vetrina fotografica: Vivian Maier, fotografa riscoperta

Vivian Maier, ritenuta uno dei più grandi fotografi del ventesimo secolo è divenuta famosa solo alla fine della sua vita e quindi immediatamente fece scalpore in tutto il mondo. Vivian Maier (NewYork, 1926-2009) ha condotto sempre una vita normale ,piuttosto anonima,persona anche definita piuttosto chiusa da chi l’ha conosciuta, ha lavorato come bambinaia per tutta la sua vita; ma nel suo tempo libero, ha documentato la vita di strada con migliaia di scatti in città come New York e Chicago, anche se nessuno della sua cerchia di conoscenze aveva mai visto i risultati. Alla sua morte ha lasciato dietro sé un’immensa mole di lavoro, composto da una miriade di negativi. Le sue qualità possono essere comparate a quelle del famosi fotografi contemporanei come Joel Sternfeld, Joel Meyerowitz, Elliot Erwitt e Garry Winogrand. Oltre a foto, ha anche fatto filmati e registrazioni audio. La Maier era una vagabonda incallita e fotografa autodidatta che usava una reflex a doppia lente Rolleiflex con una straordinaria capacità di avvicinarsi a persone di tutti i ceti sociali.vivian maier b5a0 vivian-maier-6 vivian-maier-new-york7 FINDING VIVIAN MAIER still 18 VivianMaier01 August 22, 1956 Undated, New York, NY vivian_maier_street_photographer_photo_14 vivian-maier-self-portait-b vivian-maier-007 vivian-maier-spotlight-02b VivianMaier-01

vetrina fotografica: Frederic Lagrange

Frederic Lagrange fotografo francese nato a Versailles , e residente a Brooklyn ha iniziato la sua carriera fotografica nel 2001, dopo aver lavorato per tre anni con il fotografo di moda Nathaniel Goldberg . all’inizio Frédéric ha focalizzato il suo lavoro sulla fotografia di viaggio , ampliando poi i l suo genere includendo anche moda e ritrattistica .
I suoi scatti sono stati pubblicati su diverse riviste come Louis Vuitton , Harper Bazaar , Vogue , The New Yorker , Condé Nast Traveller , Vanity Fair e varie altre.La sua fotografia è stata anche protagonista di campagne pubblicitarie internazionali per Louis Vuitton e Hermès .
E ‘uno dei 30 fotografi sponsorizzato da Kodak in tutto il mondo,e da quando ha iniziato i suoi reportage ha documentato il mondo viaggiando attraverso più di 80 paesi con immagini che sono piene di emozioni e fanno viaggiare con la mente e pensare alle storie dei personaggi ritratti e della terra in cui vivono.

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Gabriele D’Annunzio, Voglio un amore doloroso…

Voglio un amore doloroso, lento,
che lento sia come una lenta morte,
e senza fine (voglio che più forte
sie della morte) e senza mutamento.

Voglio che senza tregua in un tormento
occulto sien le nostre anime assorte;
e un mare sia presso a le nostre porte,
solo, che pianga in un silenzio intento.

Voglio che sia la torre alta granito,
ed alta sia così che nel sereno
sembri attingere il grande astro polare.

Voglio un letto di porpora, e trovare
in quell’ombra giacendo su quel seno,
come in fondo a un sepolcro, l’Infinito.

gabriele-dannunzio

Anais Nin -Voglio vivere solo per l’estasi

Voglio vivere solo per l’estasi.
Le piccole dosi,
gli amori moderati, tutte le mezze sfumature,
mi lasciano indifferente.
Mi piace la stravaganza.
Lettere che raddrizzano
la schiena dei postini,
libri che traboccano
dalle copertine,
sessualità che fa saltare
i termometri.

Anaïs Nin

 

Notte

La città dorme, uccelli notturni
fanno eco a misteriose leggende
la notte è amica e nemica
troppo breve o infinita
tra amori e clandestinità,
turni di lavoro e insonnie.
La notte è un ombrello aperto
che oscura ogni cosa e illumina
coscienze che vegliano.
E quando scrosci di pioggia
rompono il prezioso silenzio
ci si sente bambini cullati
e rannicchiati in posa fetale
ne assaporiamo  il canto.

(Daniela,23 ottobre 2014)

Anche Saffo teneva famiglia

Studia Humanitatis - παιδεία

di A. Aloni, in «La Stampa», 12.02.2014, p. 36.   Un papiro egiziano restituisce due frammenti inediti della poetessa: non parlano della sua cerchia femminile ma di due fratelli scapestrati che rischiano di rovinarla

Affresco dall'Insula Occidentalis VI, a Pompei. Donna con tavolette cerate e stilo (o Saffo), 50 a.C. ca. Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Affresco dall’Insula Occidentalis VI, a Pompei. Donna con tavolette cerate e stilo (o Saffo), 50 a.C. ca. Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

La notizia circola da qualche settimana: un nuovo papiro egiziano riporta frammenti di due poemi di Saffo, uno dei quali ignoto. Tutto ha inizio grazie alla generosità scientifica di Dirk Obbink, papirologo di Oxford e curatore della prestigiosa collana dei Papiri di Ossirinco, la più importante del mondo, e la più prolifica di testi inediti. È la seconda volta in questo breve millennio che testi di Saffo vengono ritrovati e pubblicati: dieci anni fa un papiro dell’Università di Colonia ci ha restituito una diversa versione del famoso Carme della vecchiaia e un ulteriore…

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