Angelo custode

Ma dove sei fuggito,
da quanto manca
il tuo occhio vigile
custode attento alle mie spalle?
il tuo silenzio non è riserbo
ma assenza preoccupante,
forse ti sei tediato
di sorvegliare i miei giorni
o non hai gradito una voce
pronunciata tra l’ira
e la stanchezza…
palpabile la tua mancanza
la luce si converte in ombra,
ciò che è liscio par sempre ruvido,
e la storta luna non mi s’addice,
c’è aura di apatìa inconcludente
desiderio di temporanea letargìa
rimedio dal Caos, unica terapia.
Forse anche tu hai chiuso le ali
sul volto stanco, ti sei assopito
per non appestare l’anima tua
con stortura e livore umano,
purtroppo ormai pane quotidiano
che ruota anche attorno a chi
per indole ne prende distanza.
O chissà, forse assai più pimpante
sei insieme ad angeli tuoi pari,
su una nuvola , attivo astante
a far sciopero ad oltranza
per questa umanità impazzita
tormentata da sua stessa sostanza.

Daniela Cerrato, 2017

nell’immagine una scultura di Ed Elliott

scultura giardino greer angelo scultore ed elliott

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