Cuore

Imperfetto e ritmico
tra diastole e sistole
mosso, se scosso da sussulti
di battito impazzisce.
Sorprende quando si fa quasi muto,
si tasta il polso, lo si va a cercare,
come se potesse essere evaso
dalla sicura fortezza del corpo.
Lo si sente ridere
quando amor lo solletica,
si bea nella paradisiaca estasi
e tristemente affranto, duole
di disperazione per ogni eterno addio.
Acciaccato e livido riparte
a meravigliarsi ancora
nel vedere la sua sagoma
trafitta, in bella mostra su un muro,
voce anonima d’amore universale;
così ritorna, in battere e in levare,
a canticchiare una dolce melodia.
Zitti lo si sta ad ascoltare,
per soddisfarlo di nuovo, e ancora,
chissà che per noi decida, così
all’improvviso, di tornare a volare.

Daniela Cerrato, 2017

Jim Dine Pop Art

Jim Dine

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La camera dei poeti

La camera dei poeti
è in penombra, silenziosa,
nemmeno un ticchettìo
deconcentra i pensieri
in costruzione, solo la
melodia d’ipotetici versi
chiama attenzione e ascolto.
In questo angolo isolato
riaffiorano emozioni,
scandagliato è l’animo
negli angoli più fragili
e il sunto dell’analisi
va sulle righe, completato
o in bozze incompiute,
ali di farfalla destinate
poi a volare, quando il senso
sarà definitivo ed il vento
avrà apposto la sua firma.

Daniela Cerrato, 2017

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Dopo lunga attesa

Con docile brezza saluta la sera
in un quadrante di cielo
dai toni azzurro rosati
chiazzato da sbuffi biancastri
che sovrasta le onde di cui s’ode
lo scandire terapeutico
un mormorìo gentile discreto
che scema in lingue silenti
sfumando quasi gassoso verso riva
e quello sciabordìo ritmico
nella sua alternata intensità
solletica le nostre menti
e le gambe ignude distese
in divertita sfida già persa
ma giacchè tra le risa cercata
sempre si gode dell’antico gioco
cui è impossibile trattenersi
meccanismo istintivo,sacro rito
doveroso saluto al talassico elemento
così dopo mesi di forzato distacco
onoriamo la sua sovrumana ospitalità
imprimendo transitorie tracce
sulla rena divenuta diario aperto
in cui tracciare primordiale simbologia
immutata universale e seppur non indelebile
nella sua impermanenza è volontà precisa
di rinnovare al mare l’immensa devozione.

Daniela Cerrato,2017

Dipinto di Joaquin Sorolla Y Bastida

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Il lido ora riposa

E il lido ora riposa,
lettini e sdraio
imbrattati di olio solare
vengono messi a dimora,
ombrelloni rimossi e chiusi
nei loro accesi colori
attendono una nuova stagione.
Permanenti e vistosi tatuaggi
torneranno a celarsi
su bicipiti di bagnini
e animatori esausti,
il profumo del cocco fresco
diffuso per chilometri di costa
sarà presto un vago ricordo.
La sabbia calpestata
da migliaia di infradito
floreali ed etnici pareo
e pantaloncini fantasiosi
non è più arroventata
dal sole e da mozziconi buttati.
Rimangono buche e montagnole
sparsi sull’umida rena,
giochi qua e là abbandonati
da bimbi che ritornano
a riempire quaderni e lavagne
con gli occhi saturi
dell’azzurro moto ondoso.
Le barche nel porticciolo
dai nomi più curiosi
ondeggiano rollando nel silenzio
e pacate voci di vecchi pescatori
contrastano con l’assordante fracasso
della stagione balneare.
Loro hanno il mare nell’anima
conoscono i suoi misteri
ne ascoltano il mutare lento
in ogni periodo dell’anno,
lo rispettano timorosi
dei suoi immensi pericoli
e ne amano la generosità.
Tra alte e basse maree
i gabbiani planano tranquilli
e mentre si smorzano suoni e colori
il profumo di salsedine
s’intensifica tra le onde che sussurrano;
il lido mesto e taciturno
si mette in ascolto.

Daniela,21 settembre 2015

“Tellaro”,foto del 1980  di Luigi Ghirri (1943 – 1992)

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