Conversazione insolita

Quasi non posso credere ai miei occhi, sei proprio tu, la stessa che ricordavo esattamente come ora ti ritrovo, sempre lì nel piccolo canale ormeggiata tra le tante barche allineate con ordine severo, leggermente più vicina al ponte, ma di poco, un’inezia. Sei lì e la sensazione che provo è che mi stessi attendendo paziente, ondeggiando serafica tra le anatre che ti nuotano attorno, coi tuoi vasi di geranio sulla prua per stupirmi nuovamente; son trascorsi tre anni eppure sei sempre la mia preferita  fra tutte, come allora, umile e unica, la sola coi rossi pelargoni che invitano al sorriso sotto lo schiaffo del sole di mezzodì. Che insana follia, sto parlando a una barca, per fortuna senza metter voce, ma non è per la botta di caldo, è per simpatia anche se nessuno lo capirebbe. Chissà forse tra qualche anno ripasserò di nuovo qui e di nuovo ti ritroverò per fotografarti ancora.

Daniela Cerrato, 2017 / Foto personale

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Passato il temporale

Ora che il vento s’è rabbonito dopo schiaffi impartiti
ai violenti scrosci di pioggia s’odono seppur lontani
sordi borbottii di tuoni.
Uscendo sulla terrazza a rassettare oggetti
che le furie hanno investito
s’inala con avidità e delizia il petricore dolciastro
che permane tra qualche goccia che ancora cade
rada e leggera, ma ormai pare solleticare appena ogni cosa
anche gli insidiati rossi gerani dai petali guastati e dispersi
come sanguigni coriandoli incollati sul granito
che assume per contrasto un’aspetto più vivace.
Il temporale ora sottace.

Daniela,giugno 2016

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