nulla è perso

Certi azzurri esistono ancora
sono venuti a mancare all’ occhio
smarrito tra altre lunghezze d’onda.
Riascoltiamo richiami abbandonati
dell’animo illeso che conducono
al di là d’ogni cupo anfratto,
le spelonche son fitte di mistero
e rimembranze ma celano orizzonti.
Troppo tempo si passa senza luce,
la gioia non acceca, non spaventa,
assecondala intrecciando le tue dita
alle sue e perditi con lei nel sogno
profetico suggerito da notturno margine.

– Daniela Cerrato

difficile da definire

La felicità non abita cassetti nè scrigni,
non si contiene, si respira in rarità di sintonie
difficili da cogliere e creare,
è manufatto artigianale curato
sul nascere, prende peso e forma
da un sorriso uno sguardo una parola
una mano offerta, imprevisti da cuore
a cuore, tiepide lacrime da non asciugare.
È credo non recitato, airbag che esplode
tra dubbi e mancanze, trasmittanza termica
di abbracci e baci fertili, pathos che ravviva
l’animo avvizzito da deludenti processi
d’un tempo ignaro di arrecare indelebili sfregi,
nuvola o cuscino che regala sogni creduti persi.
È sorpresa nascosta in qualche anima in cerca
di complemento, pure incosciente di cercare,
è difficile da definire, ancor più da afferrare.

– Daniela Cerrato

ottobre spurio

avvampa il sole l’occhio pregno d’oscurità
neppure i redò schermano l’ardire, dammi
tempo a ricordare in che giorno mi trovo,
in che mese. mi pareva fine ottobre invece
il cielo mi parla ancora d’estate con vesti
turchine, t’aspetti dietro le case un campo
di papaveri accesi misti a margherite, dolce
orizzonte, klimtiano torrente di colori fitti
tra siepi folte e un verde che non stinge.
non fosse per il calendario che non finge
direi che il tempo s’è fermato a maggio
dal mattiniero forzuto prevedibile raggio.
– Daniela Cerrato

acqua terra e luce

Incisioni d’una lapide solitaria
riapparse a vista dopo la pioggia
reincise da occasionale insistenza,
lacrime tardive han rimosso l’oblio
ridestando un nome emarginato.
così un’identità si ripresenta
vestita di foglie gialle cucite a pietra
“eccomi son sempre qui – pare dica –
non scordate che esisto e resisto
tra le pieghe del tempo a dimora
da tanto non coglievo attenzione
non posso dirvi quanto mi rincuora

– Daniela Cerrato

disgregazione

Amore a morsi fuggevoli,
scomposta tela di Klee
in frammenti disgiunti,
lampi di colore guizzano
tra le fessure di spazi
corrosi dalla voracità
di tetri ingranaggi letali,
febbrili passioni soffocano
nelle mancanze di libertà
che sono cancrena. È pena
sapere di pulsioni svanite
nascendo, spegnere l’istinto
per crono impedimento,
ferirsi col bacio non dato
lasciato appeso al caso,
rinviare un fissato incontro
per una priorità che chiama.
Sempre questa lama del tempo
spada di damocle incombente,
fetente quanto inopportuna,
che fortuna quando spensierato
l’amore era a lento rilascio,
senza picchi senza ammanchi
farlo finchè non si era stanchi.

  • Daniela Cerrato

orizzonti

avremmo comunque ali sfatte
dall’indolenza, rattrappite
da cadaverica apatìa, un urlo
disperato ricacciato in gola
merita liberazione, alziamo teste
e dorsi curvi, solleviamo braccia
il volo di Icaro sia spinta
irragionevole verso un rosso
acceso sdoganato dal tramonto,
meno letale di questa palude
in cui non tornerà mai il sole,
dove l’anima pian piano muore
senza aver marcato sua presenza

– Daniela Cerrato

Icarus, Odilon RedonIcarus, Odilon Redon.jpg

favola non è


nessuno si ama più di loro
che fingono distanze abissali,
si legge nei tatuaggi di parole
affiorate a pelo d’acqua, nelle
risposte senza domande, sottintesi
che riprendono omissioni. Sorrido
di tenerezza, ogni vuoto è carezza,
per quanto si autoconvinca morta
un’erculea forza li mantiene uniti.
cosmica legge pure io te lo chiedo
certi cuori infranti vanno ricostruiti.

  • Daniela Cerrato

punti di sospensione

Volgi la schiena al sole
per le ultime carezze
l’oro calato a terra umida
appassirà per suprema legge
nessuna ribellione ma un canto
di lode all’autunno si eleva
dai tuoi margini ritorti.
clorofilla azzerata in manciate
di settimane, spartane le regole
esistenziali dure e indiscutibili,
noi creature mortali ci somigliamo
punti di sospensione senza virgole.
– Daniela Cerrato

“Yellow among rust” foto di Paul Militaru (https://photopaulm.com/2019/10/11/yellow-among-rust/)

yellow-among-rust.jpg

still life

Sfiorite chiome stinte di ottuagenarie rugose
siedono sulle panchine al sole a raccontare ricordi
profumati di seduzioni e innamoramenti, d’acciacchi
e malcontenti su nipoti e figli ingrati, di gelati
che non hanno più il sapore di una volta, di mani
doloranti e dita ossute, allibite dai tempi moderni
“…chè quand’ero giovane certe cose…”, vecchie spose
vedove rassegnate alla solitudine, condivise nel fare
spesa quando il mercato chiude e si svende. S’arrende
dinanzi a loro il tempo, meravigliato da quel sorriso
senza età da fare invidia alla mia più giovane tristezza.
– Daniela Cerrato

Still life with roses, Giovanni BoldiniStill Life with Rose, Giovanni Boldini.jpg