Nottetempo

Nottetempo, in sogno, ho incontrato
un uomo, dai fumi d’alcol alterato.
Era circa di mezz’età ma già stanco
della vita e dei dolori, manco
un nome m’ha citato, o forse si,
non ricordo, ma molto ha raccontato,
la sua storia, amori e sogni infranti,
coi desideri persi, eran proprio tanti;
col groppo in gola rimuginava,
sbottava considerando, con animo tristo,
che le sue sofferenze non eran
da meno di quelle di Cristo.
Come dargli torto se quel suo vissuto
tinto di nero non aveva lasciato
uno spiraglio di luce al  futuro?
L’uomo in disgrazia, pur se sconosciuto
m’ha accorata ed ho sì ben compreso
il motivo del suo ebbro stato,
che per istinto la sua mano ho preso
ed ascoltandolo l’ho forse riportato
a pensar che non doveva darsi per arreso.
In quel volto ancora un poco spento
s’interrompe la memoria del sogno;
non so perchè, ma sento il bisogno
di saper mutata la sua cecità nel vedere
la vita, e che in un’altro onirico regno,
ora è felice e non più tentato dal bere.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Pablo Picasso

Picasso

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Anima funambola

Anima che danza
di gioia piroetta
si solleva
fa un balzo
cade, si rialza
insicura riposa
riprende slancio
con grazia si eleva
in estensione estrema,
d’un tratto s’accartoccia
scruta a insaputa
s’arriccia a difesa
disinvolta s’apre
s’inebria di luce
sinchè ombra l’oscura,
or diviene più dura
colpita,ferita
si dimena,impreca
stremata s’accascia.
Ma non perisce
come fenice rinasce
per sua stessa cura
e ancora s’apre
come iridato baleno
a respirare vita.
Daniela,Maggio 2016

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