Tutto vola via…

Vola via un pensiero un progetto
la speranza un’idea un sospetto
embrioni di un cervello mai spento
cui sfuggono idee, bollicine nel vento

Vola lesto il tempo guerriero vincente,
non c’è via di scampo lui corre indecente
sfumando un palpito che tener si vorrebbe
emozione vibrante, rara e lenta già crebbe.

Vola via tra le stelle la brevità della notte
seducente e ribelle i bei sogni s’inghiotte
liberandoli in nuvole dalle forme più strane
perle bianche che di cielo  diventano collane

volan alti gli stormi di uccelli migranti
io pure vorrei trasferirmi con ali fruscianti
verso terre più amene,ove del sole l’ardore
allontana le pene,anche quelle d’amore.

Vola via un sorriso raccolto per strada
come fiore di campo che all’animo aggrada
ripensato in istanti per orgoglio dell’io
sino a che solitario si dilegua in oblìo.

S’invola  il palloncino giallo di un bimbo
all’insù lo insegue verso il placido nembo
mongolfiera piccina sfuggita presto di mano
viaggia ora leggera verso un punto lontano.

Vola via fanciullezza ingenua e innocente
per far posto a scaltrezza di canuto sapiente
che melanconico cede ai rigori più seri
rievocando soddisfatto il monello di ieri.

Così pure è volato sino alla quarta stagione
l’anno vecchio dileguandosi e per congiunzione
lascia gioie e dolori sulla via del passaggio
ma fa spazio al novello,  ce lo auguriamo saggio.

Daniela,gennaio 2016

Foto di Tiferett, “vola via”

vola via Tiferett

Prontuario per il brindisi di capodanno (Erri de Luca)

Con questa poesia di Erri de Luca saluto tutti voi amici del blog, augurando un sereno anno nuovo con la speranza che sia costruttivo per una migliore convivenza tra i popoli e una più equa qualità di vita per tutti.
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Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

Prontuario per il brindisi di capodanno è tratta da L’ospite incallito, Einaudi 2008.

 

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee

Proprio perchè son troppo pochi coloro che denunciano e richiamano vergogna e giustizia su questa carneficina rebloggo l’articolo per mantener vivo il ricordo di una etnia che aveva molto da insegnare e che è stata sterminata con una crudeltà e una barbarie disumana.E ricordiamo anche che dopo così tanti anni sono ancora oggi oggetto di maltrattamenti discriminazioni e soprusi. Grazie per il post,grazie a coloro che lo condivideranno.

A tal proposito invito a leggere anche l’interessante articolo di Indianalakota al seguente indirizzo: https://phehinothatemiyeyelo.wordpress.com/2015/12/29/29-dicembre-1890/comment-page-1/#comment-3659

 

Lev Tchistovsky (1902-1969) pittore russo

Tra la folta schiera di  artisti russi mi sono imbattuta in questi giorni in un’opera di Lev Tchistovsky che mi ha incuriosita così ho cercato notizie su questo pittore del primo novecento prima a me sconosciuto.
Lev Tchistovsky nacque nel 1902 a Pskov,in Russia. Nel 1924 terminò gli studi all’Accademia di Belle Arti di Leningrado.
Lasciò l’Unione Sovietica nel 1925 e per due anni studiò presso la Reale Accademia di Belle Arti di Roma dove incontrò Irene Klestova, che divenne  sua compagna fino alla morte.
Nel 1926 la coppia si stabilì a Parigi e apri uno studio. Tchistovsky evitò però di lasciarsi coinvolgere dalle tendenze pittoriche che erano comparse negli anni venti tra Montparnasse e Montmartre, concentrandosi invece sulla pittura classica;per questo motivo lo storico dell’arte Lukomskij lo definì “un’autentico resistente”.
Con i suoi nudi sensuali raggiunse una perfezione notevole, ma aveva
anche una predilezione per ritratti di celebrità,nature morte e scene
mitologiche.
Per dipingere i fiori si ispirò al  bellissimo giardino con serra
nella sua residenza estiva di Cenevieres nel sud della Francia dove
coltivò splendide orchidee.
I dipinti di Tchistovsky hanno raccolto una forte richiesta da gallerie francesi, inglesi e americane e il suo talento gli è valso ottimi riconoscimenti : uno dei suoi grandi acquerelli e due dei suoi dipinti sono stati accettati dal Museo russo di Leningrado,e un’altro dalla Galleria Tretiakoff a Mosca.
Un suo acquerello che ritrae Suzy Solidor è esposto nel Castello di
Cagnes sur Mer e alcuni altri dipinti presso il Museo di Villefranche de Rouergue vicino Cenevieres,luogo in cui morì nel 1969.

Lev TCHISTOVSKY ~ flowers

LEV TCHISTOVSKY (RUSSIAN 1902-1969)b_XXXL

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Lev Tchistovsky

Lev Tchistovsky180

LEV TCHISTOVSKY (RUSSIAN 1902-1969)_4

Carosello di vita

ci destreggiamo tra nascita e morte
in corridoi di dolori più o meno intensi,
tracciati programmati per l’anima errante
in un carosello di emozioni figlie dell’esistenza.
Continue prove di resistenza,  iniezioni di forza,
pazientare in attesa costante dell’ignoto
immaginando che una bianca sacralità rapisca
l’anima scissa e la riconsegni ai primordi di luce.

Daniela,dicembre 2015

Bottoni bianchi

Mi arrendo ai piedi dolenti
e sfinita dopo tanto cammino
mi lascio cadere prona
sulla coltre di fiori bianchi,
col naso sui petali
d’innocenti margherite.
Il profumo è il solito
dell’erba fitta
che incornicia e contrasta
questa magica pennellata
di bianchi bottoni
sobri e carezzevoli,
oltre i quali lo sguardo
indaga sulla continuità
del verde disteso.
Le numerose sfumature
s’incrociano con poche tinte
sotto un cielo grigiastro
apparentemente monotono,
e mentre seguo con gli occhi
la strada sinuosa
che si perde a vista,
apprezzo la solitudine del luogo
trasformata in quiete.
Non conosco il percorso
che porta al traguardo
ma credo sia meglio
terminare la sosta;
con la mano aperta
carezzo una scia di pratoline
e mi riavvio
prima che giunga il buio.

Daniela,dicembre 2015

 

 

 

Kenro Izu,fotografo giapponese

MG_7089.jpegKenro Izu è un artista giapponese nato ad Osaka nel 1949 e trapiantato negli Stati Uniti dove si recò nei primi anni ’70.
Nelle sue opere mostra la bellezza spirituale della natura,attraverso paesaggi armonici,fiori e corpi nudi,quasi fossero frutto di una meditazione zen.
I suoi scatti ponderati e studiati riflettono molto la cultura orientale che tende a voler suscitare focalità e attrazione sul dettaglio di un immagine, dando vita così a profonde riflessioni.
La sua visione personale del mondo iniziò con un viaggio alle piramidi egiziane, poi nel Bhutan e successivamente in India,dove ha trovato naturali spunti per immagini concentrate sulla spiritualità dei luoghi e sulle persone spesso in atto di preghiera.
Ha immortalato diversi luoghi sacri in Siria, Giordania, Inghilterra, Scozia e Messico oltre naturalmente ai luoghi in cui ha concentrato maggiormente le sue energie,cioè nei siti buddisti e indù.
Per le stampe utilizza la tecnica del platino palladio,uno dei materiali più resistenti in natura che mette in risalto particolarmente il bianco e nero, le ombre e le luci.
Impegnato anche nel sociale,ha ricevuto il riconoscimento per aver
migliorato la salute dei bambini di alcuni paesi.Grazie ai suoi scatti è riuscito a dar vita a un’organizzazione non governativa che si chiama “Friends without a border”,impegnata nel miglioramento delle condizioni di vita dei bambini che vivono soprattutto in Cambogia e in Laos.
Il resto lo lascio raccontare alle immagini.

by-Kenro-Izu

Kenro Izu 1996 INS 15. 8x12

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kenro-izu-mostra-milano.jpeg

kenro izu 8

 

 

Speranza

 

rinnovare coscienza per salvar corpo ed anima
da abissi disgraziati, anelare all'eterno sgravati
da ogni bruttura, scrutare possibili avamposti,
cercare approdo in luoghi d'abbraccio primordiale
ove uguaglianza e libertà siano incrollabili...
se l'uomo ambisce al volo si sorvoli l'utopia
con ali nel cuore che non siano posticce

Daniela,dicembre 2015

 

 

Konstantinos Maleas (1879-1928)

Proseguendo nella ricerca di artisti a me sconosciuti,nel web ho scovato un pittore che trovo interessante: è Konstantinos Maleas (1879-1928) che è stato uno dei più importanti post impressionisti greci.
Nato a Istambul,non fece parte del circolo artistico ateniese,ma studiò al collegio greco-ortodosso di Fanar prima di partire per Parigi dove si recò per studiare architettura,ma poi i suoi studi si orientarono totalmente verso la pittura sotto la guida di Henri Martin.
Tornato in Grecia nel 1913,divenne membro fondatore del gruppo d’avanguardia, che importò l’arte contemporanea internazionale in Grecia; illustrò il primo libro-alfabeto nella nuova lingua greca moderna Demotiki e scrisse articoli per diverse riviste d’arte.
Le sue opere sono principalmente caratterizzate da paesaggi,nature morte in una rappresentazione della natura influenzata dai lavori di Cezanne,Gauguin,Van Gogh e anche da qualche influenza simbolista e fauvista. La sua tavolozza è composta da toni molto chiari e luminosi con preferenza di colori caldi legati alla terra.
Viaggiò sia nell’Europa dell’ovest che in Egitto e Palestina,da cui trasse spunti per alcune delle sue tele;molti dei suoi lavori si possono ammirare alla Galleria Nazionale di Atene.

Orpheus and Pegasus

Orpheus & Pegasus 1 Maschi

Pantanassis Naxos

Pantanassis Naxos, Konstantinos Maleas

The Port of Rhodes

Konstantinos Maleas (Greek 1879-1928), The Port of Rhodes

Pine trees

maleas-pine-trees-in-halki.jpeg

Still life with red snapper,Naxos 1920

maleas-still-life-with-red-snapper-naxos-1920

Dance of the stars

Maleas-dance-of-the-stars.jpeg