Dedicata ad Anais

Petali rosa sui tuoi fianchi
vibrano tremolanti al vento,
disperdono note di fragranza
in femminile danza, scosse
perivertebrali che smuovono
il mondo, allodole che scendono
in picchiata dal cielo inneggiando
all’amore, caldo africano
che effonde sentore salmastro;
brucia la pelle, arde il cuore
fra canto di sirene seducenti
che accompagnano il vagabondare
alla ricerca dell’amore che placa.
Illusione vana, l’uno cattura
mentre l’altro reclama nel complicato
intreccio di passioni, la mente è
confusa, il cuore fibrilla.
La vita è incontenibile passione,
come per l’oceano l’ulteriore stilla.

Daniela Cerrato, 2017

Anais 121

Nella foto:Anais Nin

Inettitudine

Mani grandi sorreggono
vita nuova, la fasciano
d’amore apprensivo
e dolce, si fanno scudo
ai pericoli di cadute,

mente e cuore sono la forza
che sostiene quelle mani,
e se il senno manca loro,
su progenie si impedisca
di aver la padronanza;

ingenuità di tenera prole
ignora del mondo adulto
la stoltezza che improvvisa,
ad ignoranza vita non s’immola
chè già venire al mondo è cosa dura.

Inettitudine è mostro assai nocivo
violenta e uccide, d’amore è privo,
certo non son Dio per poter giudicare
ma tanta amarezza lasciatemi sfogare.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Emile Nolde
Emile Nolde 4

Di rose e di felci

Era gìà di carezza calore
la certezza di vederti
per incontrar le tue parole
e i tuoi silenzi tesi all’ascolto,
con tono discreto indagavi
sugli affari miei, anche di cuore,
coglievi reticenze ed ombre
di delusioni sul mio viso,
sempre pronta a consolarmi
o a condividere la gioia
che non riuscivo a contenere;
ed io tentavo di sminuire
i tuoi dubbi e i tanti affanni
che disturbavano la pacatezza
al tuo sguardo ed al tuo dire.
Nello scorrere degli anni
assenza non muta, anzi cresce,
dei tuoi grandi occhi verdi,
splendidi toni di viva felce
sgranati per stupore
o contratti per dolore;
ci raccontammo molte cose
tra poche spine e tante rose
ma non riuscirò mai a dirti
madre mia, chè manca metro
di misura, l’ampiezza del vuoto
che lasciasti da quell’aprile,
e seppur è noto della vita il fine,
il distacco s’empie di nostalgia
e talvolta muove il mio pianto,
non solo in questa poesia
che d’infelicità è canto.

Daniela Cerrato, 2017

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Magma d’amore

Nel magma rovente d’amore
gli alti flutti impetuosi
travolgono , brucia di passione
il corpo e il suo essudato,

vampe ardenti si diffondono
travolgendo e divorando
la carne che preme
su altra carne, fondendosi

congiuntamente; s’avvinghiano
mordendo,  annientando
tempo e spazio che perdono
dimensione, sino alla somma

potente esplosione, bagliore
di supernova, la cui luce
acceca, ingloba ogni colore
per alcuni attimi, poi è Vita

che scorre placida a fecondare
nuovo amore, intermedia
quiete dello stesso dolce
focoso ed immutato istinto.

Daniela Cerrato, 2017

Photo by Chris Friel

Chris Friel

Effervescenza

L’amore è tenerezza, mai atto di forza
ma sulla forza si regge e resiste,
ha volti e risvolti, può sostare
in calma apparente per poi divampare
in furia sanguigna, di pelle e chiome
strizzate fra le dita, di unghie affondate,
di dolore succube del piacere, riprova
che è il più selvaggio dei desideri.
Volubile sintesi d’istinti colti al volo,
animalesco impeto, ruggito del cuore,
respiro leggero, sussurri di tepore
sfumature fantasiose, divertenti fuori tema
in osservanza all’umor del momento,
al bisogno di pace o fomento
che non segue giammai uno schema.
Indomabile essere in divenire, rinsalda
spirito e carne, in necessaria fusione
tra le momentanee cedevolezze dell’uno
che fa dell’altro schiavo o padrone.

Daniela Cerrato, 2017     __ Foto da web__

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Melodia

Nella sala l’intensa aulenza
di talco e di violetta
mitiga qualche spiacevole sbuffo
di tabacco infestante,
il silenzio dell’ascolto
è interrotto dallo scricchiolìo
di qualche poltroncina
che cede al peso o al tempo,
le note suonate al pianoforte
fan sognare cuori inteneriti
che fantasticano piacevolmente
su un più intimo altrove,
ove la dolcezza musicale
è complice e discreto paravento
a calde  estasi amorose.
L’applauso spegne la visione
ma non il desiderio generato,
il mormorio di voci in confusione
reca altro tedio al sogno evaporato.

Daniela Cerrato, 2017

Eugène Delacroix, “L’innamorata al piano” , disegno, pennello e acquerello

Eugène Delacroix, L'innamorata al piano, disegno, pennello e acquerello

Passaggi

Porte serrate ad oltranza
porte sbattute con rabbia
altre sprangate per paura,
ma anche sfondate, violate,
con la forza oltrepassate.
Porte che limitano
al nuovo e al futuro,
che isolano dal passato oscuro
a una o più mandate,
porte dal tempo dimenticate
senza chiavi d’apertura,
infestate da ragnatele
e arrugginita serratura;
porte cigolanti, stridenti
pare abbiano voce e lamento
per l’usura dei battenti.
Usci aperti a nuovo respiro
in stili diversi, di legni
pregiati, lisci o a disegni
dai pomi e battacchi d’ottoni,
importanti lussuosi portoni,
note di stile o semplici ante
con stessa funzione apparente.
Ma c’è una porta più ambita
di cui poveri illusi van fieri
d’avere l’accesso, invece spesso
restan delusi da totale ostruzione,
la porta di un cuore mette a prova
sentimento sincero, ed è norma
che se ode bussare prima s’accosta,
scruta onestà di chi ha osato l’ardire
e se ritiene opportuno, darà il nulla osta
a chi la chiave è riuscito a indovinare.

Daniela Cerrato, 2017

Photo by ©yama-bato

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Seppur spinoso

Impossibile prevedere
se l’amor sarà venefico
nasce, si effonde
penetra in endovena
in circolo vanifica
ogni resistente difesa
assale irrompe irruente
è sull’animo vincente
subdolo induce dipendenza
volge in panico ogni assenza
nulla può la tua ragione
contro il corpo che reclama
quella dose di passione
che è sregolata brama
intossicarsi è sì piacevole
non si rischia l’overdose
rifiutarlo è impensabile
pur spinoso quanto le rose.

Daniela Cerrato,2017

“Romantic rose” photo by Paul Militaru  for more: https://photopaulm.com

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