Eleonora Barmasc: un estratto dal libro “Poesie brevi”

Ho letto alcune poesie di Eleonora Barmasc alias Milena Audenino, versi densi di emozioni scaturite dalla propria terra,dalla natura,pensieri legati all’esistenza che racchiudono nella loro bellezza spunti di riflessione.Io le trovo deliziosamente belle.Per chi è interessato ad altri libri dell’autrice rimando alla sua pagina: http://www.eleonorabarmasc.it/wordpress/

Plenilunio:
dentro occhi lucenti,
scaldi l’anima.
Nella luce ardente
si placa la paura.

Pietra di vento,
pietra di pioggia greve,
pietra di fuoco.
Qui nelle mie mani
stringo la tua forza.

Incantatrice,
Signora dell’amore
senza limiti.
Ti scorgo nell’aria
di questa sacra notte.

Sarà la luna
congiunta al sole
dentro di noi.
Altri occhi vedranno,
altre voci diranno.

Foglie smeraldo
ricoprono i rami
colmi d’attesa.
In un bosco di faggi
colgo la primavera.

Terra e cielo
in me si uniscono
nel sacro sonno.
M’appartiene la notte,
il giorno splende in me.

Poco battuto,
s’inoltra il sentiero,
s’interrompe.
Spande il suo profumo
un cespo di melissa.

Disse il lupo:
Vaga nella foresta,
ti troverai.
Rispose la bambina:
Andrò sognando!

Malinconica
la sera, nella piazza
deserta, tace.
Raccolgo il silenzio,
per ucciderlo piano.

T’amo mia vela,
su mari infiniti
ho navigato.
Ora riposo stanca
e mi trasporta l’onda.

Come la luna,
sei bellezza antica,
sei mutevole.
Sei donna senza tempo:
tuo il magico cerchio.

Una cascata,
un ruscello che sgorga,
lucide pietre.
Rincorro la musica
nell’acqua che m’ascolta.

Con un sorriso
da pagliaccio rivendo
arcobaleni.
Compro cuori d’argento
e lievi ali d’oro.

Grande silenzio
dove parlano voci
inudibili.
Oltre l’umano ardi,
dentro l’umano posi.

Viole mammole
del sangue di Cibele
spargon la terra.
Risuscita Adone
per amore della Dea.

Noi viaggiatori
d’infinito, noi siamo
eterni pellegrini.
Ruscelli che corrono
tra scenari selvaggi.

Verrà tenero
il chiarore dell’alba,
supremo dono.
Spalancherà la porta
sulla nuda anima.