Come un giullare

Grandi acrobazie compie la mente
per fuggire a normalità consueta,
diventa giocoliere di spazio e di tempo
tra una passeggiata negli abissi in apnea
e un volo senz’ ali all’ottavo piano del cielo,
quasi magia l’invertire giorno e notte
tempestando di  stelle un sereno mezzodì.
Si viaggia nel mondo senza documento
transitando con entusiasmo curioso
per Timbuctù Marrakech e Samarcanda
rivivendo leggende che storia tramanda,
non ha importanza se in avanti o a ritroso;
ci si immagina eroe di un vissuto
glorioso e romantico, un divo del muto,
personaggio di un cartone animato
simpatico anche se goffo e iellato.
Oppure si rimbalza in un’epoca d’oro
ove il presente parrebbe fantascienza
per udire voce viva di uomini illustri
ragionando senza timore con loro sapienza
come fossero amici , senza alcuna riverenza.
Tutto sta nel riuscire a rivoltar veste
all’ovvietà, imboccare vie immaginarie
percorrere contromano fantasiose autostrade,
catturando al volo le idee più strampalate
che convertano in luce l’ombra più cupa.

Daniela Cerrato, 2017

Immagine da web

tende magiche

 

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Vuoto a perdere

Fascino antico
emana il tuo volto
l’abozzato sorriso
è ricamo gentile
su veste severa
labbra serrate
taccion tua storia
che sapere vorrei
e a risolver mistero
potendo domanderei
degli anni dei sogni
se  amor tormentato
agitò il tuo cuore
se fu vispo o pacato
il tuo guardo fanciullo
quanti figli videro
i tuoi capelli ingrigirsi
negli anni a venire…
su quali e quanti selciati
risuonarono i tuoi passi
ormai sepolti
dal tuo tempo scaduto
su questo pianeta
che ancor serba di te
impressa visione?
Domande al vento
nate senza risposta
come vuoto a perdere
rimirando una foto
ma quel bianco e nero
non svela mistero.

Daniela Cerrato,2017

(immagine da web)

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Lettura notturna

Varcato il titolo arcano
che ben poco rivela
mi inoltro fra righe
di un viaggio a sorpresa
condotta in epoche
e luoghi lontani
situazioni inconsuete
tra umanità sconosciuta
nomi che poco a poco
mostrano il volto
per empatia ne assorbo
gioie dolori passioni
meraviglie timori,
non divoro le pagine
mi piace gustare
il divenire descritto
capirlo incarnarlo.
Vorrei resistere
alla stanchezza
che preme sugli occhi
ma ripongo a me vicina
la valigia di carta
col segnalibro infilato
come prepagato biglietto
per la prossima tappa
con cui proseguirò
spero domani.
Ed ora prende il via
l’onirico viaggio.

Daniela,2016

 

La soffitta dei sogni

Ogni sera
la soffitta dei sogni
era un mondo nuovo
da raggiungere presto
in gioioso entusiasmo
per scoprire meraviglie,
iniziare un nuovo viaggio
o proseguir quello
che aveva alimentato
la mia fantasia.
Correvo a guardare
quei puntini luminosi
apparsi per magico incanto
in una volta immensa,
tanto gigantesca
da sentirmi ancor più piccina.
Talvolta a migliaia cadevano
le gocce d’acqua chiacchierine
ben distinte o a scroscio
che parevano dar brìo
al mio animo quieto.
I fiocchi di neve
nel loro silenzio
evocavano personaggi
di fiabe ascoltate
e nel loro accomunare
in pallido colore
l’intero paesaggio
inducevano l’animo mio
a sopor lento.
Fuggivo se tuoni e fulmini
erano in agguato
e sgattaiolavo sotto coperta
interamente
come fosse il temporale
a non dovermi vedere.
E quando la nebbia
oscurava ogni visione
erano le matite pastello
a colorare le mie sere
in quaderni pieni di impressioni.
Peccato averli persi
quei quaderni
ma la soffitta dei sogni
vive ancora.
Daniela,febbraio 2016

immagine dal web

bimba alla finestra