Speranza

A ragion veduta
l’uomo tende
a rinnovar speranza
di salvar corpo ed anima
dagli inferociti abissi,
anelare all’infinito
viaggiando con la mente
oltre ogni bruttura,
tra cieli sconfinati
d’incontaminato azzurro
per scrutare possibili avamposti,
e infuso di amorevole spirto
lasciarsi trasportare
dal benevolo vento
della fratellanza,
passare per corridoi
di luce promettente pace
e approdare in luoghi
ove ricominciare
a respirare pura serenità,
dove abbracciare
valori primordiali
di uguaglianza e libertà
persi nel tempo
per sua stessa colpa,
dimostrando saggezza
criterio di vita,
rivalutando molti beni
intangibili ed assai più preziosi
di ogni materiale sostanza.
Volare così in alto si può
e non solo con la mente…

Daniela,dicembre 2015

 

 

Eco visivo

Fresco sorriso
rapitore dell’anima
tuffo del cuore
in mare aperto
i cui flutti di letizia
sprigionano calore
che subito avvolge,
smalto splendente
di fulminei attimi,
purezza diamantina
che illumina gli occhi
e come eco visivo
si propaga nella mente
cullandone i sogni,
spensierati vagabondi
della notte taciturna.

Daniela,ottobre,2015

Sfera imperfetta

Verde o paglierina
screziata o rossa come il sangue,
sei cristiano emblema del peccato
sfera imperfetta come il mondo
succosa e zuccherina
come sussurro d’innamorato.
Anima dal delicato profumo
sfoggi un corpo avvolto in toni
caldi ed accesi,tipici autunnali
risaltati da stanche foglie
ormai virate al giallo,
brillante ricordo di sole
di cui appari sazia.
Sovrana fra i frutti
troneggi su ogni desco
sia umile che sfarzoso,
sicuro e sano alimento
simbolo di buona salute;
bellezza mai sfiorita
semmai motivo di discordia,
quando di Paride fosti dono
ad Afrodite in dorato involucro
tra l’ira di  furibonde dee.
Ma gli albori della storia
già ti videro prediletta
Greci Celti e Bizantini
ti estimarono senza peccati
nella tua metamorfosi più fluida,
quel trasparente aureo sidro
caro al Cesare del romano impero.
Daniela,ottobre 2015

Artwork by Mihai Olteanu

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Lo spirito del monastero

Fra le mura del silenzio
v’è suggestione di echi
di cori gregoriani
orazioni, voci svanite nel tempo
sentore di misticismo
di incenso, di antico,
serenità e sacrificio
solitudine e rigore.
In penombra scrutano allineate
ambigue figure antropomorfe,
ognuna ha il suo mistero
un segreto custodito,
le ombre si allungano
come l’anima,che immersa
in questo luogo inabitato,
tende ad elevarsi.
Più avanti oltre il colonnato
risalta l’antica cisterna
abbracciata da intrecci vegetali
testimone di un’erbario che fu.
Sonori passi verso l’uscita
e lo spazio circostante
odoroso di mirti e ginepri
fa proseguir l’incanto;
pare luogo abbandonato
ma i sensi percepiscono
che qualcosa di vivo
rimarrà per sempre.

Daniela,12 settembre 2015

 

 

Vinícius de Moraes, Tenerezza

Io ti chiedo perdono di amarti all’improvviso
Benché il mio amore sia una vecchia canzone alle tue orecchie,
Delle ore passate all’ombra dei tuoi gesti
Bevendo nella tua bocca il profumo dei sorrisi
Delle notti che vissi ninnato
Dalla grazia ineffabile dei tuoi passi eternamente in fuga
Porto la dolcezza di coloro che accettano malinconicamente.
E posso dirti che il grande affetto che ti lascio
Non porta l’esasperazione delle lacrime ne il fascino delle promesse
Ne le misteriose parole dei veli dell’anima…
È una calma, una dolcezza, un traboccare di carezze
E richiede solo che tu riposi quieta, molto quieta
E lasci che le mani ardenti della notte incontrino senza fatalità lo
sguardo estatico dell’aurora.