Ekfrasis, su fotografia di Tiferett

La luce vive
gli estremi ritagli del giorno
segnati da imperturbabile quiete
e  descrive,

abbandonandosi languida,
l’abbraccio della sera.
Placidamente attende
l’ accresciuta oscurità
nel grembo della terra
che raccoglie il lacustre specchio;
da lì le note più romantiche

saliranno verso la luna
che intenerita,
favorirà l’opportuna situazione
per intimità sospirate e tremanti,
audaci complicità di cuori amanti

attratti da sì velata seduzione.

Daniela Cerrato, 2017

Foto di Tiferett “La luce vive”  da https://tiferett.wordpress.com/2017/07/21/la-luce-vive/

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Cuore

Imperfetto e ritmico
tra diastole e sistole
mosso, se scosso da sussulti
di battito impazzisce.
Sorprende quando si fa quasi muto,
si tasta il polso, lo si va a cercare,
come se potesse essere evaso
dalla sicura fortezza del corpo.
Lo si sente ridere
quando amor lo solletica,
si bea nella paradisiaca estasi
e tristemente affranto, duole
di disperazione per ogni eterno addio.
Acciaccato e livido riparte
a meravigliarsi ancora
nel vedere la sua sagoma
trafitta, in bella mostra su un muro,
voce anonima d’amore universale;
così ritorna, in battere e in levare,
a canticchiare una dolce melodia.
Zitti lo si sta ad ascoltare,
per soddisfarlo di nuovo, e ancora,
chissà che per noi decida, così
all’improvviso, di tornare a volare.

Daniela Cerrato, 2017

Jim Dine Pop Art

Jim Dine

Spensi le luci

Il battello aveva acquistato velocità, seguendo la rotta abituale, ma la mia mente era già oltre la meta di tutti i naviganti, me compresa, che invece di osservare la bellezza
degli storici palazzi lungo il fiume, tormentata da un malessere continuo, mi domandavo cosa facessi lì, proprio lì, in compagnia di qualcuno che improvvisamente era divenuto estraneo al mio mondo.
L’afa aumentava il disagio, tanto che a breve anche le idee si sciolsero;  osservando lo spostamento dell’acqua e  i suoi mulinelli,  anche i pensieri iniziarono nuovamente a muoversi e a galleggiare, su quella schiuma sporca e viscida, come le ombre che ripresero a tormentarmi quando posi nuovamente i piedi  a terra. Il saluto freddo che ci riservammo fu l’ultima nota di una triste canzone.
Da quel momento spensi per sempre le luci su quell’insulso amore.

Daniela Cerrato,   2004.

Onda anomala

La spinta del cuore, prevale
per vigore ad altre forze,
il suo è impeto violento,
cieco furore che scuote, travolge,
scaraventa come onda anomala
rimasugli di candore, rifiuta
d’ogni senno il salvataggio,
e l’abbandonarsi al suo estro
è lesta perdizione di corpi bucanieri
alla ricerca d’attracco, di covo sperduto,
fuori mappa, segreto, ove indisturbati
occultano di tal slancio lor licenza;
e muovono guardinghi in accorta acrobazia
a disperdere eventuali indizi per la via.

Daniela Cerrato, 2017                Illustrazione di Bernie Fuchs

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Anime perdute

Solo con te tornerei a peccare
chè il Paradiso non è nostro
della mia anima rimani incastro
e rogo ardente in cui spirare.

Già vedo l’alma come stornello
in volo inseguire la tua scia
nell’ eterno andar a mulinello
senza beneficiare d’altra via.

Per salvezza d’altronde dubbi avrei
che alcun si sottragga dagli eccessi
di folle amore e carnali amplessi.
E se perduti sfidassimo gli dei

per mostrare che amor non è peccato,
speranza d’assoluzione non pensi
si possa aver se è loro palesato
il soave bene degli umani sensi?

Daniela Cerrato, 2017

Art by Marcel Ayme

Marcel Ayme

Le tue braccia

Allontano il cuscino
per cercar le tue braccia
in cui sognare, mare placido
ove fluttuo in serenità,
dolci catene che imprigionano
il cuore, rami d’edera di cui
cerco aggroviglio,
cintura stretta in vita
che a sè mi invita
con dolcezza o forza,
molo ove ormeggiare,
fari nell’oscurità che
vegliano sulle insicurezze,
indescrivibile allaccio,
strumenti unici da cui
mi lascio plasmare,
tenere appendici che vestono
la mia anima nuda e di sua
indomabile indole son disciplina.

Daniela Cerrato, 2017

Rosso e nero

Tra il rosso e il nero  prende
il petalo sfumature d’una sorte;
di passione l’uno accende,
l’altro può rivelare morte.

Simbolismo tinto d’amor fatale,
voce che ci racconta
tra il bene e il male,
dell’uomo a cui monta

la follia che al delitto
conduce, sì che la ragione
è vinta da istinto, e inflitto
il lutto, del dramma v’è doppione.

Daniela Cerrato, 2017

“Crazy passion” Photo by Paul Militaru :  https://photopaulm.com/2017/06/17/crazy-passion/
crazy-passion.jpg

Fu ad Alassio…

Spalle al muro ad angolo
serrato, in compagnia
della tristezza e di
un bicchiere di brandy,
nella sua isola scura,
fissava ora il soffitto
ora quel dado di ghiaccio
che tintinnava ad ogni
giro del bicchiere fra
le mani nervose.
Non sapevo chi fosse,
nè mai l’avevo prima
notato, ma col tempo
mi donò un primo sorriso;
che bello il suo viso
nel mutar d’espressione…
Tra il dire e l’ascoltare
l’empatia aumentò, in un
sol filo s’intrecciarono
i nostri nomi ventilati
dalla brezza del mare.
Ora è un ricordo del cuore,
di quelli che vi entrano
e non escono più, anche
quando la vita disperde
le anime, senza sapere dove.

Daniela Cerrato, 2017
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