Brian Eno – By This River

l’album “Before and After Science” da cui è tratto il brano è del 1977  ma per atmosfera e contenuto  riflette la toccante attualità di questi giorni

Eccoci qui bloccati in questo fiume

Io e te al di sotto di un cielo

Che sta cadendo giù, giù, giù

Sempre cadendo giù

Attraverso il giorno come in un oceano

Aspettando qui a cercare di ricordare

Perchè siamo venuti, venuti, venuti

Mi chiedo perchè siamo venuti

Mi parli come se fossimo distanti

Ed io ti rispondo con impressioni scelte

Da un altro tempo, tempo, tempo

Da un altro tempo.

Urbi et Orbi – poesia di Franz

FRANZ

Urbi et Orbi

Il crocifisso è all’angolo di strada.

Urbi et Orbi

La piaga è lo sguardo offeso

d’un palmo nudo al vuoto steso.

Urbi et Orbi

La pietà non conosce il seno della madre

né genuflesso dolore,

ma solo il rattrappito corpo

d’un povero cristo che muore.

Urbi et Orbi

L’acqua non è santa

ma è pioggia sotto i portici al gelo

Urbi et Orbi

se lì c’è casa io lo so chi sarà assunto in cielo.

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protection, Massive Attack

Protection è un brano dei Massive Attack del 1994, gruppo noto per aver fondato un nuovo genere musicale, il Trip hop che mescola motivi elettronici a hip hop, soul, techno e house. Questa mescolanza di generi e stili affonda le sue radici nella storia di Bristol, (la città in cui si formano) che nel XX secolo è stata meta di massicci flussi migratori provenienti da Giamaica, Irlanda, Italia e  Polonia . Nel corso della loro carriera i M.A. hanno collaborato con Tracey Thorn, cantante e bassista del duo inglese pop-jazz Everything but the Girl, Shara Nelson, , Horace Andy, cantante giamaicano roots reggae, Tricky, , Nicolette Love Suwoton, compositrice e cantante scozzese di origini nigeriane. Hanno esordito nel 1991 con il loro primo album, “Blue Lines”, dal quale si evidenzia la potente Unfinished Sympathy, cantata da Shara Nelson con una voce black  possente. Poi nel 1994 il secondo disco, “Protection” da cui è tratto l’omonimo pezzo con voce di Tracey Thorn con splendide atmosfere oniriche in stile lounge, suoni rilassanti che sfumano nel finale col rumore della pioggia.

sguardi sul mondo

Uomini medicina sacrificati
senza rito propiziatorio,
crematori a bocca aperta
in numerica urgenza, previa
una preghiera. Attoniti
si assiste all’impotenza.
Assenza di lumi di ragione
fomentano distacchi
d’irreparabile squilibrio.
Pronipoti di Caino alzano
un inno macabro repellente,
gente finta pia e cinica si bea
d’un mors tua vita mea.
Dai continenti voci senza cuore
stonano fra solidarietà sincera
forse rimarrà di quest’era
un lago artificiale di lacrime.

– Daniela Cerrato

Roger Waters – wait for her

ASPETTALA

Con un bicchiere intarsiato con pietre preziose
In una piscina la sera
Tra le rose profumate
Aspettala
Con la pazienza di un cavallo da soma
Caricato per le montagne
Come uno stoico, nobile principe
Aspettala
Con sette cuscini disposti sulla scala
Il profumo dell’incenso delle donne riempie l’aria
Stai calmo e aspettala
E non far dileguare i passeri che fanno il nido fra le sue trecce
Lungo le barricate
Aspettala
E se lei arriva presto
Aspettala
E se arriva tardi
aspetta.
Lasciala essere interminabile come un pomeriggio d’estate
Un giardino in piena fioritura
Lasciale inspirare quell’aria che non appartiene al suo cuore
Lascia che le sue labbra si separino
Aspettala
Portala fuori in balcone, a vedere la luna inzuppata nel latte
Ascolta il fruscio della sua seta
Aspettala
Non lasciare che i tuoi occhi si posino sulle colombe gemelle del suo seno
Lascia che prendano il volo
Aspettala
E se arriva presto
Aspettala
E se arriva tardi
aspetta.
Servile acqua prima del vino
Non toccarle la mano
Lascia che le punte delle tue dita si fermino al suo cenno
Parlale dolcemente come un flauto farebbe a un pavido violino
Espira, inspira
E mentre l’eco si attenua dalla sua raffica finale
Ricorda le tue promesse fatte.

il meglio dalla notte

Ho rastrellato il meglio dalla notte
aghi di pino lavande e rosmarino
per sentieri di bucolici sogni,
verde e azzurro predominante
inebriante bicromìa sensoriale.
Il mattino reca aroma di caffè
unico richiamo d’antica abitudine,
dall’uscio i richiami di tanti ieri
vissuti senza troppe paure. Scure
ancora oggi alte nubi arbitrano
voli brevi di colombi guardinghi.

Daniela Cerrato

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MAGNOLIA, poesia di Massimo Botturi

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Da bambino
coglievo i fiori appena cascati
li pulivo,
e poi aspettavo insieme alle api il giusto corso.
Colore che declina da vivo
a quel, per sempre
che avrei succhiato in bocca con l’erba di domani.
La vulva e la pazienza degli alberi
la fede, nel vento e il sole arancio da est.
E’ stato questo, il primo insegnamento di sempre
prima ancora
che luce illuminasse la donna del peccato.
Prima dei grandi poeti, e i loro nasi
le schiene prone al canto d’amore;
prima ancora, del padre e le sue carte col vino.
Prima ancora, di madre e il suo grembiule di sassi
degli inverni, le file per il pane
tra sangue e indifferenza.
La vulva, e la pazienza degli alberi
il bel suono
frugato tra le foglie come avrei fatto altrove
coi tuoi capelli neri di creta, coi tuoi seni.
Il suono antico, del corpo mentre tocca la…

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Reblog: Concerto dalla Città Proibita su Rai 5

Appuntamento musicale

Wanderer's Blog

Stasera su Rai 5 andrà in onda un concerto eseguito nell’ottobre 2018 nella Città Proibita e già conosciuto in quanto pubblicato in DVD dalla DGG.

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L’Orchestra Sinfonica di Shanghai è diretta da Long Yu. In programma il Secondo Concerto di Rachmaninov con Daniil Trifonov solista, i CarminaBurana di Orff con Aida Garifullina, Ludovic Tézier, Toby Spence solisti e la Wiener Singakademie, November di Max Richter. I Carmina Burana sono stati pubblicati anche in CD.

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Gaber, un uomo e una donna

brano tratto dall’album “E pensare che c’era il pensiero”  del 1995 registrato dal vivo al teatro Regio di Parma nell’ottobre 1995. Riprende lo stesso nome del disco precedente, con il quale condivide buona parte delle tracce presenti.

E poi e poi e poi
e poi e poi
non ho più voglia di parlare
son confuso non so neanche decifrare
questo gran rifiuto che io sento
non so se è un odio esagerato
o un grande vuoto
o addirittura un senso di sgomento
di disgusto che cresce
che aumenta ogni giorno
mi fa male tutto quello che ho intorno.

E poi e poi e poi
questo gran parlare
che mi viene addosso
bocche indaffarate
volti da rubriche di successo
eterne discussioni
sono innocue esibizioni ma fa effetto
questo gusto, questo sfoggio
di giocare all’uncinetto con le opinioni
sono stanco vorrei andarmene lontano
ma purtroppo mi ci invischio
ogni volta mi accanisco
è una droga, non ne posso fare a meno.
E poi e poi e poi
e poi e poi…

Ci siamo noi, un uomo e una donna
con tutte le nostre speranze, le nostre paure
che a fatica ogni giorno cerchiamo di capire
cos’è questa cosa che noi chiamiamo amore.

E poi e poi e poi
questo gran bombardamento di notizie
la vita è piena di ingiustizie
di soprusi veri
devi dare una mano
non puoi tirarti fuori
devi andare a votare, poco convinto
devi fare il tuo intervento
devi partecipare
a questo gioco di potere
sempre più meschino e scaltro
e tutto quello che io sento
è qualcos’altro
è qualcos’altro.
E poi e poi e poi
e poi e poi…

Io e lei, un uomo e una donna
in cerca di una storia del tutto inventata
ma priva di ogni euforia e così concreta
che intorno a sé fa nascere la vita.

E poi e poi e poi
non saremmo più soli io e lei
finalmente coinvolti davvero
potremmo di nuovo guardare il futuro
e riparlare del mondo
non più come condanna
ma cominciando da noi
un uomo e una donna.

E riparlare del mondo
non più come condanna
ma cominciando da noi
un uomo e una donna.

camera con vista

Nuvole in abito scuro,
dicono che nevischierà domani
l’ombrello resterà chiuso
appeso nel guardaroba lato inverno.
i palazzi sembrano più tetri
ora che dai camini non sbuffa
fumo. Scampoli di vita
in ciabatte su autobloccanti
nell’ora d’aria in cortile.
La città pare un lazzaretto
si contano i deambulanti,
cani compresi.

Daniela Cerrato

Photo by Juanan Requena

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