Nell’abissale placenta

Ricorrente è il desiderio d’essere una creatura marina, appartenere a quel
mondo fiabesco che sta al di sotto della superficie in cui l’uomo galleggia con corpo e pensieri. Vorrei l’acqua come mio elemento vitale e assorbirne tutta l’energia, estasiarmi per il grande stupore di spaziare in quell’immenso caledoscopio vivente, un mondo dai mille colori e forme che danzano e fluttuano in splendide coreografie dirette dalla corrente, costellato di minuscoli microrganismi, occhietti insabbiati in un mimetismo straordinario. E fra tante stranezze di subacquea natura accorgermi che nulla conoscevo ancora di tanto entusiasmante da non desiderare più ali per librarmi in cielo, non voler vedere neppure la Terra da una lontata prospettiva ma, nel suo abissale placentato grembo, essere sensorialmente più vicina al suo cuore infuocato e pulsante.

– Daniela Cerrato, 2017

Illustrazione di George Barbier

by George Barbier

inchiostri sciolti

Inchiostri sciolti.
Nell’acqua prendon corpo
vive fantasie.

Daniela Cerrato, 2017

Nell’immagine un’opera di Chris Slabber, l’artista sudafricano che utilizza la manipolazione fotografica per formare figure  tra  turbini di vernice disciolta in acqua. (https://www.artpeoplegallery.com/destructioncreation-by-chris-slabber/ )

chrisslabber1

Zampillo

Dal beccuccio di ottone ossidato
acqua scende lenta, zampilla
dalla fonte e qualche stilla
schizza sul bordo della vasca

rinfresca i colombi accaldati
che grugano e vanno zigzagando
pare si muovano rallegrati
dalla frescura e quasi danzando

salutano la fontana della piazza
antico sollievo fra odorosi tigli
impettiti e schierati a contornare
le bancarelle del mercato rionale

che la domenica lascia spazio vuoto
silente e religioso, benefico riposo
in cui il traffico  meno sostenuto
offre miglior respiro e se occhi poso

sulla prospettiva del largo alberato
pare quasi si accenda la memoria
di quando la città aveva più fiato
e la pedalata era d’uso, obbligatoria.

Daniela Cerrato, 2017

SONY DSC

Forza di natura

Ascolta da viva voce
la cascata secolare
odi lo scroscio a getto
dell’acqua spumosa e fredda
lontano dalla riva puoi
senza sforzo immaginare
sua presenza nell’udire
il fragore di quel canto
in continuo divenire
che copioso pare pianto
ascolta attentamente
e pensa a quanta
magnetica energia
ad ognun trasmette
biosfera e meraviglia
natura in opera riflette;
il suo discorso si fa muto
la sua voce non echeggia
se il gelo l’attraversa
intirizzite lacrime s’allungano
lingue di gelido cristallo
immobili attendono pazienti
mite sole e  rapido disgelo
e da lacrime prima scarse
riparte il ruzzolare.
Ascolta, ascolta e guarda
questo bianco muro d’acqua
risveglia i sensi dal torpore
la natura è assai gagliarda

Daniela Cerrato,2017 ______ Immagine da web

cascata-campanaro

Mani di ninfa

Bianche mani di ninfa
emergono dall’acqua,
galleggiano aperte
a salutare il Sole.
Per amor suo
la bellezza immolata
venne inghiottita
dalle profondità lacustri
custodi di un tesoro
mai mostrato,
zavorra d’amore
da cui sbocciò
il candido fiore
che unicamente si apre
all’astro del giorno.
Daniela,ottobre 2015

Dipinto di Willard LeRoy Metcalf (1858-1925), “Ninfee” , 1905

Willard LeRoy Metcalf (1858-1925); Pond Lilies; 1905; Oil on canvas; Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas; 2010.12
Willard LeRoy Metcalf (1858-1925); Pond Lilies; 1905; Oil on canvas; Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas; 2010.12