A Morfeo

Persisti con tua preziosa veglia
ad addolcire il mio sonno,
chè se distrazione ti coglie
svaniscono come spire di fumo
castelli di eclettici sogni,
crociere su navi volanti,
emozioni in viaggio continuo
di cui è catastrofe spezzare
anche una singola tappa
donata dal generoso Fantaso.
Resta dolce figlio di Ipno
fa che Fobetore mi stia lontano
sinchè Emera non giunge
a salutare la Notte,
che fuggendo disperde in scia
microscopiche brillanti particelle,
paiono polveri di lontane stelle
ma è solo la mia sgretolata fantasia.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Chiara Stevanella, “Albero del Sogno”

Chiara Stevanella, Albero del sogno

 

Con Euterpe ben si inizia, ma poi…

Stamane non ho alcuna preferenza, walzer ciaccona o minuetto, tu non badare a me dolce Euterpe, avvìati pure tranquilla, purchè col sorriso ed aria allegra si vada ad iniziare. Il sole fiero scalda il giorno che ancora si stiracchia, le finestre sono bocche spalancate, aperte sul mondo che appare silenziato,  le stanze assorbono ossigeno a pieni polmoni; destarsi di buon ora ha questo unico insostituibile vantaggio, far colazione con una fetta di calibrata bellezza tutta per sè, farcita di qualsivoglia sensazione. Un piacere che inizia in sordina, come lieve carezza, senza troppo incidere, proprio come la musica che lascia agli uccelli la voce di coro o solista.
Nel frattempo vanno aprendosi varchi di luce colorata e i primi pensieri dedicati, seppure ancor fiacchi; poi ci saranno le notizie del giorno a smorzare l’incanto, come sempre qualche venefica folata spezzerà ogni leggerezza, così, giusto per ricordarci la specie cui apparteniamo, alla quale per timore anche le farfalle si tengono lontane. E non hanno torto.

Daniela Cerrato, 2017

Raoul Dufy (1877-1953)

Raoul Dufy (French, 1877-1953)

Risveglio domenicale

Non so da quanto il sole è desto
ma ha il volto più pallido di ieri
velati i miei primi pensieri
tra parole vaghe altisonanti,
peggio di asino che raglia
son quelle voci inviperite
che schiamazzano sgradite
dalla casa dirimpetto
a dire il vero già le campane
suonan come segno di dispetto
al mio sonno sì diletto
che pregusto da ieri sera
cerco in radio giusta melodia
tra stiracchio e gemel sbadiglio
sorridere al giorno è ciò che voglio
al diavolo ogni triste altrui contorno.

Daniela Cerrato,2017

Dipinto di Pierre Bonnard,  1903

Pierre Bonnard 1903

Così la notte abbraccia il giorno

Con pigrizia affondata
tra tepore e morbidezze
che arrestano ogni pensiero
di interrompere il prezioso letargo,
assonnata e all’oscuro
del motivo del mio risveglio
avvolgo sul dito una ciocca
mentre idee vagheggiano
senza orientamento alcuno,
come sgraziate sonnambule
in una notte che si vuol protrarre
rubando ore al giorno.
Il caos mentale continua
e mi stordisce la mancanza
di una traccia nitida
degna d’attenzione,
nella penombra scruto l’ora
unita ai gradi esterni
scesi di gran passo sottozero.
Le palpebre richiudendosi
come richiamate all’ordine
da forza gravitazionale
a richiamare un sogno
più stimolante e gradito
han deciso che si riparte
per un nuovo viaggio a sopresa
senza bagagli e itinerari,
procedendo con qualunque mezzo
anarchicamente sognando
mentre notte e giorno
si abbracciano.
Daniela,gennaio 2016

Illustrazione di James R.Eads

James R.Eads-illustration

Mani di ninfa

Bianche mani di ninfa
emergono dall’acqua,
galleggiano aperte
a salutare il Sole.
Per amor suo
la bellezza immolata
venne inghiottita
dalle profondità lacustri
custodi di un tesoro
mai mostrato,
zavorra d’amore
da cui sbocciò
il candido fiore
che unicamente si apre
all’astro del giorno.
Daniela,ottobre 2015

Dipinto di Willard LeRoy Metcalf (1858-1925), “Ninfee” , 1905

Willard LeRoy Metcalf (1858-1925); Pond Lilies; 1905; Oil on canvas; Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas; 2010.12
Willard LeRoy Metcalf (1858-1925); Pond Lilies; 1905; Oil on canvas; Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas; 2010.12