Un caleidoscopio naturale

Non occorre costruire caleidoscopi artificiali quando sono presenti in natura.
Certo sono molti (ed io per prima) che non possono permettersi l’acquisto di un simile pezzo unico di opale nero originario dall’Etiopia dal valore tra i 12.000 e i 16.000 euro come reca la scheda della casa d’aste Bonhams.
Però è comunque già emozionante soffermarsi solo sulla sua immagine e pensare quanta bellezza offre la natura; una forma che pare una lacrima, una goccia con uno strato esterno di opale di cristallo trasparente color miele e una linea di demarcazione color crema che lo separa dall’opale nero. E le iridescenze sono infinite, se non è questa pura bellezza… Io ne son rimasta affascinata 🙂

Black opal, Etiopia, from Bonhams auctions
Black Opal - Ethiopia.png

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Ci incontreremo là, Igor…

Anima incisa su volti di pietra,
residui di corpi scomposti
oltre la vita, freddi sguardi
di un’apocalisse fermentata
da secoli poi esplosa,
sbriciolati sogni, speranze, vite,
frantumati i templi del potere,
s’è compiuto il logico destino
tracciato dalle insane menti…
tutto ciò che resta è polvere
sgretolamento, ammasso disperso
e qua e là, intatti, i segni di una vita
che permeò sua bellezza in materia
d’indelebile eterna valenza, moniti
scagliati nello spazio come proiettili,
giunti ove sono riunite altre anime
che di bellezza vissero e si nutrirono.
Come idoli, espandono luce in un buio eterno
ove il vento d’anime li sfiora e li accarezza,
voglio credere sia questa l’agognata salvezza.

– Daniela Cerrato, 2017

Scultura di Igor Mitoraj – “Il Grande Sonno”

Igor Mitoraj - Il Grande Sonno, Bronze, 2004.

Al belvedere

Certe strade irte e pietrose di antichi borghi, con avvallamenti che ingannano l’occhio protetto da lenti scure, sono quasi un deterrente per procedere oltre; eppure, lassù in cima, sull’antica rocca del paese ci si arriva ugualmente, carichi di sincera curiosità, lieti di aver accettato la sfida del caldo assassino che rallenta il passo.   Dalla terrazza raggiunta, si scruta il  verde che si perde a vista d’occhio, fino all’orizzonte, nelle varianti tonalità che si fondono con pochi altri colori, e ci si rallegra per quel ridicolo sbuffo di vento che dà la sensazione al viso accaldato di essere quasi miracolato.
Dopo la visita alle antiche mura, testimoni di passate glorie, scendere sembra addirittura  uno spasso; ma il pensiero non accompagna le suole giù per la discesa, rimane sospeso tra le emozioni fresche lassù raccolte, avvolte in carta regalo, con quel souvenir di sapore antico, che s’appenderà in casa, come un trofeo.

– Daniela Cerrato, 2017

Fresco sorriso del cuore

Risplendono di nitore
le pendule foglie
rallegrate da pioggia
battente leggera,
paiono superfici
di laghi smeraldini,
la luce in superficie
riflette venature mai
vedute prima e l’occhio
pare scivolare su di essa
come minuscolo insetto
che vien deviato dalla corsa
di una goccia, che scorre
e cade assorbita dall’humus
odoroso di bosco e di vita.
Un fresco sorriso del cuore.

Daniela Cerrato, 2017

Photo by Paul Militaru  ( https://photopaulm.com/2017/06/10/rainy-day-3/ )

rainy-day

Di vita e di profumi

Luogo di profumo e candore
di muschio bianco e sole
che si mescola agli effluvi
delle zagare inebrianti.

In una via pietrosa e stretta
agghindata da file di gerani,
d’un rosso che pare ancor più vivo
accanto al bianco del bisso steso

che cala, appeso e ritto
a qualche metro dai passanti,
agitandosi di tanto in tanto
in chiacchiericcio col vento

tiepido e discreto, come l’occhio
di chi di sbieco da un’infisso,
scruta il viavai curioso e lento
che allieta il borgo, c’ è il brusìo

di un turismo dall’aspetto variegato,
che con dialetti e idiomi provenienti
dai quattro punti cardinali, riesce
ad animare di vita e di mestiere.

Mentre un gatto accovacciato
su un gradone a catturare il sole
si stufa del vociare che lo disturba
e rientra da una porta a coda bassa,

un’anziana seduta in strada non trascura
il suo ricamo, curva sulla schiena
e attenta alla bottega ed ai merletti
appesi al fianco dell’uscio stretto

che accede ad un buio sconcertante
raffrontato al bagliore dell’esterno;
ma non oserebbe neanche il Padreterno
contraddire le usanze dell’astante,

tradizioni ed abitudini vanno mantenute
quale fascino semplice d’ogni luogo.
Cielo e mare son le cose che ho taciute
ma ne godrete, se farete un sopralluogo.

Daniela Cerrato, 2017

___   Foto di © Anna Montuori

© Anna Montuori

Inseparabili

Restano inseparabili
certe poesie centenarie
raccolte in preziosi testi
pari a laiche bibbie
consultate alla bisogna,
come sacre tartarughe
longeve, con la loro lentezza
penetrano soavemente sottopelle,
solleticano col loro canto
la sensualità più profonda,
graffiano come artigli felini
con la forza delle parole
sferzanti e pressanti,
coinvolgono l’anima, trainanti
come flusso d’abisso marino
e si quietano come farfalle
posate su teneri virgulti
con la grazia loro infusa.
Dal primo all’ultimo verso
offrono passaggi emozionali
che aleggiano e creano visioni
d’incomparabile bellezza, mi perdo
tra le righe idealmente consumate
dalla mia passione per esse,
tanto che ad ogni commiato
pongo a dorso una carezza
ringraziandole per la loro
benevola continua folgorazione.

Daniela Cerrato, 2017

Gustav Klimt (1862-1918), “Fish Blood”, 1898

Gustav Klimt (1862-1918), 'Fischblut' (Fish Blood), 1898

Eternamente

Integrità si sfalda
di crepa in crepa
il tempo incide
al suo passaggio,
sgretola la materia
come cruda argilla
la vìola, la intacca,
come tarlo incurabile
prosegue nel suo logorìo
ma anche quando il tuo volto
cadrà nel sonno perenne,
e altra vita scorrerà
tra le maglie del tempo,
la tua bellezza rimarrà
inalterata nella mente
di chi intatta conserverà
la tua energia riflessa.

Daniela Cerrato, 2017

Foto di Sak :  https://www.flickr.com/photos/zak3000

sak foto

 

Recupero respiro

Recupero respiro
nell’ansioso dialogo
col tempo, costanza in difetto
per tutto ciò che mi è caro
e sacro, sebbene possa ad altri
apparire inutile, opzionale;
ma come può essere eludibile
osservare, riflettere, ammirare,
ampliare i sensi per fagocitare
come cornucopia tutto il bello
che trattiene all’inverosimile,
meravigliarsi ancora e di nuovo,
ascoltare in estasi la stessa musica
e alla centunesima volta rinnovare
ancora le emozioni acquisite,
scoprire una nuvola più barocca
nel cielo verso il quale
molti non sollevano più gli occhi,
schiavi di se stessi e di fredde
tintinnanti illusorie prigionìe.
Vorrei sbottare a un’orologio
al suo pungolo insistente
e dirgli chiaro e tondo:
no, tu non mi fotti più!
non sei tu a dover scandire
il mio fare più prezioso…
Ma non ha orecchi per sentire
ciò che resta è ignorare
il suo meccanismo brontolone
e se proprio mi vorrò  sfogare
lo riporrò ovattato, in fondo al cassettone.
Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Tony KIng ,”Cercando di fermare il tempo”

Trying to Stop Time by Tony King.jpg