O sole nostro…

Sequenze di albe nei battiti del tempo,
giungi da est e infondi vitale tepore
sulla guancia del giorno appena sveglio
e lo sorprendi ancora impacciato, lento
nel pigro momento dello sbadiglio,
contorni di luce sagome infreddolite
dall’oscurità della notte, ne esalti le forme,
ne ravvivi i colori stagionali
e spinte via tenui velature autunnali,
spalanchi le braccia e intenerito sorridi
ai nostri eccessivi lamenti per un freddo in erba,
mentre bardati di spesse giacche a bavero alto
cerchiamo in cammino quel tiepido bacio
spesso carenti del tuo calore paterno.

– Daniela Cerrato, 2017

Art by Vladimir Kush

Vladimir Kush – Sunrise by the ocean

 

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La strada

L’inanimata strada s’intenerisce osservando lo scambio di dolcezze ormai desuete di una coppia d’altri tempi. Nel silenzio della sera il contatto delle loro guance è tepore che riscalda anche il selciato, stanco di freddi andirivieni indaffarati e indifferenti ai battiti del cuore, talvolta offensivi nei confronti di alcuni passanti che la percorrono. E sì, si rattrista un poco nel vederli sparire oltre l’angolo, nel perdere il contatto coi loro sospiri, le loro voci sussurrate e il loro sincrono andamento lento; e a dimostrare la dolente nota un lampione d’improvviso si smorza, come un occhio che si chiude per non guardare il vuoto da essi lasciato. Ma spera di vederli passare ancora.

Daniela Cerrato, 2017

“A Man and a Woman Seen from the Back”, 1886, Vincent van Gogh

A Man and a Woman Seen from the Back, 1886, Vincent van Gogh

Danza di colori

Le setole guizzavano sulla tela vergine,
sollecitate da una musica
di geniale ispirazione diedero inizio

a un’incredibile danza,
una coreografia di tratti
di luce raccolta, di colori
combinati con grazia
di chi osservava il mondo
con occhi devoti alla Terra.
Si sprigionò così la forza
immensa dei pigmenti,
energiche particelle stese
ad omaggiare lo spettacolo
che si ripete senza sosta
su palcoscenico d’acclamate estati.
Maestrìa che applaudiamo ancora
pur trovandoci fuori stagione
nel rinnovare l’allegro calore,
poichè proprio nel rigore d’inverno
si ricorda con più gioia il sole.

Daniela Cerrato, 2017

Dettaglio de “i girasoli” di Vincent Van Gogh

Girasoli Van Gogh pg

Caldo ritrovo

Gialla polenta
tavola contadina
fumanti piatti
e fiati stanchi,
nella modesta cucina
profumo di spezzatino
ribollito a dovere
su ghisa rovente
fra antico piacere
di narrar la giornata
e curiosi aneddoti
di vecchia data
tra scacchi vermigli
di un’allegra tovaglia
su cui sorride la cena,
la sera ha due braccia
che accolgono calde
le forze in pausa
sin che il domani
le richiamerà in causa,
un bicchiere di rosso
ritempra lo spirito
la fatica che è addosso
lentamente si placa
e la notte è anelito.

Daniela Cerrato,2017

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Miraggi

Creature immaginarie
ingannano gli occhi
nel bagliore accecante
di un sole infuriato
che arroventa il capo
sì che appaiono
miraggi inconsueti.
La lucidità è spezzata
nel torrido meriggio
che disidrata i pensieri.
Daniela,2016

“Sunrise in the village” by Herman Van Bon Photography

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Ad amore conduce

Ad amore conduce
come soffio gentile
d’eterea felicità
il tuo sussurro
che risuona ancora
con soave leggerezza
chiaro come un’eco
delicato come petalo,
che alla pelle
dona un brivido inatteso
accarezza l’anima
pervadendo la sua interezza
e come calorosa favilla
la riscalda sollevandola
dagli usuali malcontenti.
Daniela,2016

Photo di Emmanuelle Brisson

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Per la stretta scala

Discendo fra le mura
stretti ripidi gradini
di luminoso candore
ove il bagliore
acceca lo sguardo
e un sentore salmastro
giunge alle narici
già pregne di profumi
dei fiori dell’isola.
Nell’infuocato meriggio
i raggi a picco
sul capo che scotta
sotto una sottile bandana
stordiscono quanto la luce
e mentre procedo
pregusto la sensazione
dell’abbraccio del mare
che non lascia spazio ai sogni
poichè quell’azzurrità
è già sogno smisurato.
Daniela settembre 2016

Scala in Capri (1878) dipinto di John Singer Sargent

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Sotto un cielo turchino

Sotto un cielo turchino
sibila il gelo
in un vento pungente,
il ghiaccio addensato
si fa greve
sui rami secchi e gracili
che come dita avvizzite
paiono ritrarsi
per il freddo
e diventa per loro carezza
anche un tiepido raggio
che scioglie la solitudine
nel lungo inverno.
Eppur straordinaria
è la natura
anche nella stagione
più silente
quando il ritmo rallenta,
i colori si diradano,
quando in volo si alzano
pochi pennuti temerari
e  fumi di sparsi comignoli
che segnalano densa presenza
di vita raccolta
in calde ovattate dimore,
che come madri
avvolgono i figli
in  confortevole abbraccio.
Daniela,gennaio 2016

Foto di Paul Militaru,”White and blue”

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