Spensi le luci

Il battello aveva acquistato velocità, seguendo la rotta abituale, ma la mia mente era già oltre la meta di tutti i naviganti, me compresa, che invece di osservare la bellezza
degli storici palazzi lungo il fiume, tormentata da un malessere continuo, mi domandavo cosa facessi lì, proprio lì, in compagnia di qualcuno che improvvisamente era divenuto estraneo al mio mondo.
L’afa aumentava il disagio, tanto che a breve anche le idee si sciolsero;  osservando lo spostamento dell’acqua e  i suoi mulinelli,  anche i pensieri iniziarono nuovamente a muoversi e a galleggiare, su quella schiuma sporca e viscida, come le ombre che ripresero a tormentarmi quando posi nuovamente i piedi  a terra. Il saluto freddo che ci riservammo fu l’ultima nota di una triste canzone.
Da quel momento spensi per sempre le luci su quell’insulso amore.

Daniela Cerrato,   2004.

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Quasi un incubo

Infilo una porta
poi un’altra
e un’altra ancora,
il caldo è torrido
le porte si susseguono
molte son già aperte
il silenzio assorda
l’ansia sale
odo una voce, sarà la tua?
non so dove mi trovo
ma mi pare un labirinto
chissà come son finita qui
dove tutto è assenza
e risuonano solo i miei passi
nel vuoto che amplifica
anche il mio affanno,
ti chiamo ad alta voce
insomma basta! basta!
che scherzo è mai questo…
………………………
Accidenti era un maledetto sogno
per fortuna terminato
mi alzo e cerco acqua
la tensione sta scemando
bevo e intanto penso
al sogno privo di senso
…però a dire il vero
il risveglio l’ha interrotto
chissà come sarebbe finito…
in fondo non ha importanza,
temo piuttosto di non poter dormire
dopo le mie strampalate congetture.

Daniela Cerrato,2017

(foto dal web)

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