Cambio d’abito

Stanotte hai cangiato abito,
infranto la prolungata arsura
inumidito terra e labbra,
s’è attenuata l’energia pura
ora hai fiato fresco da soffiare
dopo risonanti turbolenze del cielo.
Gioisco della tua benevolenza
bella signora dal verde vestito,
non così tanto se già fuggi via,
dunque resta ancora qui, nei pressi
dammi tempo per adeguarmi all’idea
della tua inevitabile partenza,
chè nonostante sudati solleoni
è sì gradevole ogni tua sembianza.
D’insofferenza, ch’è umano difetto,
perdona ogni sgarbata ingratitudine,
è abitudine  se col cielo borbottiamo,
innalziamo verso sua immensità
ogni momentanea intolleranza,
ma cara estate, tu ci conosci ormai,
pure con l’inverno ci spazientiremo
e il freddo ci condurrà a rinnovati lai.

Daniela Cerrato, 2017

Art by Nils Gleyen

Nils Gleyen

 

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Danza di colori

Le setole guizzavano sulla tela vergine,
sollecitate da una musica
di geniale ispirazione diedero inizio

a un’incredibile danza,
una coreografia di tratti
di luce raccolta, di colori
combinati con grazia
di chi osservava il mondo
con occhi devoti alla Terra.
Si sprigionò così la forza
immensa dei pigmenti,
energiche particelle stese
ad omaggiare lo spettacolo
che si ripete senza sosta
su palcoscenico d’acclamate estati.
Maestrìa che applaudiamo ancora
pur trovandoci fuori stagione
nel rinnovare l’allegro calore,
poichè proprio nel rigore d’inverno
si ricorda con più gioia il sole.

Daniela Cerrato, 2017

Dettaglio de “i girasoli” di Vincent Van Gogh

Girasoli Van Gogh pg

Scorre veloce l’estate

Scorre veloce l’estate
di vestiti leggeri,
di ciabatte perse
nella sabbia rovente,
di profumo di cocco
creme doposole fruttate
e granite alla menta,
di palloncini lasciati
sfuggire nel cielo,
di aquiloni rossi
come fette d’anguria,
di tormentoni, di note
e camicie di seta.
Anche tu scivoli via
leggera solare allegria
col vento nei capelli,
occhiali specchiati

e luccicanti gingilli.
Scorre veloce l’estate,
ha il tempo di un gelato
sciolto sulla lingua,
piacevolmente gustato,
e tra breve rimarrà vuoto
quel cono da riempire
con gli ultimi raggi di sole.

Daniela Cerrato, 2017

summer

Nuvole estive

Osservo le nuvole estive
eclettiche, creative,
hanno fisionomie  sbarazzine,
pompose e frivole
fluttuano nell’aria sospinte
da aliti tiepidi, e anche se grigie,
la loro appendice è azzurra;
scodinzolano allegre andandosene,
lasciando pozzanghere
in cui il sole, narciso, si specchia
con urgenza, prima che evaporino.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Emile Nolde

Emil Nolde (German, 1867-1956), Summer Clouds, 1913.jpg

Al di là, il mare.

C’è profumo  di remota estate,
sulla foto virata dal tempo,
nella scatola di latta color crema.
I bisnonni sapevano del mare
per sentito dire, era al di là,
da qualche parte, oltre le colline,
i loro figli qualche volta
l’han poi veduto, coi nipoti,
nelle poche uscite chilometrate.
La vacanza loro era la gita al fiume,
allora meno inquinato, generoso
di morbida portante, pescoso
con rive ancora ricche d’ombrosi
cappelli di salici, sotto i quali
s’affondava il morso nell’anguria,
e l’acqua scorreva alle ginocchia
inzuppando orli di succinte gonne
sollevate sulle gambe rinfrescate.
Per giovani focosi innamorati
le estati erano fughe meditate
tra terreni incolti e folte messi,
con steli duri puntuti e irriverenti
sulle schiene distese, fertili
come quella terra scura ;
sere di feste paesane, balere,
balli a palchetto, ove le danze
morigerate per pubblica mostra,
eran sospiri e maliziose intese
con la pagliuzza ancora in tasca
e l’innocenza arrossita sotto le tese.

Daniela Cerrato, 2017

(particolare da una immagine da me rielaborata)particolare

 

Fu ad Alassio…

Spalle al muro ad angolo
serrato, in compagnia
della tristezza e di
un bicchiere di brandy,
nella sua isola scura,
fissava ora il soffitto
ora quel dado di ghiaccio
che tintinnava ad ogni
giro del bicchiere fra
le mani nervose.
Non sapevo chi fosse,
nè mai l’avevo prima
notato, ma col tempo
mi donò un primo sorriso;
che bello il suo viso
nel mutar d’espressione…
Tra il dire e l’ascoltare
l’empatia aumentò, in un
sol filo s’intrecciarono
i nostri nomi ventilati
dalla brezza del mare.
Ora è un ricordo del cuore,
di quelli che vi entrano
e non escono più, anche
quando la vita disperde
le anime, senza sapere dove.

Daniela Cerrato, 2017
Screen Shot 06-15-17 at 08.40 PM

Fronde di salice

Fronde di salice
mosse dal vento,
sotto di esse
qualche insetto gode
la dolce frescura
e quel grande sombrero
calato sugli occhi
della terra accaldata
offre riparo alla pioggia
improvvisa e violenta
del temporale estivo,
che battente acciacca
aster e lavanda che
della grande aiuola
son vivace pittura,
ma il sole torna
e di lì a poco
si rianima anche l’erba
tra l’accresciuto profumo
e in questa concentrazione
di sentori misti
si respira l’estate.

Daniela Cerrato,2017

Dipinto di Claude Monet,1918

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Firmamento spento

Firmamento spento
falene a sciami
notte col cuore gonfio
senza sorriso
troppi ricordi
di un’estate che fugge
l’ultimo vestito leggero
a grandi fiori rossi
e nella mente
sempre il tuo viso
quattro occhi che piangono
sul nostro addio
dopotutto mai avvenuto.

Daniela,2016

Dipinto di Rafal Olbinksi

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