Dedicata ad Elena

Con tutte voi ipotetiche sorelle
innalzo la mia voce al cielo
chè oda la stanchezza nostra
e non si stenda un pietoso velo
come sempre è abitudine  fare
di lasciar correre a mo’ di giostra
ogni insidia e nell’oblìo gettare
le nostre urla di dolore aggiunto
ogni volta ad altro dolore,
nascer donna non vuol dir rassegnazione
nel sopportare indegni trattamenti,
violenze barbarie disprezzo, assurde distinzioni
da stolti ciechi, e come riuscirebbero altrimenti
a non capire il gran peso che di per se stesso
grava sui nostri corpi, giacchè nascita e sesso
son già risicata predestinazione a priori
rispetto ai nati maschi che si ritengono “signori”
capaci d’annientare una donna senza batter ciglio
magari la stessa che generò in comune un figlio.
Eppur senza una donna nemmeno un grande duce
su questa terra avrebbe avuto spazio e luce.

( poesia già in bozza da tempo e terminata dopo l’ultimo efferato fatto di cronaca ai danni di una donna)

Daniela Cerrato, 2017

Scultura di Rogerio Timoteo “Cariatidi”

rogerio timoteo cariatidi

Il gomitolo

Il gomitolo sonnecchia adagiato
in un piccolo cesto provenzale
ed attende, non si sa bene cosa, ma attende.
Forse spera in una mano lieve
che ne apprezzi qualità e lo scelga
per un progetto laborioso;
a dire il vero il fastidio c’è
ad esser pizzicato in cerca della cima
da avvolger fra le dita, e presto
verrebbe scompigliata la precisione
della tonda geometria;
sarebbe però peggior sorte
capitare nelle grinfie d’un gatto
e diventare suo trastullo quotidiano,
un poco trema al sol pensiero
d’esser afferrato dagli artigli,
srotolato malamente subendo graffi
nodi e sporco, per poi finire chissà dove
in umile filo spelacchiato, aggrovigliato,
pur se tale scorribanda potrebbe altresì
risultare avventura divertente…
Tutto sommato, a pensarci bene
desiderare ha dei pro e dei contro,
forse meglio restare inosservato
che finir appeso come presina alla parete
di cucina o mutare in ninnolo di poco conto,
presto dimenticato nel fondo d’un cassetto
di insensate cianfrusaglie; e poi si piace
così com’è, paffuto e intonso, consapevole
della propria sofficità, finchè potrà avverarsi
un dì, forse, quell’unico sogno appagante
di diventare indumento d’infante,
ossia incontrare altra ingenua morbidezza.
Per ora si abbandona alla solita mollezza.

Daniela Cerrato, 2017   —   ( foto da web )

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Aspra sorte

Spinto è dal vento
l’umano destino
da burrasca in bonaccia
a cercare riparo
nulla s’arresta
per pietà provata
di fresche tragedie
e cattive sorti
la natura s’infuria
si fa foco e ghiaccio
e sommuove la terra
che trema impaurita
e s’apre in varchi
di lacrime e morte
sì dura e scontrosa
è dunque la sorte?

Daniela Cerrato,2017

Odilon Redon,”The boat”

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Calypso

Sgorgate o lacrime
sull’intristito volto
che d’eterna bellezza
è superfluo emblema
sfogate la rabbia
la profonda tristezza
per sì amaro destino
bruciate con umido sale
le ferite riaperte
ogni qualvolta
che un fiero sguardo
si abbandona nel mio
continuo è lo strazio
di veder ripartire
dal suolo di Ogigia
un paladino del cuore.
La sorte ha tessuto
per volontà divina
trama nefasta
per il mio povero cuore
occhi miei piangete!
nessuno potrà esaudire
il desìo d’eterno amore
del mio animo affranto
l’ amor che da lontano giunse
s’è mutato in dolente pianto
e se mia preghiera non valse
raggiungetelo almeno voi
calde lacrime sparse
nell’ostile mare agitato.

Daniela,2016

George Hitchcock, “Calypso” , 1906

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Scorre storia

Scorre storia liquida
sotto i ponti del mondo
trascinando con sè
lacrime e sangue
vittorie e sconfitte
risate ed amori,
diverse le epoche
ma identiche emozioni
sentimenti ripetuti
come la  fluida corrente
che scorre sotto archi
antichi restaurati
abbattuti ricostruiti
percorsi da migliaia
d’instancabili anime
ognuna con una storia
e con un proprio destino.

Daniela settembre 2016

“Scorrere via” Foto di Tiferett  che ringrazio

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Frammenti ricomposti

Quanti duri colpi
han forgiato l’anima,
pezzi di cuore infranti
delusioni e rimpianti
lutti, inevitabili rinunce,
crateri in cui sono caduti
inabissandosi alcuni sogni,
variando il fatale corso.
L’amor proprio ha ricomposto
quei frammenti indeboliti,
specchi frantumati raccolti con pazienza
e l’alito vitale ricreato al meglio
si è specchiato timoroso
ritrovandosi diverso ogni volta.

Daniela,Luglio 2016

Photo by Paul Militaru,”Tower Mirror”

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Memoria azzerata

Una riflessione sulla memoria,una ricchezza alla quale attingiamo gioie o tristezze passate,nomi,volti,luoghi e tutto ciò che ha arricchito la nostra vita;dunque estremamente importante per creare collegamenti col presente. Ebbene da quando mia madre dopo una seria ipossia perse gran parte della memoria mi son sempre chiesta cosa in realtà ricordasse della sua vita, perchè nei due mesi che ha trascorso in tale condizione prima di andarsene, noi famigliari abbiamo avuto  la sensazione che si ricordasse soltanto cose legate alla sua infanzia-giovinezza. Parlava con noi ma non abbiamo mai avuto la certezza che le sue risposte peraltro vaghe fossero date con la consapevolezza di chi avesse davanti a sè. So che non c’è risposta a queste domande,ma nel calvario che le abbiamo visto trascorrere c’era sicuramente un mio malessere profondo nel non poter sapere come veramente si sentisse,cosa stesse provando ,se avesse ogni tanto qualche barlume in più,qualche spiraglio di memoria riacceso dalle nostre voci che le ricordavano particolari della nostra vita insieme.E’ incredibile come a distanza di anni mi ritorni sempre in mente questa cosa,questa impossibilità di comunicare come avevo sempre fatto con lei in uno splendida confidenza che andava oltre quello di semplice madre/figlia.
La funzionalità del “corpo macchina perfetta” è assai labile,bastano pochi istanti in più senza l’assoluta rapidità di soccorso perchè si inceppi un meccanismo così complicato e delicato. Ed è una tragedia nella tragedia,perchè pur sapendo che non si sarebbe ristabilita,avrei voluto avere almeno la possibilità di parlarle come sempre,di sentirle pronunciare ancora una volta il mio nome e non solo quello dei suoi genitori e  nonni,di poter fare qualcosa in più per lei,di rendermi conto di cosa percepisse e anche della sofferenza che provava.
Anche se è noto che il decorso di un brutto infarto può causare totali o parziali vuoti di memoria, mi capita spesso di avere ancora questi pensieri,quasi come se fossi stata io a smarrire la chiave per la combinazione che avrebbe potuto aprire la porta dei suoi ricordi.
Daniela,marzo 2016

Artwork by Agostino Arrivabene

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