Pensando fra me e me…

Dimmi del vento, di quando si fa violento e ti scuote anticipando l’ira del cielo che si oscura fino a scagliarti addosso l’improvviso temporale, di quando odi la pioggia sopraggiungere da lontano e sai che non potrai sfuggire alla sua furia passeggera, aggravata talvolta da raffiche di ghiacciati proiettili che distruggono ogni tenerezza.
Dimmi se la rugiada ti molesta, scivolando lenta come piuma dispettosa sulla tua pelle sottile e fresca nel primo mattino, mentre stai ancora sonnecchiando; o di quando il sole insiste a pungolarti con le sue brucianti lance del mezzodì infuocato.
Son qui che ti ammiro nella tua vigorosa veste color speranza e mentre l’ippocastano da te poco distante mi offrirà a breve il provvidenziale riparo dalla temperatura intollerabile, divago e penso che anche per il mondo vegetale non sia poi così semplice esistere.
Daniela Cerrato, 2017

Foto personale ©
P1090885

Annunci

Meteora

Corre il tempo su binari invisibili
senza tappe per lunghe distanze
attraversa secoli epoche generazioni
scandisce avvenimenti col suo fiato
mortale cui nulla sfugge, rigido dettame
padrone assoluto di scadenze ignorate
di una natura in cammino precario
e intanto che corre irraggiungibile
non come preda ma infallibile predatore
ondeggia impetuoso un oceano di vita
ove l’uomo da crisalide a falena
non può che godere di unico assaggio.
Daniela Cerrato, 2017

Nicolas Poussin (1594–1665), “A Dance to the Music of Time”(detail)

Nicolas Poussin (1594–1665), A Dance to the Music of Time (detail) (c 1634-6),

In costante equilibrio

Quale difficoltà il reggersi
sulle fragili gambe
dell’esistenza,
agire pensare amare
in punta di piedi
per non ferir nessuno
in punta di piedi
per non irritare
proprio e altrui orgoglio
in punta di piedi
sempre e comunque
nel riso e nel pianto
pur sapendo che è alto
il rischio di cadere
e non rialzarsi più.

Daniela,settembre 2016

_____________Salvador Dali, Elephants, 1948_____________

Salvador Dali, Elephants, 1948

Quel segreto da carpire

Luoghi,
punti fermi
in quiete
quasi indisturbata
vantano
inossidabile fascino
rassicurati
dalla loro essenza
per radicata appartenenza
alla terra.
L’uomo
punto mobile
in affanno frequente
con un tempo
che infierisce
su corpo ed animo
artefatto dalla materia
che piega a sofferenze
è spesso insoddisfatto;
se mai riuscisse
a carpire ed iniettarsi
nelle pulsanti vene
parte di quiete
che certi luoghi emanano
godrebbe forse
della vera felicità.
Daniela,agosto 2016

Salento, Baia dei Turchi

Salento, baia_dei_turchi

Appartenenza

Sono stretta appartenenza
a questa Terra generosa
dove assorbo e scarico energie
come una ciclica marea,
sono parte viva del pulsare comune
di un cuore immenso quanto il globo.
Vivo sotto e controvento
m’inquieto e mi calmo
come il cielo burrascoso
che ritorna sereno,
mi cibo e diverrò alimento
in un’ordine finito.
Mi riempio i pugni di sabbia
ne stringo forte la consistenza
che si va sbriciolando,
inspiro profondamente
col naso pigiato nel prato,
e ne distinguo i profumi.
Considero vivi anche i sassi
rotolanti sotto il mio incedere,
ognuno con venature narranti
la sua origine e storia.
E’ un cosmo in perenne equilibrio
tra morte e rinascita
per scampar l’estinzione,
in cui integrità reclama rispetto
anche al più esile filo d’erba
che con la sua essenza concorre
al presente e al futuro.

Daniela,26 settembre 2015

Photo: Arthur Cadre

o-ARTHUR-CADRE-900

Breve riflessione sul tempo

Udiamo il tempo
balzare lento
in un ticchettìo perenne,
inesorabile, senza arresto,
placidamente procede
nel suo determinato tragitto
e come lumaca
col suo guscio al seguito
conquista senza freni le tappe
della nostro percorso terreno,
scandendo in successione i momenti
già trascorsi nel loro trascorrere.
Daniela Cerrato , 2015

Artwork by Vladimir Kush.

Vladimir-Kush-3-500x773