza e di vera volontà di cambiamento che ci rende sempre più schiavi di politici arroganti e incapaci. Per migliorare la nostra condizione sociale dovremmo abbandonare quello stato di apparente comodità che ci relega a semplici numeri di un gregge infinito, assumerci le responsabilità divenendo veri artefici, partecipanti attivi della nostra storia, anzichè subire ciò che gli altri impongono grazie alla nostra apatia.
Lascio di seguito un filmato, estremamente interessante di una conferenza del professore di teoria politica Maurizio Viroli, ruberà un po’ di tempo ma è senza dubbio ben speso poichè apre a illuminanti riflessioni sul potere politico , sulle illusioni che addolciscono i nostri malesseri e non solo…. Per oggi mi fermo su queste riflessioni, aggiungendo la citazione del Machiavelli, di cui il prof.Viroli condivide il pensiero.

“Tu bada ben che l’aver in le tue mani il potere della Repubblica e il plauso di chi crede che si possa governare senza inganno non ti è bastante, poiché non è tanto la novità che conta, ma produrre il nuovo. Quindi ascolta e pruovoca il popolo perché parli a costo di causare in te risentimento. Non credere che questo sia disordine e perdita di tempo e che si facci meglio a non descutere et computare. Non è il tempo che si conzuma nel confronto cosa da deprecare. L’errore che non truoverà mai rimedio è quello del resolvere ogni decisione per applaudimento. Uno bono descurso con retorica piazzata ad uopo, qualcuna frase dal bon suono e via che se cammina più spediti che mai. Tu debbi insegnare a razionare ogni idea o pruogramma tre volte più che non lo sia il raggionevole. Trista gente è quella di un popolo che segue lo sbatter di bandere e stendardi piuttosto che le idee ben mastecate.”
– Nicolò Machiavelli, Scritti di governo

Grazie per l’attenzione.

 

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Senryu 22.05

Becco di pietra,
in ricordo d’un volo
immaginario.

Daniela Cerrato, 2017

_____________Pablo Picasso, Bird’s Head, 1950______________

Pablo Picasso,Bird_s Head, 1950,stone

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Quel niente

Ho visitato i luoghi del passato
come si fa con i vecchi amici
a cui sorridendo dici “eccomi qui,
dopo anni son tornata a salutarvi”,
uno sguardo in valle, l’ampio respiro,
ed è subito prevalsa la memoria
col ricordo di voci volti e suoni;
dietro il velo incontenibile e nostalgico
gli occhi han cercato le  presenze
e i colori dell’infanzia, divenuti ormai
opacità di piacevoli  ricordanze.

Poi ho colto gli enormi mutamenti
forgiati dal tempo e dall’assenza,
anche negli alberi cresciuti pur ridenti
è mancata l’attesa corrispondenza,
fronde più ampie mi hanno accolta
e altre sacrificate han lasciato spazio
al nero asfalto di una rotonda;
del tutto naturale, a conti fatti anch’io
sono cambiata in corpo e mente,
e se la torre centenaria avesse voce
me lo avrebbe sbottato seccamente.

Eppure sono rimasta interdetta
di fronte al totale cambiamento,
il tempo è scorso così in fretta
come alta cascata scende a getto,
che tante son le mani  che io strinsi
divenute ormai gelide ossa, nulla è
come allora, solo il rintocco cupo
del vecchio campanile sulla cima
non ha mutato l’eco antico, il più
è tutto stravolto, in parte disintegrate
le principali tracce di quel che fu.

M’ ero illusa di trovare qualche ruga
sul volto del paese, rispetto alla visione
fotografata nella mente, ma di fattezza
riflessa è rimasto poco, quasi niente,
il mio desiderio s’è rivelato chimera
assurdo sogno, risposta deludente.
Però la sera quel borgo l’ho abbracciato
col pensiero e col cuore, un qualcosa
mi suggeriva che quel niente era lì,
invisibile e silenzioso, a cercare una bimba
mora, taciturna e un po’ scontrosa.

Daniela Cerrato, 2017

___________Dipinto di Salvador Dalì_____________________________

Mysterious Mouth Appearing in the Back of My Nurse via Salvador Dali.jpg

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Senryu 21.05

Mente libera
su sentieri di pace;
è la giusta via.

Daniela Cerrato, 2017

Foto di Bill Ray ,Konosuke Matsushita, Kyoto, Japan, 1964

Bill Ray ,Konosuke Matsushita, Kyoto, Japan, 1964

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Come nascono i cantautori

Salotto della Resilienza Creativa

Le Arti e gli Artisti sono vasi comunicanti fra loro, in uno splendido intreccio di influenze reciproche. Spesso nell’altra rubrica di cui mi occupo nel Salotto, dedicata alla Poesia ‘Questo poeta mente’, vi ho raccontato di Poeti che sono anche Musicisti. Oggi ospitiamo al contrario, nella rubrica dedicata alla Musica, uno dei più grandi scrittori che abbia mai abitato la Terra: Italo Calvino.

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La tentazione delle nuvole di Georges Rodenbach (1855 – 1898) Traduzione di Marcello Comitini

I viaggi delle nuvole sono visioni riprese e dipinte da famosi artisti, che spesso anche noi fotografiamo, nel loro scorrere naturale in cielo o riflesse sui vetri delle finestre, gli occhi delle case che trasmettono, attraverso sagome dinamiche, la vita interna o esterna, secondo la luce diurna o notturna ; le stesse sono state raccontate dalla poesia che segue di Georges Rodenbach, poeta e scrittore belga di corrente simbolista, di cui pubblicai un’altra poesia due anni fa.
Questa Tentazione delle nuvole è stata  tratta da LES VIES ENCLOSES, testo pubblicato nel 1896, e tradotta dall’ormai impagabile Marcello Comitini, già noto traduttore ed estimatore del pensiero Baudleriano, che è riuscito ad arrivare a questa versione per me straordinaria, di non facile quadratura, poichè da quanto ho inteso è stato difficile per lui calarsi nel pensiero dell’autore  che ha una percezione diversa della vita e della realtà. Ma Comitini è giunto a dare un’equilibrio e una freschezza contemporanea ai versi ove, usando le sue stesse parole “…l’anima non appare più un soffio spirituale che aleggia sull’uomo: ho favorito quell’aspetto materiale dell’anima Baudelariana che, arroccata serenamente su una roccia cristallina, viene tentata dalla bellezza della sua amata. E ho tentato pure di dare un corpo sensoriale ai “vitres” del francese usando la doppia identificazione della stessa espressione con “vetri delle finestre” del primo verso e poi solo con “finestre” nei successivi versi. Ho così inteso restituire quell’armonia logica che il poeta ha costruito con le due espressioni “vitres” e “verre”… ”
Lascio in calce anche la versione originale e spero godiate anche voi di questa “tentazione”.
  Grazie Marcello!!

LA TENTAZIONE DELLE NUVOLE

I vetri delle finestre glauche di vecchie case
sono una parete umile, che si pone invano
tra la febbre della vita e la serenità in cui l’anima è chiusa.
Hanno solo offuscato il richiamo degli orizzonti.
Il cielo lontano vi scorre senza sosta e li ravviva
con la seduzione dei suoi bei viaggi affascinanti.
E le nuvole, che sono gli abiti del tempo si riposano
dentro questi armadi di vetro.
Gli ampi ori liquidi del mezzogiorno, i viola della sera, le albe,
tutto quello che passa e incessantemente si allontana,
stanno tentando l’anima sognante, che si credeva in salvo
dietro il cristallo della sua rinuncia.
Ah! Le finestre, simbolo eternamente elette dalla vita,
riflettono la vana ebbrezza della fuga,
sono complici del cielo in movimento che invita
come se la felicità si trovasse altrove!
Tentazione delle finestre ingannatrici
che diffondono nell’ombra intima delle case
l’incostante umore degli orizzonti cangianti
e i loro rosa e le loro fiamme silenziose.
E soffri, povera anima segregata, tu che sognavi
con la saggezza calma delle anime che rinunciano,
perché le finestre illuminandosi o scurendosi
si riempiono dell’ardore febbrile dei progetti.
Le finestre hanno tradito! Luoghi mal sorvegliati!
Ma le finestre, già per aver accolto i vecchi tramonti,
hanno subito assunto l’aspetto di vecchie cortigiane
che le nuvole hanno imbellettato!

(traduzione di Marcello Comitini)

LA TENTATION DES NUAGES

En vain les vitres glauques des vieilles maisons
Sont un rempart de verre humble qui s’interpose
Entre la vie en fièvre et la calme âme enclose,
Elles n’ont qu’embrumé l’appel des horizons.
Le lointain ciel sans cesse y passe et les aère
Du prestige de ses beaux voyages tentants ;
Et les nuages qui sont les robes du temps
Se reposent parmi ces armoires de verre.
Les midis, d’un vaste or fluide, le soir mauve,
L’aube, tout ce qui passe et part incessamment,
Vient tenter l’âme en songe et qui se croyait sauve
Derrière le cristal de son renoncement.
Ah ! les vitres, toujours reprises par la Vie,
Qui, reflétant la vaine ivresse du départ,
Sont complices du ciel en marche qui convie,
Comme s’il y avait le bonheur autre part !
Tentation dans les vitres fallacieuses
Qui propagent, en l’ombre intime des maisons,
La vagabonde humeur des changeants horizons
Et leurs roses et leurs flammes silencieuses.
Et tu souffres, pauvre âme enclose, qui songeais
Dans le sage insouci des âmes qui renoncent,
Car les vitres qui s’éclaircissent ou se foncent
S’emplissent de l’ardeur fiévreuse des projets.
Les vitres ont trahi ! Demeures mal gardées !
Mais les vitres déjà, pour avoir accueilli
Les vieux couchants, ont pris soudain un air vieilli,
Courtisanes que les nuages ont fardées !

(Georges Rodenbach)

Foto di Cerrato Daniela

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La Manifattura Ginori al Bargello: la bellezza, vista da vicino — ilraccontodellarte

via La Manifattura Ginori al Bargello: la bellezza, vista da vicino — ilraccontodellarte

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Magma d’amore

Nel magma rovente d’amore
gli alti flutti impetuosi
travolgono , brucia di passione
il corpo e il suo essudato,

vampe ardenti si diffondono
travolgendo e divorando
la carne che preme
su altra carne, fondendosi

congiuntamente; s’avvinghiano
mordendo,  annientando
tempo e spazio che perdono
dimensione, sino alla somma

potente esplosione, bagliore
di supernova, la cui luce
acceca, ingloba ogni colore
per alcuni attimi, poi è Vita

che scorre placida a fecondare
nuovo amore, intermedia
quiete dello stesso dolce
focoso ed immutato istinto.

Daniela Cerrato, 2017

Photo by Chris Friel

Chris Friel

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Nottetempo

Nottetempo, in sogno, ho incontrato
un uomo, dai fumi d’alcol alterato.
Era circa di mezz’età ma già stanco
della vita e dei dolori, manco
un nome m’ha citato, o forse si,
non ricordo, ma molto ha raccontato,
la sua storia, amori e sogni infranti,
coi desideri persi, eran proprio tanti;
col groppo in gola rimuginava,
sbottava considerando, con animo tristo,
che le sue sofferenze non eran
da meno di quelle di Cristo.
Come dargli torto se quel suo vissuto
tinto di nero non aveva lasciato
uno spiraglio di luce al  futuro?
L’uomo in disgrazia, pur se sconosciuto
m’ha accorata ed ho sì ben compreso
il motivo del suo ebbro stato,
che per istinto la sua mano ho preso
ed ascoltandolo l’ho forse riportato
a pensar che non doveva darsi per arreso.
In quel volto ancora un poco spento
s’interrompe la memoria del sogno;
non so perchè, ma sento il bisogno
di saper mutata la sua cecità nel vedere
la vita, e che in un’altro onirico regno,
ora è felice e non più tentato dal bere.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Pablo Picasso

Picasso

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