In un luglio remoto

Dopo sua scelta
ardua e ponderata
si era ritrovata sola
a visionar fotogrammi
di quegli anni condivisi
difficili da somatizzare.
Il dolore e la rabbia
devastavano l’anima,
salivano dalle viscere
e passando dal cuore
si alimentavano
di rinnovato astio.
L’odio e i residui d’amore
si alternavano veloci
non lasciando pace
nelle torride giornate
di un luglio odioso,
col cocente sole
che essicava lagrime
appena sgorgate.
Occhi infuocati e gonfi
per canicola e pianto
su un volto ormai disfatto
si quietavano un poco
al germogliar di un pensiero:
anche se il futuro
era ancora incerta chimera
con dignità e amor proprio
aveva ritrovato se stessa.
Daniela,novembre 2015

 

 

Mani di ninfa

Bianche mani di ninfa
emergono dall’acqua,
galleggiano aperte
a salutare il Sole.
Per amor suo
la bellezza immolata
venne inghiottita
dalle profondità lacustri
custodi di un tesoro
mai mostrato,
zavorra d’amore
da cui sbocciò
il candido fiore
che unicamente si apre
all’astro del giorno.
Daniela,ottobre 2015

Dipinto di Willard LeRoy Metcalf (1858-1925), “Ninfee” , 1905

Willard LeRoy Metcalf (1858-1925); Pond Lilies; 1905; Oil on canvas; Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas; 2010.12
Willard LeRoy Metcalf (1858-1925); Pond Lilies; 1905; Oil on canvas; Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas; 2010.12

Colazione d’altri tempi

Caffèlatte caldo
in una scodella colorata,
da bambina pareva enorme,
il premio dopo la sveglia,
biscotti caserecci
o pane tostato.

Stivali, mantellina, cartella,
gli ultimi ritocchi ai capelli
e poi passi decisi verso la scuola,
il  saluto di mamma
tra mille raccomandazioni.

L’odierna colazione
è ben misera  a confronto,
un caffè preso al volo
senza sapore aggiunto,
senza profumo d’amore
mescolato in tazza.
Daniela Cerrato, 2015

 

 

Incontro notturno

Nella notte maggese
i nostri sogni a convegno
si sono intrecciati
in un perfetto incastro,
hanno preso forma
in un’antico casolare isolato
di nuda pietra grigia,
cinto di chiome arboree
dagli svariati toni di verde
che infittivano la penombra della sera;
gelsi querce e castagni
hanno protetto la nostra intimità
e quel luogo antico e quieto,
teatro di chissà quali storie
di altri trascorsi amori,
è diventato un dolce rifugio.
Le nostre anime ivi ritrovate
hanno generato una vitale unione
dove i corpi visti dall’alto
han creato voluttuose spire,
movimenti carnali ritmici
danzando nel più dolce
dei rituali d’amore,
e tutto il nostro essere era lì
in quello spazio proiettato
dall’infuocato condiviso desiderio
di sentirci uniti sino al risveglio.
Daniela Cerrato, 2015

 

 

Gabriele D’Annunzio, Voglio un amore doloroso…

Voglio un amore doloroso, lento,
che lento sia come una lenta morte,
e senza fine (voglio che più forte
sie della morte) e senza mutamento.

Voglio che senza tregua in un tormento
occulto sien le nostre anime assorte;
e un mare sia presso a le nostre porte,
solo, che pianga in un silenzio intento.

Voglio che sia la torre alta granito,
ed alta sia così che nel sereno
sembri attingere il grande astro polare.

Voglio un letto di porpora, e trovare
in quell’ombra giacendo su quel seno,
come in fondo a un sepolcro, l’Infinito.

gabriele-dannunzio

Vinícius de Moraes, Tenerezza

Io ti chiedo perdono di amarti all’improvviso
Benché il mio amore sia una vecchia canzone alle tue orecchie,
Delle ore passate all’ombra dei tuoi gesti
Bevendo nella tua bocca il profumo dei sorrisi
Delle notti che vissi ninnato
Dalla grazia ineffabile dei tuoi passi eternamente in fuga
Porto la dolcezza di coloro che accettano malinconicamente.
E posso dirti che il grande affetto che ti lascio
Non porta l’esasperazione delle lacrime ne il fascino delle promesse
Ne le misteriose parole dei veli dell’anima…
È una calma, una dolcezza, un traboccare di carezze
E richiede solo che tu riposi quieta, molto quieta
E lasci che le mani ardenti della notte incontrino senza fatalità lo
sguardo estatico dell’aurora.