Dedicata ad Anais

Petali rosa sui tuoi fianchi
vibrano tremolanti al vento,
disperdono note di fragranza
in femminile danza, scosse
perivertebrali che smuovono
il mondo, allodole che scendono
in picchiata dal cielo inneggiando
all’amore, caldo africano
che effonde sentore salmastro;
brucia la pelle, arde il cuore
fra canto di sirene seducenti
che accompagnano il vagabondare
alla ricerca dell’amore che placa.
Illusione vana, l’uno cattura
mentre l’altro reclama nel complicato
intreccio di passioni, la mente è
confusa, il cuore fibrilla.
La vita è incontenibile passione,
come per l’oceano l’ulteriore stilla.

Daniela Cerrato, 2017

Anais 121

Nella foto:Anais Nin

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Sei anche se non lo sai

Sei come ciliegia
liquorosa
che ingordigia
fa scivolare
tra labbra e lingua
sei goccia di ghiaccio
sciolto sulla pelle
che tra brividi rinsangua
sei cioccolato e caramelle
piuma che solletica
scapole e schiena
sei illuminazione poetica
in consenziente pena
laccio che trattiene
da tua dolce sevizia
diretta al cuore
gioco che stimola e vizia
sei ubriacante calore
misto di gioia e tristezza
che di noia non ha odore.

Daniela,2016

Georgia O’Keeffe,”Music Pink and Blue II”

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Tra musica e parole (a F.D.A.)

E’ancora un grande sogno
essere il mare che amavi
o riva di terra caparbia
di roccia e di greggi
che accolse l’anima schiva
cresciuta fra caruggi
e mai intaccò  amore
che per lei nutrivi
pur se ti graffiò il cuore.

Con punta di dura matita
e tratti essenziali
premesti sulle coscienze
liberandole da torpore
da un’oblio senza cura
denunciando ingiustizie
rabbie e paura
di derelitti sfortunati
deboli umani contriti
nel loro esser diversi
anime tribolate smarrite
riconosciute riscattate
dai crudi tuoi versi.

Ed è sogno mio muto
desio vivo anche oggi
d’esser stata un neurone
perso nell’ultima onda
della tua mente feconda
che compose ogni canzone
in vece di coro arguto
che ha preferito dar voce
al tuo cantare di maggi
ai disperati posti in croce
al collante forte e sottile
che unì poesia a protesta
tra solchi di scuro vinile.

Loro eran traccia tu mente
libero nel tuo esser parte
di malcontento fervente
slegato dal preconcetto
che borghese sia sinonimo
di egoismo perfetto
la tua voce risuona
sempre calda nel petto
come edera buona s’aggrappa
a un presente negletto
ove nessuno più tuona
ed il lamento fa cappa.

Le tue parole han tracciato
solchi profondi sul cuore
di chi negli anni ha serbato
il loro intenso valore
riferimento e disegno
di coscienza reattiva
e col tuo timido dire
al moscio presente arriva
un rinnovato risveglio
forse da poche anime udito
ma sacrosanta è speranza
e desiderio più ardito
di tendere con orgoglio
all’umana uguaglianza.

Daniela,2016

Fabrizio Mitologico (Fabrizio De André VI) di Stephen Alcorn– The Alcorn Studio & Gallery (da Pinterest)

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