Reblog: Quintessenza

Parole & Carriole

I tuoi occhi non sanno
di falene che se ne vanno dentro altri occhi, ardenti
come ghiaccio non si spengono
in posacenere d’acqua e argento.
Le tue menti ricordano
esplosioni e disarmo, si diramano
fino a dove nasce il bel canto
e i tuoi palmi – splendidi – non stringono ne incatenano
ma tremano.
Vibrando, ardono e poi incendiano.
Il tuo volto
è una linea oltreoceano,
la quintessenza della bellezza,
e i tuoi seni ne immettono la forza.
Chi li canta
non ti sa davvero cantare
perché non c’è uomo in grado
di scardinare la gloria di chi ti ha creato.

rsk

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c’è amore e Amore

A scimmiottare amore ci s’illude di amare
ma i cuori gelidi non cercano calore
il fuoco sazia gli involucri che li custodiscono
e già basta. Non è concesso il nucleo temendo
il contagio irreversibile. Campane afone
pulsano nel petto di chi confonde
iniziali minuscole con maiuscole.

– Daniela Cerrato

Haiga 15.5

Scrolla l’apatia

Ricolora la vita.

Lo sai fare.

. Daniela Cerrato

Qualcosa di meglio, Sergio Endrigo

Chiudono i bottegai le vetrine polverose
Addio care mentine appiccicose
Caramelle come sassi che non finivano mai
E ogni giorno era il grande momento
E ogni notte era un treno d’argento che fischiava nel buio
E ci portava via.
Si pensava a qualcosa di meglio, a qualcosa di più
Ma il leone ora dorme e la tigre non c’è
Ci sarebbe la forza e il coraggio dov’è?
Dove abbiamo sbagliato non so
Chi ha rubato il tesoro, chi ha tradito non so
C’eri anche tu…
Si pensava a qualcosa di meglio
A qualcosa di più.
Tenere fantasie negli armadi odorosi
Segreti e profumi languorosi
Borotalco acqua di rose di amorevoli zie
E l’amore era ancora bambino
Ci spiava e ci stava vicino
E origliava alle porte
Non ci lasciava mai.
Si pensava a qualcosa di meglio
A qualcosa di più
Orizzonti di gloria e la gloria non c’è
Ci sarebbe la rabbia e il coraggio dov’è?
Dove abbiamo sbagliato non so
Chi ha rubato il tesoro, chi ha tradito non so
C’eri anche tu…
Si pensava a qualcosa di meglio
A qualcosa di più
Si pensava a qualcosa di meglio
A qualcosa di più

(Sergio Endrigo)

piumini nel vento

Bianchi pappi sollevati volteggiano
impazziti in sospensione continua
tra un salire e scendere per vie oblique,
il capriccioso vento non concede loro sosta
se non sospinti ad incastro nel fogliame
nervoso che mostra irrequieta sonnolenza.
Più su un soffitto di plumbei nimbostrati
è immagine speculare di un maroso lontano.

– Daniela Cerrato

scioglilingua

Sciocco sciupare tempo in sciami di sciocchezze
scivolando su scie che sciabordano scemenze,
serro l’uscio, di me stessa faccio guscio
che non sia scialbo, di facile sfascio.
Non lascio ingresso liscio a chi trama mio accascio
o in fondo ad alto stoscio attende mio catafascio.
Rilascio un manrovescio a ogni animo malescio
e di sghimbescio osservo suo scincido striscio

– Daniela Cerrato