Desidero

Desidero che a cullarmi
stanotte sia la luna,
sorella muta, dea lucente,
seminascosta tra coni d’ombra
di nuvole che s’intersecano
nella volta spenta.
Desidero osservare con lei
dall’alto del suo alloggio
sospeso, quello che da quaggiù
si defila, quell’oltre sconosciuto
che per alcuni è un niente
per altri è immensità in cui
si anela fuggire. Esausti.

– Daniela Cerrato, 2017

Scultura di Rogerio Timoteo

Rogério Timóteo

Cuore

Imperfetto e ritmico
tra diastole e sistole
mosso, se scosso da sussulti
di battito impazzisce.
Sorprende quando si fa quasi muto,
si tasta il polso, lo si va a cercare,
come se potesse essere evaso
dalla sicura fortezza del corpo.
Lo si sente ridere
quando amor lo solletica,
si bea nella paradisiaca estasi
e tristemente affranto, duole
di disperazione per ogni eterno addio.
Acciaccato e livido riparte
a meravigliarsi ancora
nel vedere la sua sagoma
trafitta, in bella mostra su un muro,
voce anonima d’amore universale;
così ritorna, in battere e in levare,
a canticchiare una dolce melodia.
Zitti lo si sta ad ascoltare,
per soddisfarlo di nuovo, e ancora,
chissà che per noi decida, così
all’improvviso, di tornare a volare.

Daniela Cerrato, 2017

Jim Dine Pop Art

Jim Dine

Domanda buffa

Sarà buffo
ma ugualmente mi chiedo
dove andranno i pensieri
che silenti
fuggono dalla mente
all’improvviso

forse come aquiloni slegati
si affidano al vento
o evaporano come bollicine
di rugiada mattutina
che un pallido sole asciuga

eppure li percepivo
altalenavano sospesi
in attesa di sviluppo
che non è stato.
Anche le api
cessano il ronzìo.
Daniela,2016   ___  Nell’immagine l’arte di Fred Tomaselli

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Penombra

Nell’avvolgente penombra e nel profondo silenzio
si dilata il tempo mostrandosi amico
offrendo un nido ideale ove s’allietano pensieri,
falene sfuggenti che trattengo con premura
già che le prime luci potrebbero esser letali
e le labili impressioni fuggir via
fino a perdersi in un buco nero .
Daniela,luglio 2016

Immagine: Natalia Drepina, “Wistful Soul”

Natalia Drepina, Wistful Soul

Candido pensiero

In questa realtà
di valori rovesciati
fredda ed ostile
cinicamente egoista
scomoda e lontana
dal proprio spirito
forse è utopia
scoprire un varco
per sgattaiolarne fuori
verso una sfera
più umana
dove i progetti
non vengano
cancellati
da spugne aliene,
dove sulla lavagna
del tempo
ci sia posto
per i desideri,
il concretizzarsi
dei sogni
e dove l’amore
non sia alterato
da venti improvvisi
forti e contrari
che spezzano
le ali più fragili.
Quel varco
se inesistente
dovremo crearlo
squarciando con violenza
le pareti invisibili
asfissianti
che ci avvelenano
a dosi quotidiane.
Forse è utopia
ma anelare
ad una vita
non più condizionata
dalle arroganze
e dagli insani
altrui complotti
è un diritto
anche per l’animo
più pessimista.

Daniela,aprile 2016

– Artwork by Mira Nedyalkova –

Mira Nedyalkova

Quando il cuore tornò

Rammento il periodo
non di preciso il giorno
in cui persi contatto
col mio cuore,
fu introvabile
per qualche tempo
fuggito per paura
o per legittima difesa.
Non mi preoccupai
poichè di certo
sarebbe tornato
prima o poi
per cogliere emozioni,
gioire e soffrire in me.
E come in silenzio
s’era dileguato
così lo ritrovai
in un giorno di primavera
quando il gelo
dell’inverno
era ormai sciolto.
Ascoltai
la sua voce
timida e lieve
che narrava
di lontane pene,
lo confortai
rassicurandolo
che erano ormai
diventate ricordi.
Daniela,marzo 2016

Artork by Catrin Welz Stein

Catrin Welz-Stein 2

Tutto vola via…

Volan  via un pensiero un progetto
la speranza,un’idea,un bigio sospetto
embrioni sbocciati dal cervello mai spento
cui sfuggono idee, bollicine nel vento

Vola lesto il tempo guerriero vincente,
non c’è via di scampo lui corre indecente
sfumando un palpito che tener si vorrebbe
emozione vibrante, rara e lenta già crebbe.

Vola via tra le stelle la brevità della notte
seducente e ribelle i bei sogni s’inghiotte
liberandoli in nuvole dalle forme più strane
perle bianche che del cielo poi diventan collane

volan alti gli stormi di uccelli migranti
e vorrei anch’io condurmi con ali fruscianti
verso terre più amene,ove del sole l’ardore
allontana le pene,anche quelle d’amore.

Vola via un sorriso raccolto per strada
come fiore di campo che all’animo aggrada
ripensato in istanti per orgoglio dell’io
sino a che solitario si dilegua in oblìo.

S’invola nel blu il palloncino giallo di un bimbo
col naso all’insù lo insegue verso il placido nembo
mongolfiera piccina sfuggita presto di mano
viaggia ora leggera verso un punto lontano.

Vola via fanciullezza ingenua e innocente
per far posto a scaltrezza di canuto sapiente
che melanconico cede ai rigori più seri
rievocando soddisfatto il monello di ieri.

Così pure è volato sino alla quarta stagione
l’anno vecchio dileguandosi, e per congiunzione
lascia gioie e dolori sulla via del passaggio
ma fa spazio al novello che ci auguriamo più saggio.

Daniela,gennaio 2016

Foto di Tiferett, “vola via”

vola via Tiferett