Una poesia di Teresa Calderon, autrice cilena

TERESA CALDERÓN (LA SERENA, CHILE – 1955)

Danza del ventre danza della morte

la vita è un tramite del tempo
pezzo di carne pugno d’ossa
dissemina cellule
tra le acque amniotiche
Tutto succede
tra la danza del ventre
e la danza dei morti.
Il sipario di fondo
è il ventre preso in assalto.

(traduzione di Gabriel Impaglione)

tratta da http://www.margutte.com/?p=7298

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se lo sguardo non regge

Lo spunto del cuore ha mano tremula
e attimi di apnea in emersione,
allungo il collo come la Czechowska
di Modigliani per rimediare l’oltre
con  sguardo vago, lombare brivido
glaciale, palato in arsura, scordo
anche il mio nome, all’occorrenza
ne dovrei fare senza, una parvenza
d’indifferenza protegge dall’impaccio.
Sfumato l’imbarazzante intreccio
m’arrendo al caso e a quanto lascia
alle spalle il  fulgore improvviso.

– Daniela Cerrato

Ritratto di Lunia Czechowska , Modigliani (1884-1920)

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allergia

Al diavolo burocrati, leggi ambigue
decreti e inquietudini in scartoffie
chi ragiona su contorto binario mentale
può anche deragliare chè a ragliare
da alba a sera con infame tiritera
spegne ogni accento e fantasia,
tutto è piatto in afasia d’animo,
encefalogramma senza pulsazioni,
argomento inviso, galleggiano neuroni
in una noia abissale che sconquassa,
mi riossigeno con materia più vitale.
e scoppino i toner dell’intero stivale.
-Daniela Cerrato

attesa

Attendo il ritorno di papaveri rossi
chiazze di petali febbricitanti
sottili al tatto come ali di farfalle
monocolore, bandiere di stagione
e di forte passione, nei loro steli
dinoccolati e pelosi, sangui di fossi
bagliore di prati, beltà effimera nuda
e selvaggia che l’estate spalleggia,
ricami scarlatti tra spighe dorate
nostalgie d’ideali e orgogli sopiti.

-Daniela Cerrato

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tra le colonne sonore più celebri

proprio quaranta anni fa moriva Nino Rota musicista insignito dell’Oscar, autore di colonne sonore indimenticabili. Lo ricordo proprio attraverso una delle sue composizioni più famose, già dalle prime note è inevitabile che si ricompongano nella mente le scene principali del film con protagonista un grandissimo Mastroianni,  uno dei capolavori felliniani divenuto una pietra miliare della storia del cinema.
Mediterranea e vivace anche questa versione arrangiata da Mauro Pacchin ed eseguita dall’orchestra mandolinistica di Lugano.

 

Flavio Almerighi – ESTRANEI

Letture/Lecturas

Flavio Almerighi – ESTRANEI © 2019

Opera pittorica di Edgar Caracristi

Lettura di Luigi Maria Corsanico

György Ligeti – Continuum
Antoinette Vischer, clavicembalo

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Infinite onde concentriche,
acqua ovunque giacciano estranei;
non li vorrò mai vedere
nemmeno per interposta persona,
i resti saranno divisi equamente
tra sensi di colpa e rancore.

In tanta calma sintetica
da lasciarsi credere normalità,
la stessa dove affogano gattini,
rimpicciolisce ogni ricordo,
che il tempo allontana.
Vera unica virtù.

Penso agli stranieri,
nuotano disposti a morire
pur di venire qui a farsi odiare.
Allora qualcosa, qualcuno
è peggio di noi ottusi ignoranti,
disposti al lamento e niente più!

Alla fine ci si amerà morti,
questo paese n’è pieno.
Le parole non crescono grano,
non scaldano l’acquavite
gli sgomberi, le soffitte,
qualsiasi altra memoria.

Flavio Almerighi © 2019

ESTRANEI

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vita

Nel cumulo dei giorni estinti in sequenza
da almanacchi personali in rotazione
ci sono leggi vergate sul cordone ombelicale
che da sempre nutre anche la primigenia volontà
di trasgredirne alcuna. Ogni bocciolo poi si apre
perde i timidi colori, diventa audace singolarità,
dona qualche petalo a vento e sole, guarda in viso
l’universo per sentirsi meno perso fra un transito
di arrivi e dipartite. Sperimenta breve libertà
dalla catena col respiro dell’età spensierata,
finchè giunge certezza che era unico assaggio.
Il seguito è siglato da maggior conoscenza,
si digerisce ogni giorno la sorte disegnata
nella materia e nella sua alterazione.
Un urlo di dolore per ogni sottrazione, uno di gioia
per essere vivo nel mercato dei fiori, nel rigore
che accomuna l’organica sostanza nessun esemplare
può trasgredire alle leggi di natura, certa una scadenza
con una data in bianco, come un assegno da completare
non trasferibile, in un cassetto in temporanea giacenza.
– Daniela Cerrato

pioggia

cresce la pozzanghera, insieme la gioia
per la risposta a un desiderio evaso
da tempo, mi sbraccio e rido alle nuvole
che partoriscono gocce di salvezza.
già è più verde il verde e ogni colore
disperde il velo d’inquietudine, spezzata
l’abitudine a una siccità tragica…
M’inebria questo travaso trasparente,
come un vino corposo libera la mente.

– Daniela Cerrato

Reblog: Lezioni di filosofia da una chiocciola — Filosofia e nuovi sentieri

Ho seguito il suggerimento di lettura in wordpress e ho trovato questo prezioso articolo che suggerisce vari approfondimenti di pensiero e soprattutto ricorda quanto sia importante per ogni individuo rientrare nel suo personalissimo ritmo vitale spesso troppo sollecitato da agenti esterni con conseguente alterazione dello stato di salute. Dico questo perchè mi ritrovo molto spesso in estremo disagio fisico e psichico con i miei tempi “biologici” e quelli che mi vengono richiesti. Mi identifico in quella lumaca per natura ma non posso conservarne i tempi e questo è un problema. Grazie a Piero Borzini per l’articolo per di più stampabile in pdf che sono felice di condividere .

> di Piero Borzini* La filosofia è molte cose e può essere considerata da molti punti vista. Qui, vorrei restringere il concetto di filosofia al suo ruolo di strumento pratico per dare un senso al mondo e alla nostra posizione nel mondo. Ma anche restringendo la filosofia al mero ruolo strumentale troppe questioni rimangono aperte, […]

via Lezioni di filosofia da una chiocciola — Filosofia e nuovi sentieri

Gioielli Rubati 33: Franco Bonvini – Matteo Rusconi (rsk) – Gary J – Massimo Sannelli – Carmine Mangone – Carlo Bordini – Luciana Riommi – Cristina Annino.

almerighi

«Sono sogni che la lingua non può dire,
la somma di tutti i libri che leggeva,
a filo di una luce morbida, l’altezza
reale, lo dicono tante foto, una in interno,
ma rivolto al cielo, alla solennità dello
sguardo, a combattere le tentazioni dell’accidia,
già giovane e così dolorosa da vincere quasi
lo slancio naturale. Ma tante vite splendide
e i tanti che ancora sono. Magari immagini.»

ALLA CARA MEMORIA DI ALBERTO TONI

SOGNI DA BAMBINO

Le vernici invisibili!
Chi non ha sognato di trovarsi nello spogliatoio delle ragazze
magari con gli occhiali a raggi x, per vederle meglio.
E poi le radio allo strombolio di fragolosio
quelle che creano interferenze che bloccano le onde bugiardiche
e ti fanno dire la verità così ti sgamano sempre.

Ma sono così tanti e veloci questi sogni
che all’ ultimo non ricordo il primo.
E ho pensato..
sono grande,
da grande non servono…

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